DISASTRO PUGLIA, NEL 2016 I TRENI VIAGGIANO ANCORA SU UN UNICO BINARIO




 

PUGLIA
 
di Mario Galli
 
Puglia – Almeno undici morti e decine di feriti, nello scontro di poche ore fa tra due treni in Puglia, in un tratto di binario unico. Una scena spaventosa a giudicare dalle testimonianze che in queste ore si stanno leggendo. 
 
Ma vorrei fare una considerazione a margine di quanto accaduto. A margine di questa tragedia.
 
Proprio in questi giorni l’Italia sta mettendo sul mercato (leggasi SVENDENDO) un asset strategico come quello dell’ENAV (aviazione). Tanti anni fa, allo stesso modo, svendemmo le Ferrovie dello Stato. Le chiamano privatizzazioni, ma di fatto in Italia sono servite solo ad alimentare il pozzo senza fondo del debito pubblico e mai a risanarlo effettivamente. Le ferrovie sono la spina dorsale di un paese industrializzato ed in Italia ancora abbiamo linee a binario unico.
 
Linee tra l’altro che sono quelle fatte costruire da Mussolini. Fatta salva la linea alta velocità, il resto è un pianto assoluto. Perché? Perché non ci sono investimenti. E come vogliamo riprenderci da questa crisi economico-finanziaria se non investiamo negli asset più importanti che abbiamo?
 
Non basta promettere di far luce sull’accaduto. Gli incidenti ferroviari sono sempre, al 99%, causati da un errore umano. Promettere di far luce sull’accaduto non basta a rispondere all’esigenza che ha questo Paese di risollevarsi. A meno che non vi sia una strategia ben precisa per affossarlo sempre più in favore di grandi gruppi finanziari e speculativi, a danno dei cittadini, dei servizi pubblici, dello stato sociale.

 


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