Il dilemma di sempre: E’ possibile prevedere un terremoto? Le previsioni apocalittiche e il caso Giuliani




 

di Raffaele Menniti

Mentre nel centro Italia, continuano ricerche e scosse, la domanda che sorge spontanea in tutti è: “Ma il terremoto era prevedibile?” 

In questi giorni nei vari tg si è sentito spesso parlare di scala Richter e Mercalli. Ma a cosa servono? La prima serve a misurare la Magnitudo, ovvero l’energia rilasciata dal sisma. La seconda, invece, l’intensità, cioè la percezione che le persone hanno del terremoto. In poche parole, la distruzione che esso lascia dietro di sé.

I terremoti catastrofici avvenuti in Italia e nel mondo, ci spiega l’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia – ci hanno insegnato che un’informazione rapida e precisa è indispensabile affinché la Protezione Civile possa organizzare i primi soccorsi nelle zone colpite. Per questo l’INGV ha installato e gestisce circa 350 stazioni sismiche su tutto il territorio nazionale. Sono postazioni fisse, dotate di strumenti che rilevano ogni minimo movimento del suolo. Altre Sale Operative dell’INGV a Napoli e Catania sorvegliano le zone vulcaniche in attività: quella del Vesuvio e Campi Flegrei, quella dell’Etna e i vulcani delle Isole Eolie. Per 365 giorni l’anno, 24 ore su 24, le tre sale operative controllano l’attività sismica e vulcanica del territorio nazionale e del bacino mediterraneo. Questo lavoro di sorveglianza viene svolto da tecnici specializzati, sismologi e vulcanologi, che studiano ed elaborano i dati trasmessi in tempo reale dalle stazioni della Rete Sismica Nazionale.

Ma torniamo alla domanda di partenza. E’ possibile prevedere in anticipo grandi scosse di terremoto? Tutti i sismologi tendono a precisare che ogni sisma è incontrollabile e imprevedibile, in quanto forza della natura. I geologi non sono ancora in grado di farlo, ma possono fare delle previsioni statistiche. Se sanno che una certa area è soggetta a terremoti perché si trova lungo una faglia attiva, determinano con una certa precisione il suo rischio sismico. Con le apparecchiature odierne non si è ancora in grado ancora di riuscire a capire, dove, come e quando colpirà il sisma. Si può, però, avere buona prevenzione ed educazione civica. Il sisma ad elevata densità distrugge ciò che non è in grado di resistere all’onda d’urto, costruzioni antiche di cui i borghi e molti comuni caratteristici non hanno adeguato le proprie abitazioni con le nuove regole antisismiche. L’uomo deve migliorare la prevenzione e la costruzione per provare, quanto meno a diminuire i danni di una possibile catastrofe ambientale.  

IL CASO GIULIANI E LA RICERCA SPERIMENTALE SULLE VARIAZIONE DEL GAS RADON




Giampaolo Giuliani
Giampaolo Giuliani

Giampaolo Giuliani è un ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso, divenuto noto, in occasione del terremoto che il 6 aprile 2009 colpì  la città del L’Aquila a causa di alcune sue dichiarazioni in merito a presunte previsioni delle scosse sismiche. Una sua recente sperimentazione pubblicata dall’omonima Fondazione, afferma che attraverso vari studi e grafici della fuoriuscita di gas Radon dalla superficie, si possono provare a prevedere e di conseguenza prevenire i sismi. Giuliani ha affermato, in un’intervista rilasciata al giornale Affaritaliani.it, che l’Italia in termini di avanguardistica è molto indietro e che non danno nemmeno ai connazionali la possibilità di sperimentare, saggiare e provare con nuove apparecchiature, riferendosi al suo caso.

Inoltre ha spiegato che 20 giorni prima del terremoto, vi è stato uno sciame sismico debole che ha fatto scattare l’allarme , che però non è stato preso in considerazione dalle autorità competenti e governative:In quel periodo ero in California e controllando le stazioni in Italia mi sono reso conto della presenza di un’anomalia che nei giorni successivi aveva dato vita a quattro eventi sismici nella zona“. 

La ricerca sperimentale di Giuliano, come ha ammesso lui stesso, suscita sempre molte polemiche. Nonostante i dati forniti dai grafici della fondazione c’è chi però, sulla pagina Facebook di Giampaolo Giuliani, risponde così all’operato del sismologo: “Giuliani se è così sicuro di prevedere un terremoto lo scriva PRIMA e non dopo. Ha paura di una denuncia per procurato allarme? Scriva in una busta chiusa in ceralacca che consegnerà a un funzionario, testimoniata da telecamere, il nome del luogo e il giorno che avverrà anche 24 ore prima dell’evento sismico. Troppo facile annunciare che prima o poi ci sarà un terremoto e mettere in allarme diverse zone d’Italia. Il suo metodo dinamico di velocità del radon non è stato dimostrato per la comunità scientifica e si è dimostrato che si verifica sia in caso di terremoti forti sia per quelli deboli che in Italia sono moltissimi.”

Interessanti anche gli articoli che parlano di una catastrofe annunciata dallo stesso INGV che mette in guardia su terremoti con energia 30 volte più forte di quello di Amatrice. Non si può sapere però quando, né dove di preciso, ma di sicuro avverranno.  L’allarme sembrerebbe lanciato dal sismologo Antonio Piersanti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in un’intervista all’Adnkronos:I terremoti degli ultimi anni hanno portato in sé delle grandi tragedie, con un elevato numero di vittime, ma purtroppo la Terra ci sta dando degli avvertimenti perché in Italia avverranno dei terremoti più forti di questo. Abbiamo la certezza che arriveranno a magnitudo 7, che equivale a un fattore + 30 di energia liberata rispetto a una magnitudo 6.0 come quello di Amatrice“… ma ad oggi, consultando il sito dell’Istituto Nazionale Sismologia e Vulcanologia ancora non è stato comunicato nulla.

L’Italia ha bisogno ora più che mai di una scossa, che però non sia sismica.

Foto Fonte INGV


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