BREXIT SCONVOLGE E TRAVOLGE: L’INDIPENDENCE DAY E LE PRIME VITTIME




 

BREXITIl Brexit e il verdetto del popolo britannico ha deciso, fuori dall’UE. Il premier inglese, David Cameron stamattina si è dimesso. La sfida contro il suo acerrimo nemico Boris Johnson è stata un completo fallimento. Cameron accetta il voto popolare ma davanti alla sua accesa e dura campagna contro il referendum annuncia l’impossibilità di continuare il suo mandato.

Era assolutamente chiara la mia convinzione che la Gran Bretagna è più forte, più sicura e meglio all’interno dell’UE. Ho chiarito il referendum era su questo, e solo questo, non il futuro di ogni singolo uomo politico, me compreso” così rompe il silenzio il premier Cameron.




Ma Cameron si dimette consapevole che il popolo britannico ha preso una decisione nel prendere una strada diversa.

Cameron non può continuare il suo mandato, evidente la sconfitta su tutti i fronti e annuncia: “Credo che il Paese richieda una leadership fresca”  e conclude indicando la necessità di condottiero che sappia  navigare nella direzione che gli inglesi hanno decisamente votato.

Cameron ha deciso di rimanere fino all’autunno,  e come ha detto per “stabilizzare la nave”. Ovviamente il suo è  un ruolo che non sente più suo e ha quindi suggerito un nuovo Primo Ministro che il congresso del partito Conservatore metterà in agenda il mese di ottobre stesso.

Ora il Conservatore Boris Johnson è considerato come il più probabile successore del primo ministro. Lui che ha trainato questa battaglia di grande autodeterminazione oggi corona l’Indipendence Day tanto sofferto e difeso ad oltranza in ogni angolo del paese.

di Cinzia Marchegiani


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