GIGI D’ALESSIO INCANTA LO STADIO SAN PAOLO




 

 

Napoli – D’Alessio chiama, e Napoli risponde. E risponde come solo Napoli sa fare, con l’abbraccio caloroso, colorato ed emozionato di oltre ventimila persone osannanti e festanti.

Tre ore e passa di musica, ricordi, emozioni ed adrenalina, un D’Alessio sempre emozionato ma ormai di casa quando suona e canta allo stadio San Paolo di Fuorigrotta, e poi ospiti a volontà, da Gianni Morandi ai Dear Jack, da Gigi Finizio a Sal Da Vinci, dalla first lady Anna Tatangelo a Mario Merola, ovviamente solo in video.

Canzoni vecchie e nuove, i successi di sempre: la gente in delirio le sa tutte, ma proprio tutte, forse anche meglio di lui stesso, che in alcuni casi ha bisogno del “gobbo” elettronico a suggerirgli le parole. Tante, tantissime, le “fotomodelle un po’ povere”: ben vestite, curatissime, fascia sulla fronte, display degli smartphone come accendini e poi tanta condivisione sui social per poter dire “io c’ero”.

D’Alessio è a suo agio, si sente in famiglia e dice al pubblico “Da stasera voi siete la famiglia D’Alessio”, ricordando come nel pubblico ci fossero tante donne che con lui avevano festeggiato la prima comunione venti e passa anni fa e adesso erano lì, sotto al palco, con le figlie altrettanto osannanti. Ed è proprio così: tanti i passeggini, tanti i bambini, anche se per molti di loro la stanchezza si fa presto sentire e si addormentano nonostante le migliaia di watt sparati dagli altoparlanti, mentre le mamme ballano ma senza far rumore.




Commozione quando sul video compare la buonanima di Mario Merola. “Io non dimentico le mie origini”, spiega Gigi D’Alessio prima di attaccare con “Cient’anne”, che proprio con Merola portò al successo.

Gigi si emoziona quando sul palco assieme a lui appare la compagna. Anna Tatangelo è spigliata, canta in napoletano, saluta tutti, bellissima nei suoi jeans strappati come le “Annarelle” del pubblico, ma c’è posto e spazio anche per Gianni Morandi, che ricorda come proprio a Napoli abbia girato alcune scene dei suoi “musicarelli”, i famosi film degli anni ’60 ispirati alle canzoni più famose della musica leggera italiana. Correndo e saltando da un lato all’altro dello gigantesco palco, Morandi è sempre l’eterno ragazzino che tutti conoscono, ma il pubblico va in visibilio con Finizio e Da Vinci. “Sono amici miei, veri amici”, dice D’Alessio mentre canta e scherza con i compagni d’avventura, con i quali si nota che c’è sempre grande armonia e sintonia.

Una festa, insomma, che prosegue fino a molto oltre la mezzanotte sulle note di “Non mollare mai”. I ringraziamenti finali sono tanti, ma D’Alessio ha la capacità di farli senza annoiare, mischiandoli a baci e saluti rivolti al suo pubblico che non vorrebbe andar via e che continua la serata all’esterno dello stadio, con le paninoteche che trasmettono a tutto volume le canzoni (quelle vecchie, però) del Gigi ormai nazionale. Di contorno, qualche malore tra le fans per la stanchezza e lo stress dell’attesa, e tanto traffico alla fine del concerto.

di Mario Amitrano


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