Il dilemma di Pasqua: tortano o pastiera?




 

di Mario Amitrano

 

Napoli – Non vorrei apparire “blasfemo”, ma a me la pastiera non piace. Ho provato in tutti i modi, ma non sono mai riuscito ad andare d’accordo con lei. Un rapporto strano, il nostro. Certo, non manca mai a tavola, ci mancherebbe, ma la guardo sempre con sospetto, diffidenza. In pratica, non ci sta confidenza assai, tra noi. Non mi dite niente, ma preferisco un bel casatiello e, ancor di più, un grande tortano. Bello, pieno di “roba”, morbido, un poco ‘nzvato, che ti lascia le dita bagnate e la bocca coi pezzetti di salame tra i denti fino al giorno dopo. Lo so: nelle famiglie ci sono vere e proprie “guerre”, una sorta di battaglia a chi fa ‘a meglia pastier’. ‘A nonn’, ‘a zia, ‘a cainàt: a Pasqua le pastiere vanno e vengono che è una meraviglia. E’ vero, fateci caso: non girano tortani e casatielli tra i condomìni, ma pastiere. La ricotta ormai è introvabile nei negozi e nei supermercati. Tutti a fare la pastiera. Eppure, a me, lo ripeto, se mi volete fare felice, ma felice assai, m’avite fa magnà ‘nù tortano o ‘nu casatiell’. Ma preferisco ‘o tortano, senza ‘ll’ove a coppa…


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