Decreto Vaccini. Il mondo della Glaxo e l’uomo del ministro della salute Beatrice Lorenzin




 

Il caso

di Mario Galli

Il Decreto Vaccini firmato anche dal Presidente della Repubblica Mattarella ha sollevato molte domande e dubbi ma soprattutto ha messo sotto i riflettori i suoi attori principali che sono gli autori e i responsabili della stesura di questo documento che dovrà essere valutato in parlamento anche per la sua costituzionalità.

In primo piano sono finiti la proprietaria del dicastero della salute, Beatrice Lorenzin e Ranieri Guerra l’uomo che non sembra proprio uscito dal nulla, anzi, unaindagine de Il Fatto Quotidiano in tempi non sospetti, parliamo settembre 2014, spiegava un insolito concorso cucito proprio sui requisiti accademici e professionali di Guerra.

CURRICULA, DOCUMENTO SIGLATO DEPOSITATO AL MINISTERO DELLA SALUTE. Il Curricula del dott. Ranieri Guerra pubblicato sul sito del Ministero della salute mette in evidenza la sua formazione, le sue capacità, e ruoli assunti. A pagina 6 del documento al paragrafo “NOMINE” c’è un corposo elenco  dove si può leggere anche che il Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute assume la carica di Consigliere d’amministrazione, Fondazione Glaxo-SmithKline e anche Consigliere d’amministrazione, Società Exosomics SIENA, presso Siena Biotech Fondazione Monte dei Paschi. Cliccare qui per il documento ufficiale, siglato in ogni pagina.

Lo stesso Ranieri Guerra, (nella foto il primo a sinistra) e non è uno scoop, ma notizia pubblicata dal sito AIFA (2*), accompagna il Ministro della Salute italiano, Beatrice Lorenzin, dal Presidente USA Barak Obama, per designare l’Italia come capofila delle politiche vaccinali mondiali (data 29 settembre 2014). Insieme a loro Sergio Percorelli, ora ex presidente dell’AIFA (si è dovuto dimettere dalla sua carica nel dicembre 2015, accusato di conflitto di interessi dal direttore generale Luca Pani dopo un’indagine interna che ha coinvolto anche gli uffici dell’Anticorruzione. pecorelli-lorenzinTroppi legami con le aziende farmaceutiche che producono vaccini, ma anche ruoli di vertice inopportuni in società di venture capital sul mercato della farmaceutica)Bill Corr under Secretary del Human Health Services e Luca Franchetti Pardo, vice ambasciatore italiano a Washinghton.

LA NUOVA CIRCOLARE DECRETO VACCINI  A FIRMA DI GUERRA

Ed è una circolare a firma Ranieri Guerra, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, che detta le prime linee guida relative al Decreto n. 73 del 2017, più comunemente conosciuto come “Decreto Vaccini”.

PER ORA ANDIAMO AD OSSERVARE IL MONDO DELLA GLAXO, L’IMPERO 

Ma come il mondo della Glaxo guardava il nostro paese?

La Glaxo (GSK per brevità), si legge sul sito istituzionale (1*), ritiene

l’Italia un paese chiave per il settore vaccini e, d’altra parte, l’azienda è l’unica oggi ad attuare in Italia il ciclo completo di ricerca, sviluppo e produzione (in particolare: vaccini per meningite, tetano, difterite, rabbia e vari altri)”.

La GSK, detiene un importante giro d’affari in Italia. Sempre dal loro sito:

“il perfezionamento dell’accordo mondiale con Novartis, nel marzo 2015, ha portato al trasferimento a GSK delle attività industriali svolte prevalentemente in Toscana, a Siena e Rosia, e ha fatto di GSK il primo produttore di vaccini a livello mondiale e la prima azienda farmaceutica in Italia per presenza industriale con oltre 5000 addetti, 3 centri di eccellenza produttivi, 1 centro di eccellenza nelle arti grafiche ed un Centro Ricerche internazionale (uno dei tre centri mondiali di GSK per la ricerca nei vaccini) dove operano oltre 500 collaboratori, provenienti da tutto il mondo, in costante collaborazione con enti e organizzazioni nazionali e internazionali.

A Siena opera anche il “GSK Institute for Global Health” (GVGH), inaugurato nel 2008 e dedicato alla ricerca e sviluppo di vaccini destinati alle malattie che colpiscono principalmente i Paesi in via di sviluppo”.

Ma non finisce qui, per GSK quello dei vaccini è un preciso impegno:

“GSK lavora in Italia nell’area dei vaccini dal 1904 con la creazione dell’Istituto Sclavo a Siena.

Abbiamo vari primati a livello mondiale nella scoperta dei vaccini: è del 1969 il primo vaccino anti-rosolia, del 1976 il primo anti-morbillo termostabile, del 1986 il primo antiepatite B, del 1992 il primo antiepatite A e del 1996 il primo vaccino di associazione antiepatite A e B, oltre a diversi altri vaccini coniugati.

L’ultimo primato in ordine temporale è particolarmente importante: in Italia, a Siena, è stato infatti scoperto il primo e per ora unico vaccino contro una forma molto aggressiva di meningite da meningococco, la meningite B.

GSK è un leader mondiale nella lotta contro la meningite perché produce e distribuisce i vaccini contro i cinque principali sierogruppi di meningococco (A,B,C,W,Y).

16.000 persone in GSK lavorano per la prevenzione attraverso i vaccini: di questi 2000 nella ricerca, di cui oltre 500 a Siena, uno dei tre centri di eccellenza mondiale di GSK per la ricerca sui vaccini, specializzato nelle infezioni batteriche.

Sono 17 i siti produttivi di GSK che producono circa 800 milioni di dosi di vaccini all’anno, inviate a 170 Paesi in tutto il mondo.

4 bambini su 10 nel mondo sono vaccinati contro almeno una malattia grave con un vaccino GSK

In totale GSK commercializza a livello mondiale 39 vaccini per la prevenzione di 21 malattie e vanta una pipeline di 15 candidati vaccini.

Ogni giorno GSK distribuisce 1,9 milioni di vaccini e nel 2015 ha distribuito in totale 690 milioni di dosi di vaccini.

In Italia abbiamo 24 vaccini per tutte la fasce di età ed una quota di mercato del 56%.

A Rosia produciamo 40 vaccini destinati a 78 paesi nel mondo: nel 2015 sono state prodotte 88 milioni di dosi di vaccini contro meningite, per la pediatria, per gli adulti e per i viaggiatori.

Sono necessari dai 10 ai 12 anni per la scoperta e lo sviluppo di un nuovo vaccino, in base alla nostra esperienza diretta, così come ne servono almeno 6 per costruire e mettere in funzione un nuovo stabilimento per la produzione di vaccini.




Il 70% del tempo di produzione di un vaccino GSK è dedicato ai controlli di qualità”.

Non sono numeri da missionari né da organizzazione no profit, ma quelli di una grande azienda privata alla ricerca costante del profitto. Suo…come giusto che sia.

RANIERO GUERRA, VIENE PRESENTATO ALLA CONFERENZA STAMPA DECRETO PREVENZIONE VACCINALE, DAL MINISTRO DELLA SALUTE: ” IL RESPONSABILE DI TUTTO CIÒ”

Raniero Guerra, il 7 giugno 2017 non è semplicemente al  fianco di Beatrice Lorenzin alla conferenza stampa dove il ministro della salute presenta il decreto vaccini, ma verrà presentato dalla stessa Lorenzin: “Raniero Guerra, colui che è il responsabile di tutto ciò (riferito al suo ruolo come Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute)“.

VIDEO CONFERENZA PRESENTAZIONE DECRETO VACCINI

Qui potete ascoltare la  presentazione del Dr Guerra dal minuto 3:00

RANIERI GUERRA È DAVVERO L’UOMO CHIAVE DEI VACCINI E DELLO STESSO MINISTRO LORENZIN?

Da un’indagine del 30 settembre 2014 del Il Fatto Quotidiano come prima anticipato, ritroviamo il nome di Ranieri Guerra. L’articolo dal titolo “Ministero della Salute, concorso per due dg. I vincitori? Da due mesi in una busta” spiegava come “il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin ufficializza i risultati della ‘procedura di interpello’ per il ruolo direttore generale della programmazione e della prevenzione”. Sessanta giorni prima però il Fatto Quotidiano “visti la specificità dei requisiti e le segnalazioni ricevute (scriveva il giornale)” aveva depositato presso un notaio una scrittura datata e certificata con i nomi dei due vincitori: Renato Botti alla Programmazione sanitaria, e Ranieri Guerra all’area della prevenzione. I nomi di Botti e Guerra poi coincideranno con quelli scritti,sigillati e poi conservati da un notaio in cui il Fatto Quotidiano dichiarava l’esito del concorso. Qui potete leggere tutto l’articolo.

E  ora torniamo alla circolare firmata da Ranieri Guerra

. Primo elemento, copertura vaccinale morbillo e rosolia

Nella spiegazione della “ratio” dell’intervento normativo (perché c’era bisogno di una circolare per darne spiegazione) sono due gli elementi che risaltano agli occhi: il primo è relativo alla dichiarazione secondo cui

“Particolarmente preoccupanti sono i dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia […] comportando anche un danno per l’immagine del nostro Paese”.

Ma come? Secondo la stampa abbiamo un’epidemia di morbillo ed altre malattie e noi ci preoccupiamo dell’immagine del nostro Paese? Migliaia di giovani preferiscono diventare “italiani all’estero”, con tutto il carico socio-culturale che questo comporta e la Direzione della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute si preoccupa dell’immagine del Paese per i dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia?

. Il secondo elemento, più avanti nel testo:

“…è stato necessario adottare misure urgenti idonee a estendere e rendere effettivi gli obblighi vaccinali vigenti, anche in conformità al principio di precauzione, secondo cui, in presenza di un’alternativa che presenti un rischio per la salute umana – anche non del tutto accertato – il decisore pubblico deve optare per la soluzione che consenta di neutralizzare o minimizzare tale rischio”.

Veramente il principio di precauzione dice qualcosa di più semplice, ma forse poco utile alla causa del Ministero, ovvero nel caso in cui i dati scientifici non consentano una valutazione completa del rischio, il ricorso a questo principio consente, ad esempio, di impedire la distribuzione di prodotti che possano essere pericolosi ovvero di ritirare tali prodotti dal mercato.

Il principio di precauzione è citato nell’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (UE):

“1.   La politica dell’Unione in materia ambientale contribuisce a perseguire i seguenti obiettivi: salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente, protezione della salute umana, utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali, promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale e, in particolare, a combattere i cambiamenti climatici.

2. La politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni dell’Unione. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio “chi inquina paga“.

In tale contesto, le misure di armonizzazione rispondenti ad esigenze di protezione dell’ambiente comportano, nei casi opportuni, una clausola di salvaguardia che autorizza gli Stati membri a prendere, per motivi ambientali di natura non economica, misure provvisorie soggette ad una procedura di controllo dell’Unione.

3. Nel predisporre la sua politica in materia ambientale l’Unione tiene conto: dei dati scientifici e tecnici disponibili, delle condizioni dell’ambiente nelle varie regioni dell’Unione, dei vantaggi e degli oneri che possono derivare dall’azione o dall’assenza di azione, dello sviluppo socioeconomico dell’Unione nel suo insieme e dello sviluppo equilibrato delle sue singole regioni.

4. Nell’ambito delle rispettive competenze, l’Unione e gli Stati membri collaborano con i paesi terzi e con le competenti organizzazioni internazionali. Le modalità della cooperazione dell’Unione possono formare oggetto di accordi tra questa ed i terzi interessati.

Il comma precedente non pregiudica la competenza degli Stati membri a negoziare nelle sedi internazionali e a concludere accordi internazionali”.

Ad oggi non ci sembra che nessuna istituzione europea abbia fatto alcuna dichiarazione ufficiale circa il Decreto sui vaccini approvato in Italia. Perché? Eppure l’Europa è quell’istituzione che è intervenuta, ad esempio, per normare la misura delle banane verdi (Regolamento n. 2257/94), un tema ben meno scottante ed incidente sulla salute umana (con tutto il rispetto).

Il principio di precauzione vorrebbe, per esempio, che in una conferenza stampa vengano portati dati scientifici che fughino ogni dubbio circa l’esposizione combinata dei bambini alle sostanze vaccinali.

Successivamente la circolare passa a spiegare nel dettaglio l’intervento normativo: quante e quali siano le vaccinazioni; come, in che modo ed in che misura saranno comminate le sanzioni per chi non adempierà all’obbligo vaccinale.

Interessante è la sezione relativa alle “Iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni”.

“A partire dal 14 giugno” si legge nella circolare “il Ministero della Salute attiverà un numero di pubblica utilità (1500), al quale risponderanno medici esperti del Ministero per fornire ai cittadini informazioni e risposte in merito alle novità introdotte dal decreto-legge. Il numero sarà attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 16”.

Sarebbe interessante registrare le telefonate e verificare se gli “esperti” avranno, ad esempio, stesse risposte a stesse domande.

Insomma, ai vertici il dicastero della salute e la stessa AIFA personaggi chiave legati direttamente o indirettamente al mondo dei vaccini e il loro business dovranno per dovere di trasparenza spiegare a chi, come il Codacons ha chiesto una verifica all’autorità anticorruzione ANAC se esistono profili importati di conflitti di interesse per il citato Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Dott. Guerra Ranieri in virtù di un suo coinvolgimento a pieno titolo con il Decreto vaccini e le sue firme in documenti legati alla stessa norma ora pubblicata anche sulla Gazzetta Ufficiale.

Ora i riflettori potrebbero essere spostati anche sul concorso con cui Guerra fu selezionato per la carica che ricopre attualmente? Il Fatto Quotidiano infatti riuscì ad anticipare l’esito semplicemente (si fa per dire, NDR) studiando i requisiti richiesti che pochissime persone, anzi forse nessuna, poteva annoverare nel proprio curricula.

Il mondo della sanità ha sempre regalato storie inquietanti, ci si augura che questa volta i tanti puzzle di un mosaico non proprio nitido possano spiegare alle autorità il non coinvolgimento dei dirigenti al vertice del dicastero della salute. Un atto doveroso poiché sono coloro che hanno firmato documenti troppo importanti e come dice la Lorenzin è stata fatta una norma pesante che cambia radicalmente le leggi e il mondo scolastico in merito alla prevenzione sanitaria.

Questi alcuni dei punti salienti e nuovi rispetto al Decreto che tutti i lettori di FreedomPress ormai conoscono.

Il Decreto Vaccini crea iniquità, poiché permette solo ai ricchi di poter scegliere per i propri figli fotografando importanti profili di anticostituzionalità, e a dirlo non sono di certo io, ma il mondo accademico e della stessa magistratura, come ha fatto lo stimatissimo Ferdinando Imposimato: Vaccini, Mattarella firma il Decreto Legge Lorenzin. Imposimato: “È una tangente legalizzata, un fatto criminale”

Fonte

1* Sito GKS https://www.gsk.it/aree-di-attivita/vaccini/

2* Italia capofila per le strategie vaccinali a livello http://www.aifa.gov.it/content/italia-capofila-le-strategie-vaccinali-livello-mondiale


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