IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: DONALD TRUMP LANCIA UNA NUOVA SFIDA




 

TRUMP

USA, Elezioni Americane – Il candidato presidenziale repubblicano Donald Trump che sta infuocato queste elezioni USA che si terranno il prossimo 8 novembre 2016, lancia la sua strategia contro l’immigrazione illegale.

In California Trump sta preparando il suo ennesimo trionfo, così decretano i giornali americani, dove sembra che i suoi avversari alle primarie abbiano già smesso da tempo di lottare.

Donald Trump è indubbiamente un protagonista assai controverso che scatena odio o grande ammirazione sia tra gli elettori americani, ma anche accesi scontri soprattutto da parte dei suoi avversari che stanno concorrendo alla Casa Bianca.

Determinato nel risolvere la difficoltà che ha il paese di controllare immigrazione illegale, Trump ha voluto dimostrare questa emergenza che colpisce l’America, ma soprattutto il confine tra California e Messico, postando un video della FOX NEWS. Le immagini riportano notizie della Germania dove il giornalista spiega come questa nazione sia di nuovo sotto allerta per l’arresto di tre Siriani sospettati di terrorismo. In seguito il giornalista dell Fox News riporta i dati che riguardano l’America:“L’immigrazione illegale è esplosa. Il 57 % in meno di due anni, con almeno 550.000 nuovi stranieri privi di documenti  in  America,  in un trend che è impostato per continuare a crescere, secondo i nuovi dati del censimento”.




Donald Trump commenta il video e annuncia: “Non possiamo far finta che il problema non esiste. Abbiamo bisogno di costruire il muro, al fine di rendere l’America sicura ora e per le generazioni future!

ll sistema elettorale americano che si avvale del metodo indiretto, coronerà nel prossimo autunno il nuovo Presidente che  non viene eletto dai cittadini, ma dai 538 “grandi elettori” (somma dei senatori e dei deputati) riuniti a Washington. In questo modo, votando per uno dei candidati alla presidenza si esprime una preferenza per un gruppo di delegati e non per una singola persona.

Negli States non vale il principio “di una testa, un voto”. Qui ogni Stato esprime, con sistema maggioritario secco, un certo numero di grandi elettori (ad esempio si va dai 55 della California, che ha una popolazione di 35milioni, ai 3 del Vermont, che conta circa 600mila abitanti). Il conteggio totale dei delegati di ogni Stato determina l’elezione del Presidente. E in California Donald Trump sembrerebbe non avere rivali.

E la particolarità delle elezioni americane può anche dimostrare che anche se un candidato può ottenere la maggioranza dei voti totali ma non la maggioranza dei “grandi elettori”.

I tabloid e le agende politiche avviate indicano che il futuro Presidente che succederà ad Barak Obama (uscente con due mandati consecutivi) dovrà affrontare immediatamente complicati e sensibili compiti e rapporti internazionali, come il nuovo assetto economico globale, la posizione degli Stati Uniti e i rapporti con la Cina e con la Russia, la lotta al terrorismo e  il ruolo da assumere nei conflitti mediorientali e africani.

di Cinzia Marchegiani


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