Il caso Boschi. Tour in Sud America per la propaganda del sì al referendum… con quali soldi?




 

Il bottino dei voti degli italiani all’estero fa gola… Al referendum costituzionale in agenda il prossimo 4 dicembre gli italiani sono chiamati a respingere o approvare la riforma Boschi-Renzi e la stessa Boschi, ministra per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento con delega all’attuazione del Programma di Governo nel Governo Renzi ha puntato sui voti anche dell’America latina.

Ma il viaggio diplomatico in Sudamerica per comizi del PD del ministro Boschi finisce nel Question Time, si chiede contezza di quanti soldi ha speso per fare comizi “pro sì” al referendum con i soldi dei contribuenti, ma soprattutto di chi?

Facebook M.E. Boschi
Facebook M.E. Boschi

La ministra Boschi non ne aveva fatto mistero d’altronde, sulla sua pagina facebook si legge: “A Buenos Aires per raccontare come stiamo cambiando il nostro Paese. Per un’Italia più semplice #bastaunsi”. 

E il caso arriva in parlamento. Il M5S con un Question Time ha fatto una domanda precisa al Ministro Boschi: “Quanti soldi ha speso nel suo tour in Sudamerica, per inanellare una serie di comizi a favore del SI al referendum con i soldi dei contribuenti?




I firmatari di questa interrogazione, Fabiana Dadone e Andrea Cecconi non sono affatto soddisfatti della risposta che Paolo Gentiloni, Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Renzi ha prodotto: “Maria Elena Boschi manda al suo posto, il Ministro degli Esteri per spiegare suoi viaggi elettorali mascherati da missione istituzionale. Un’ammissione di colpa? In effetti, usare i soldi dei contribuenti per fare dei comizi per il Pd è poco etico. Ancor meno lo è arruolare i rappresentanti del corpo diplomatico italiano e le sedi estere alla stregua di volontari per la campagna referendaria a favore di una sola delle parti in gioco. Un uso spregiudicato, quindi, anche di organi ed istituzioni pubbliche trattati come dipendenti di partito, nonché della stessa carica ricoperta, e rappresenta un abuso. In Canada lo scorso 3 ottobre il circolo Pd di Toronto ha organizzato una conferenza sulla riforma costituzionale dove era prevista anche la presenza dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado. Nelle locandine relative all’iniziativa, peraltro, oltre al simbolo del Partito democratico, figurava il logo ‘Basta un Sì’, rendendo così evidente di come si trattasse di un’iniziativa politica e di indirizzo circa il prossimo referendum costituzionale. Ma quale missione istituzionale, allora! La Boschi dovrebbe chiedere scusa agli italiani e restituire i soldi spesi, fino all’ultimo euro, per i suoi comizi referendari“.

A quale titolo sono stati coinvolti i rappresentanti del corpo diplomatico italiano e le sedi estere, arruolate alla stregua di volontari o soldati in favore di una parte della campagna referendaria”, chiedono i deputati M5S, Fabiana Dadone e Andrea Cecconi, membri della commissione Affari costituzionali, che hanno illustrato l’interrogazione al ministro Boschi. “Questo è un uso spregiudicato di organi e istituzioni – proseguono – nonché della carica ricoperta e rappresenta  un abuso dell’esercizio di cariche pubbliche e di governo”.

 

QUESTION TIME E RISPOSTA DEL MINISTRO GENTILONI

 

Andrea Cecconi spiega al Ministro Gentiloni che si sottovaluta l’attività svolta dalla Ministra Boschi in Sud America “in combutta con il Corpo Diplomatico Italiano”.

Ma gli italiani all’estero cosa avranno capito di questa riforma istituzionale?


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