Fiumicino. Dramma di Angela. Alla diffida dell’avv. Petrongolo il sindaco Montino preferisce scrivere su FB




 

Il caso 

di Cinzia Marchegiani

Fiumicino (Roma) – Avevo deciso di lasciare tempo a questa storia di trovare un lieto fine… Sono un’ottimista ma forse la politica e il burocratese ormai sta dando segnali assurdi, ne prendo atto.

Angela di Mastromatteo disabile grave al 100%, malata rara cronica aveva anticipato la sua protesta contro il Comune di Fiumicino con lo sciopero della fame per ottenere dopo anni la giusta assistenza socio-economica-sanitaria adeguata dovuta.

Il Comune ha deciso che il contributo di sollievo che per legge spetta ad Angela non deve averlo?

Il suo avvocato, Antonio Petrongolo aveva inviato una pec prima di Pasqua 2017, affinché il Comune e gli uffici preposti potessero dare una risposta ufficiale fornendo le motivazioni per il quale la signora Angela non può godere dei suoi diritti.

FreedomPress aveva pubblicato la pec che il legale della signora Mastromatteo aveva inviato  al sindaco Montino, all’assessorato bilancio, e a tutti gli indirizzi competenti territoriali oltre al Ministero Giustizia dei Diritti dell’Uomo, la Consulta Europea Diritti dell’Uomo. Fiumicino. Angela, disabile grave, inizia lo sciopero della fame contro il Comune. Avv. Petrongolo: “Continua la prevaricazione”

Ma il nulla, il Comune non risponde all’avvocato Petrongolo. Non è un braccio di ferro, ma un vero e proprio muro di gomma.

Angela però non vuole più cedere, lei ha deciso che continuerà lo sciopero della fame, solo liquidi. Oggi però Angela allo stremo delle forze è caduta. Angela mi ha raccontato al telefono che non cederà, lei conosce questa amministrazione ed ha la consapevolezza che non ha intenzione di rispondere, di prendersi le proprie responsabilità. Ma Angela è stremata e quella risposta che non arriva al suo legale è il segnale di un silenzio più che eloquente.

ANGELA SI FA MALE CADENDO A TERRA. I FIGLI LO ANNUNCIANO SU FB, POSTANDO LE FOTO

“Mamma è caduta mentre era in bagno… il medico di base non ci ha proprio risposto nè al fisso e neanche al cell… Per fortuna invece la nostra infermiera privata è arrivata subito. L’ha medicata assicurandosi che non servissero punti di sutura risparmiando a mamma il trasporto in pronto soccorso e lo strazio di ore e ore di attesa inutili… Le ha fatto la flebo di liquidi toradol e antibiotico. Poteva andare molto peggio… mamma è debolissima e tanto malata… Ci siamo prese tanto spavento… ma chi di dovere se ne frega senza temere responsabilità… ma sbaglia e se ne accorgerà prima di quanto possa immaginare sindaco montino&co”.

Parole forti, di paura per una mamma coraggiosa che non vuole rinunciare a questa battaglia di diritto.

IL SINDACO MONTINO NON RISPONDE ALLA DIFFIDA DELL’AVVOCATO MA FA UN POST SU FACEBOOK

Il Sindaco Montino fa un post su FB, forse non ritiene necessario dover rispondere al legale della signora Di Mastromatteo, ma ha necessità di scrivere sulla sua pagina, qui i documenti non servono, serve spiegarsi ai suoi cittadini e forse comprendo ora la paura di questa donna che ha compreso prima di tutti il muro di gomma di questo Comune ha eretto nei suoi confronti:

Gentile signora Di Mastromatteo




Le rinnovo la mia personale vicinanza e solidarietà invitandola a smettere qualsiasi protesta che possa pregiudicare ulteriormente il suo stato di salute.
Le assicuro che lei non ha a che fare con persone che, come lei scrive in un post sulla sua pagina Facebook, sono “inqualificabili arroganti maleducate ignoranti prepotenti impreparate omertose…”. In passato sono stato anche a casa sua, insieme all’Assessore ai Servizi Sociali, e abbiamo fatto di tutto per compiere uno sforzo straordinario, viste le difficili condizioni di salute in cui, purtroppo, vive. Come Amministrazione comunale stiamo facendo il massimo consentito dalle nostre possibilità. Non penso che con le offese, con frasi dettate dalla disperazione, si possa risolvere qualcosa. Ci fa male al cuore pensare alle sofferenze che lei sta vivendo. L’Amministrazione comunale ha delle prerogative limitate e deve tener conto non di un solo soggetto, ma di tanti che purtroppo soffrono nel nostro territorio. Poi se deve continuare a offenderci… Deve però sapere che noi stiamo facendo tutto quello che è nelle nostre possibilità. La prego di accettare le indicazioni dei medici e di porre fine alla sua protesta.

L’avvocato Petrongolo contatto al telefono nella mattina del 21 aprile 2017 da FreedomPress ha ribadito che purtroppo non ha risposto nessun ufficio, nè il Sindaco Montino tramite la sua segretaria. Una pec doveva almeno produrre un riscontro ufficiale e informare il legale il motivo ostativo che non permette l’erogazione dei soldi dovuti già da tempo ad Angela. Sì, ma con documenti alla mano, visto che il legale nella missiva, ormai pubblica, ha spiegato che come ben determinato nella sentenza n. 2984 depositata l’8 marzo 2016 dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, il Comune di Fiumicino è stato condannato «per non avere correttamente operato e per avere posto in essere una grave violazione delle regole di correttezza e buona fede, all’insegna di una condotta negligente e per avere causato “danno patrimoniale” e “danno non patrimoniale”».

Nessuna risposta, nessun obbligo nei confronti di chi sente un diritto depredato, nessun riguardo per Angela. Il silenzio è una risposta eloquente di chi non si sente assolutamente obbligato nei confronti di una richiesta e diffida precisa e con documenti inoppugnabili. w Facebook.

L’avv. Petrongolo è furente, scrive addirittura sulla pagina dello stesso sindaco, visto che Esterino Montino preferisce usare un mezzo pubblico invece di rispondere ad una missiva legale e dare risposte ufficiali e documentate:

“Oggetto; mancata prestazione attività assistenziali ed alloggiative in favore della Sig.ra Angela Di Mastromatteo Alla cortese attenzione degli enti istituzionali preposti alla tutela della salute.

La presente in nome e per conto della Sig.ra Angela Di Mastromatteo è per nuovamente reiterare la continua prevaricazione alla quale la stessa è soggetta da parte delle azioni poste in essere dalle strutture istituzionali del Comune di Fiumicino. La stessa mia assistita, disabile Grave nonché affetta da Rarissima patologia Multifattoriale Neurodegenerativa Cronica non reversibile e non rivedibile per INPS, oltre che Disabile al 100% con Accompagnamento in possesso della certificazione di gravità, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/92 ISEE 00,00, seppur in presenza di tutti detti requisiti sin dal 2013 nonostante le reiterate richieste di avere legittima assistenza sanitaria non solo diretta ma altresì anche quella indiretta e la erogazione del relativo assegno di sollievo nonché ad una irregolare formazione del piano PAI, inadeguato alle esigenze della mia assistita, nulla di tutto ciò ha regolarmente ottenuto. Tali oneri a Voi spettanti non sono stati mai adeguatamente erogati onde per cui si rileva la palese violazione di tutti i diritti civili, del diritto di scelta, delle pari opportunità, della vita indipendente così come sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità universalmente pienamente riconosciuti. Come ben determinato nella sentenza n. 2984 depositata l’8 marzo 2016 dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, il Comune di Fiumicino è stato condannato «per non avere correttamente operato e per avere posto in essere una grave violazione delle regole di correttezza e buona fede, all’insegna di una condotta negligente e per avere causato “danno patrimoniale” e “danno non patrimoniale”». Di conseguenza con al presente, in ragione degli acclarati inadempimenti, siete tenuti al risarcimento del danno patrimoniale in ragione della mancata erogazione secondo somma pari a Euro 30.000,00 oltre al maggior danno non patrimoniale pari a Euro 50.000 poiché derivante da danno collaterale ex art. 2043 c.c.. La presente viene inviata altresì al dipartimento del ministero della Giustizia e degli Affari Legali e presso la Consulta Europea dei Diritti dell’Uomo Si allega sentenza n. 2984 depositata l’8 marzo 2016 dal Tribunale Amministrativo Regionale. Cordialmente Avv. Antonio Petrongolo”. Il legale di Angela ricorda al sindaco cosa è successo alla Sig.ra Angela a seguito di una caduta dovuta all’eccessiva debolezza per via dello sciopero della fame in atto, pubblicando le foto”.

Il legale di Angela è esterefatto, mai una pubblica amministrazione ha pensato di eludere i propri doveri, anche quelli di rispondere ad una missiva legale. E visto che non risponde alla pec, Petrongolo sulla pagina pubblica di Montino avverte: “Ancora sto aspettando una risposta ufficiale da parte Sua e dell’Assessorato ai servizi sociali nonostante la diffida inoltrata ! Il prossimo passo sarà in sede giudiziaria!

Ora comincio a comprendere perché Angela ha voluto con tutte le sue forze fare questa battaglia drammatica, il suo corpo però non può permetterselo, la sua salute è a rischio. Questa amministrazione non si sentirebbe in obbligo di dare risposte documentali ad una diffida del legale… ? Anche di fronte ad una malata grave che ha iniziato ormai da giorni lo sciopero della fame?

Ne prendiamo atto!

Petrongolo rispondendo ad una domanda pubblica che le ho rivolto ha spiegato:Nessuna risposta anzi l’unica telefonata pervenuta è stata quella scambiata con l’assessore Calicchio il quale si giustificava per via dei tagli da parte della regione Lazio e i pochi contributi messi a disposizione dalla manovra finanziaria!”

Caro Petrongolo, l’assessore Calicchio sembra rispondere per via ufficiosa…il buongiorno si vede dal mattino!

Credo che il silenzio sia una risposta…anzi, lo è! E ora il legale di Angela ha mandato quetsa folle storria anche al Difensore Civico per il Lazio…ma oggi è sabato, domani è festa e lunedì probabilmente gli uffici saranno chiusi per il ponte del 25 aprile.

“Dillo a Montino”, la rubrica su Canale 10 del sindaco di Fiumicino che risponde ai suoi cittadini sembra ora una barzelletta.


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