DL VACCINI. Al Senato esame sulla costituzionalità. Molti senatori sostengono l’insussistenza




 

di Cinzia Marchegiani

Roma – Al Senato oggi è iniziata la discussione sulle questioni di costituzionalità presentate in merito al Decreto Vaccini e continueranno nella prossima seduta, prevista il prossimo 20 giugno alle orte 11:00. Lo ha comunicato all’assemblea il presidente Pietro Grasso, chiudendo i lavori odierni.

IL FATTO. Dopo essere finalmente annunciato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e firmato dal Presidente Mattarella, il DL Vaccini dovrà essere valutato al Senato. L’Assemblea di oggi ha avviato la discussione per la deliberazione sul parere espresso, ai sensi dell’articolo 78, comma 3, del Regolamento, dalla Commissione affari costituzionali sul ddl. n. 256 di conversione in legge del decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale.

Questo Decreto Vaccini  ha sollevato molti dubbi sia sulla costituzionalità, ma anche sulla sua reale efficacia coercitiva nel cercare di aumentare le coperture vaccinali.

Esistono i requisiti di urgenza e quindi di costituzionalità? 

A lasciare isolato il PD e la Lorenzin sull’obbligatorietà dei 12 vaccini anche per l’iscrizione alla scuola d’obbligo e a sostenere l’insussistenza dei presupposti di necessità ed urgenza del decreto-legge sono intervenuti i senatori Roberto Calderoli (LN), Serenella Fucksia (FL), Loredana De Petris (SI-SEL), Endrizzi (M5S) e Malan (FI-PdL).




I lavori sono rimandati a martedì prossimo ma sembra che la Lorenzin non abbia fatto bene i conti con un decreto che ha preoccupato moltissime famiglie italiane, che si sono sentite depredate di un bene più prezioso, quello della patria podestà senza l’emergenza di alcuna epidemia in corso, mentre in audizione l’AIFA e l’ISS sembrano non dare risposte concrete che possano giustificare un piano vaccinale così impattante e che sta travolgendo tutto il sistema sanitario e quello della burocrazia scuole italiane, inserendo responsabilità che ora gli stessi presidi hanno difficoltà ad assumersi.

Di fatto ora la Lorenzin sembra un Ministro della salute alquanto in confusione, ha sempre cercato di tranquillizzare durante i repentini sbarchi dei migranti sulle coste italiane che questi popoli non portavano alcuna epidemia, ora invece sembra un problema nazionale, ciò però sta facendo allarmare molti Paese dell’UE che guardano e leggono i giornali italiani chiedendosi se siamo un popolo incosciente o davvero c’è un pericolo importante di epidemia. Mancava questa pecetta all’Italia. Un danno che forse qualcuno non ha ben tenuto a mente.

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