ALLARME OLIO DI PALMA: IN PERICOLO NEONATI E BAMBINI




 

OLIO DI PALMA

“Non date ai bambini prodotti con olio di palma: abbiamo analizzato alcuni dei più diffusi e trovato sostanze tossiche e anche potenzialmente cancerogene. Dopo le accuse sulla scarsa sostenibilità ambientale – sarebbe responsabile della deforestazione del Sud Est asiatico – e di favorire l’insorgenza di malattie cardiovascolari per l’eccessiva presenza di grassi saturi, un recente studio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare mette in luce ulteriori rischi nell’uso di questo grasso tropicale”, così lancia  l’allarme l’associazione  Altroconsumo lo scorso 1 6 giugno dal proprio sito.

INCHIESTA DI ALTROCONSUMO: ANALISI SUI PRODOTTI PER RAGAZZI E NEONATI

L’associazione ha cercato i contaminanti a rischio (3-MCPD e GE) in dodici prodotti che rappresentano le categorie di alimenti segnalate dall’Autorità per la sicurezza alimentare come più a rischio per bambini e adolescenti. I risultati parlano chiaro: “un bimbo di 5 mesi che beve 5 biberon di latte supera la soglia di sicurezza per il 3-MCPD. I bimbi più grandi e gli adolescenti superano questa soglia non con il singolo alimento ma all’interno della dieta. Preoccupante la presenza di GE glicidil esteri  degli acidi grassi potenzialmente cancerogeni, in parecchi prodotti“.

Altroconsumo lancia un vero allarme: “Abbiamo trovato contaminanti tossici nel latte per bebè e anche potenzialmente cancerogeni nei biscotti, nelle merendine e nelle patatine con olio di palma più consumati dai ragazzi. Non dare alimenti con questo grasso tropicale ai tuoi bambini”.  

OLIO DI PALMA ALIMENTAZIONE LATTANTI. I risultati parlano chiaro, afferma Altroconsumo: “La nuova soglia di sicurezza stabilita dal gruppo di esperti sui contaminanti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare per il 3-MCPD, contaminante tossico per reni e testicoli, viene superata sempre nell’alimentazione dei lattanti nutriti esclusivamente con latti formulati. Rischia facilmente di essere superata anche nella dieta dei bambini e degli adolescenti che consumano in un giorno più di una merendina o una merendina abbinata a qualche biscotto o a un pacchetto di patatine. Non solo, in alcuni biscotti e merendine, e sempre nelle patatine, abbiamo trovato i contaminanti GE che l’Autorità europea classifica come potenzialmente cancerogeni”.




FRANCA BRAGA Responsabile Alimentazione e Salute Altroconsumo

 

IL DOSSIER ALTROCONSUMO: L’OLIO DI PALMA UNA VERA BOMBA AD OROLOGERIA

Una vera e propria bomba, grida Altrocunsumo,  contro il grasso tropicale tanto amato dall’industria alimentare: “E’un preoccupante campanello d’allarme per tutti noi consumatori alle prese con gli acquisti di tutti i giorni. Lo studio ha stabilito per il 3-MCPD una nuova dose giornaliera ammissibile di 0,8 microgrammi per chilo di peso corporeo (mcg/kg) ridotta di più della metà rispetto a quella fissata in precedenza e ha valutato il rischio concreto per i consumatori europei sulla base delle elevata per le fasce di età più giovani, dai lattanti agli adolescenti. I cibi che contribuiscono in maniera maggiore alla loro assunzione sono gli alimenti per lattanti e i latti di proseguimento, biscotti dolci e merendine e le patatine fritte”.

Latti per l’infanzia, il caso più grave. I latti in formula sono gli alimenti che destano maggiore preoccupazione – spiega Altroconsumo – soprattutto se pensiamo al basso peso corporeo dei neonati e al fatto che, se questi non possono essere allattati al seno, sono l’unico alimento che assumono dalla nascita fino ai 6 mesi. La quantità di 3-MCPD che i neonati assumono sulla base dei valori che abbiamo riscontrato nei tre prodotti presi in esame (Nidina 1, Mellin 1 e Humana 1), sono decisamente più elevati di quelli stabiliti dalla soglia di sicurezza: “Se consideriamo, per esempio, un neonato di 5 mesi, che beve 5 biberon al giorno di latte (1050 ml), abbiamo calcolato che nel latte ricostituito sia presente una quantità di 3-MCPD fino a 53 mcg (calcolato dal valore nella polvere), dieci volte superiore al limite di sicurezza, che per un bimbo di 7 kg è di 5,6 mcg. Consola sapere, almeno, che i contaminanti più pericolosi, i GE, sono risultati assenti”.

CONSIGLI PER LA TUTELA DEI BAMBINI E RAGAZZI

In questo momento di incertezza, il nostro consiglio – avverte Altroconsumo – è quello di non dare ai bambini prodotti che contengono olio di palma, prediligendo quelli che contengono grassi più salubri come l’olio extravergine d’oliva o il girasole. Come riconoscerli? L’associazione mette a disposizione  app Merendiario e al comparatore online che classifica più di 450 merendine in base al loro profilo nutrizionale

LA PETIZIONE APERTA A TUTTI

La petizione attivata dall’associazione Altroconsumo chiede nuove regole sull’uso dell’olio di palma nei prodotti alimentari:  “Da parte nostra abbiamo già scritto al Ministero della salute e al governo per chiedere da un lato di farsi promotore di una regolamentazione più rigida a livello europeo e dall’altro di effettuare controlli a tappeto sui prodotti a rischio”.

 

di Cinzia Marchegiani


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