CAOS CANILI DI ROMA. Il PAE avverte:”L’assessore Muraro difende la gestione fuorilegge accertata dall’ANAC”




 

CANILI

Roma – E’ caos sulla gestione dei canili di Roma e i riflettori si accendono di nuovo sull’assessora Paola Muraro. Il Partito Animalista Europeo era già andato all’attacco contro la sindaca Raggi e il suo Assessore Paola Muraro, lo scorso 11 agosto infatti l’associazione animalista accusava senza veli il dietro front dell’Amministrazione capitolina del M5S circa la gestione dei canili comunali: “verrà internalizzata, i cento ex lavoratori retribuiti della Avcpp (Associazione “Volontari” Canile Porta Portese), che occupano illegalmente il canile comunale, trattano per essere assunti dal Comune di Roma”.

PAE: “MAFIA CANILI DI ROMA. IL DIPARTIMENTO DELL’ASSESSORE MURARO DIFENDE LA GESTIONE ‘FUORILEGGE’ ACCERTATA DALL’ANAC  E BLOCCA LE ADOZIONI DEI CANI”

Ora il PAE ritorna e fotografa la gestione come “al di fuori della legge” spiegando che nella giornata di ieri, 9 settembre, il Dott. Pasquale Pelusi, direttore del Dipartimento Tutela Ambiente, ha disposto con nota prot. QL 49890 la sospensione di ogni autorizzazione di prestare attività di volontariato, adozioni comprese, nelle strutture di proprietà di Roma capitale e in quelle private con essa convenzionate” nei confronti di un’associazione che da molti anni è impegnata con successo nelle adozioni dei randagi della capitale, impegno volontario svolto a titolo gratuito senza alcun rimborso spese.

La motivazione ? Il PAE nel merito spiega:




“L’associazione di volontariato denominata Cucciolissimi aveva depositato denuncia querela ed esposto contro presunte irregolarità perpetrate proprio da dipendenti della medesima Direzione del Dipartimento Tutela Ambiente cui fa capo lo stesso Pelusi. Questo documento rappresenta un vero e proprio abuso d’ufficio da parte del Direttore del Dipartimento Tutela Ambiente, già nella bufera mediatica con l’Assessore Paola Muraro  oggetto di indagine della Procura di Roma, che di fatto ricatta l’associazione di volontari a  rimettere la querela in cambio del prosieguo del loro impegno sociale nell’adozione dei cani randagi. E’ evidente che il comportamento del direttore Pelusi rappresenta un danno esclusivamente a carico dei cani detenuti che vedono, quindi, sempre più preclusa la possibilità di abbandonare lo stato di detenzione in cui vivono a solo vantaggio dei gestori privati che incacassano 7,20 euro/die ad unità (il doppio di quanto indicato dai parametri del Ministero della Salute)”

Il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli rincara: “Il direttore Pelusi non solo impedisce l’opera di volontariato mirata a svuotare i canili ma favorisce il gestore privato l’Impronta Onlus che invece li vuole riempire, già oggetto dell’indagine ANAC per cui al capitolo 4). La vicenda del canile di Ponte Marconi delle risultanze istruttorie si legge: Il Dipartimento dichiara che l’Impronta sta occupando abusivamente il canile, che i cani sono ‘ostaggio’della Onlus, che starebbe operando un ‘multiplo sequestro di persona’. Oltretutto il direttore Pelusi, nonostante sia a conoscenza di tale risultanza che stabilisce una gestione contra legem da oltre 15 anni, non solo da’ continuità allo stato fuorilegge ma ne tutela anche l’operato ingiustamente lucrativo a danno dell’erario ed a discapito del benessere degli animali“.

Insomma è guerra aperta sulla gestione dei canili e sembra che il PAE sia stato tradito proprio da chi aveva sponsorizzato alle amministrative capitoline di maggio 2016.

 

 


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