ATTENTATI NIZZA, MONACO: RICHARD GUTJAHR IL GIORNALISTA DELLE COINCIDENZE




 

Nizza/Monaco – E’ diventato “il caso Gujtahr”, la presenza di un blogger tedesco sui luoghi degli attentati nell’esatto momento in cui sono avvenuti. Due attentati a distanza di pochi giorni prima Nizza poi Monaco di Baviera e un supertestimone sempre presente, un giornalista che è sempre sul luogo del “delitto”.

Lui è Richard Gutjahr giornalista freelander tedesco che diventa un testimone strategico. Coincidenze, fatalità o quest’uomo è proprio un acchiappa notizie?

A riportare la notizia è proprio il giornale NICE MATIN: “Nizza e Monaco: un giornalista tedesco due volte ha testimoniato l’orrore. Un giornalista tedesco indipendente ha girato l’attacco di Nizza  il 14 luglio. Venerdì sera era a Monaco di Baviera, al centro commerciale dopo la sparatoria”.

Nice Matin dichiara la tragica coincidenza. Richard Gutjahr era a Nizza il 14 luglio e il 22 a Monaco di Baviera.

NIZZA MONACOIl video fatto con uno smarphone girato all’hotel a Nizza che riprende lo scooter che cerca di fermare il camion sulla Promenade e che ha fatto il giro dei giornali è del blogger bavarese indipendente. Le immagini, ricorda Nice Martin, sono stati trasmesse da tre canali televisivi tedeschi, gli estratti del film sono stati successivamente ampiamente riportati su Internet.

L’uomo era in vacanza a Nizza, in privato. Gutjahr ha detto in un’intervista a Spiegel che ha trascorso lì “un weekend” e voleva “vivere la prima volta” la festa del 14 luglio in Francia (la presa della Bastiglia NdR).

Il blogger Richard Gutjahr fu quindi testimone oculare dell’attentato di Nizza. Su SPIEGEL ONLINE, descriveva ciò che aveva visto.

SPIEGEL ONLINE: Sig Gutjahr, l’attacco ha avuto luogo proprio di fronte all’hotel. Che cosa hai visto?

Gutjahr: mi trovavo sul balcone della mia camera d’albergo. I fuochi d’artificio della festa nazionale era appena finiti. Improvvisamente, un camion bianco è passato. Il camion guidava molto lentamente.  Mi sembrava strano, così ho iniziato a girare con il mio telefono.

SPIEGEL ONLINE: Cosa è successo?

Gutjahr: Un motociclista ha guidato fino al camion e ha cercato invano di aprire l’unità, mentre la portiera del guidatore. E ‘stato come in un film. All’incrocio poliziotti hanno aperto il fuoco, poi il conducente ha dato gas ed seguire nel corso dei primi esseri umani. Sia a causa dei colpi, o se aveva in mente esattamente, non posso giudicare. Sarebbe speculazione.

SPIEGEL ONLINE: A questo punto è andato in fondo alla strada. Ha girato anche lì?

Gutjahr: Sì, ho preso le immagini e anche video. Ma ho volutamente deciso di non inviare il materiale su Twitter o Facebook. Invece, ho tutto inviato al direttore del WDR.  Decide chi è professionista quello che dovrebbe essere pubblicato e come.

SPIEGEL ONLINE: Perché sei a Nizza?

Gutjahr: Ho trascorso un lungo weekend qui in privato. Per la prima volta, ho voluto sperimentare la festa nazionale in Francia. 




Ma Gutjahr otto giorni dopo Nizza, il 22 luglio 2016, era a Monaco di Baviera, luogo di residenza e sul suo account di Twitter, seguito da quasi   90.000 persone, il giornalista pubblica alcune immagini dell’azione della polizia dopo il folle attacco, dove sono morte 9 persone e ferite 27. Era davanti l’entrata del centro commerciale Olympia.

Stavolta non saranno i professionisti a decidere se le immagini dovranno essere pubblicate

NIZZA MONACO Sono al centro commerciale ” aveva scritto su Twitter, e postava una fotografia delle forze di sicurezza che si preparavano ad entrare in azione contro il presunto lupo solitario che aveva fatto irruzione nel centro commerciale Olimpya nel quartiere di Moosach di Monaco.

Sul giornale tedesco DIE WELT, c’è la testimonianza di  Gutjahr, presente sempre in angolazioni perfette e nel momento esatto. Sotto al titolo “Giornalista Gutjahr tweetta foto della operazione di polizia” il giornale spiega: “Monaco di Baviera – Il giornalista Richard Gutjahr è stato durante l’operazione di polizia al centro commerciale Olmypia a Monaco di Baviera e da lì ha trasmesso le immagini tweet. “Alzati prima #OEZ” (hastag è l’acronimo di Olympia EinkkaufsZeintrum, nome del centro commerciale di Monaco) , ha commentato un Tweet su cui un gruppo di poliziotti armati è visibile all’ingresso del centro commerciale. Un altro Tweet mostra agenti di polizia che osservavano il centro commerciale trincerati dietro un muro. Gutjahr è stato anche un testimone oculare dell’attentato a Nizza”.

 

Nice Matin spiega che il giornale il giornale Tagesspiegel aveva fatto presente  che queste pubblicazioni hanno suscitato clamore sul social network, e Gujtahr accusato di rivelare informazioni che potrebbero essere utilizzati per il killer. Richard Gutjahr poi specificava che le foto erano state scattate “30 minuti prima della loro pubblicazione“.

Anche Tagesspiegel racconta della casualità di Gutjahr sul posto dell’attentato: “Casualmente Richard Gutjahr è sul posto. Il blogger avevano già assistito all’assassinio di Nizza, era rimasto sul balcone della sua camera d’albergo, e registrato il percorso del camion bianco. Gutjahr ha girato tutto con il suo smartphone, milioni di persone hanno visto le foto più tardi in televisione. E ora, appena otto giorni dopo, è di nuovo molto vicino all’orrore, sulla vista del centro commerciale di Monaco di Baviera. Ha fotografato poliziotti all’ingresso, tweettato la foto e scrive, sembravano nervosi. Questa volta che miete la rabbia in rete – come si può essere così irresponsabile di tweet qualcosa nel corso di un’applicazione in esecuzione? Questo lo potrebbe eventualmente vedere l’assassino!”

Gutjahr ha dovuto cancellare le foto, ma ormai era troppo tardi. Il giornalista Bavarese, prima di cancellare, seguendo le istruzioni della polizia tedesca chiede scusa: “Ho fatto un errore oggi. Non riuscivo a crederci, mi sono trovato di nuovo in questa situazione. Le immagini non sono più visibili.

E’ “fortunato” Richard Gujtahr, giornalista freelance per la ARD, l’uomo esatto al momento giusto sui luoghi degli attentati,  in posti strategici dove le riprese sono in prima fila? Sembrerebbe proprio di si. Così esplode il caso Gujtahr.


© Riproduzione riservata





You must be logged in to post a comment Login