La Lorenzin al Fertility Day bacchetta l’ignoranza ed elogia il potere della prevenzione giovanile




 

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di Cinzia Marchegiani

Roma – Finalmente la Lorenzin alla Tavola Centro Congressi “Roma Eventi – Piazza di Spagna” ha battezzato il Fertility Day dovendo anche affrontare le gaffe di un dicastero importante come quello della salute. Una campagna pubblicitaria per sensibilizzare come affrontare le insidie della fertilità ha lasciato un’immagine di trascuratezza e superficialità incredibili che tutto lo stivale sta ancora chiacchierando e deridendo.

Forse la ministra aveva bisogno di questa ridondante pubblicità?

Parliamo di problemi di fertilità, di donne e uomini, soprattutto giovani che si rivolgono in molte strutture sanitarie affrontando spesso iter lunghissimi e costosi per comprendere come ottenere una futura gravidanza. Eppure dopo i tagli alla sanità che hanno colpito anche gli screening, analisi di rito proprio per le future mamme, la Lorenzin oggi alla Convention del fertily Day si è rivolta proprio a queste coppie e ai giovani:

Quello che è importante non sono le polemiche ma i fatti. E i fatti sono che in questo momento ci sono 700mila persone che non riescono ad avere figli anche a causa di patologie che potrebbero essere prevenute, e che non sanno che ci sono cure inserite nel Lea (Livelli essenziali di assistenza). I fatti sono che ci sono milioni di giovani che non sono informati e fra 15-20 anni affronteranno la loro vita di adulti. Giovani che dobbiamo tutelare. Il compito del ministero della salute è quello di fare programmi a lunga durata, non affronta solo le emergenze. Se non avessimo fatto campagne contro il cancro molto non sarebbe stato fatto, e molto c’è ancora da fare. Poi ognuno sceglie come vivere e nessuno vuole entrare nel merito di questo. I problemi veri non piacciono, ma vanno affrontati lo stesso”.

PREVENZIONE E DIAGNOSI PRECOCI

La Lorenzin fa vanto che mai come questo momento si affronta la salute con la prevenzione, un programma con una visione di lunga durata, poiché così si prevede l’emergenza del domani. Un ossimoro per molti visti i tagli che hanno affossato la sanità italiana e la tutela alla stessa prevenzione. 




Proprio pochi giorni fa, il 15 settembre 2016, il Presidente della Liguria e vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Giovanni Toti, al termine della seduta della Conferenza che ha presieduto, commentando le ipotesi di tagli alla sanità, ha detto di aver “letto un’agenzia del premier Renzi che diceva che non ci saranno tagli alla sanità: intendiamoci, se non ci sono tagli vuol dire che il fondo sanitario nazionale crescerà nel 2017 di 2 miliardi di euro, passando da 111 a 113 miliardi di euro. Un minor incremento di quella somma sarebbe di fatto un taglio alle Regioni anche perché a quella cifra bisogna sommare le nuove spese che gravano sul sistema sanitario nazionale. Se il governo non intende rispettare gli accordi e incrementare il Fondo rispetto a quanto stabilito, c’è un reale taglio alla sanità. Altrimenti, se ci sarà l’incremento di 2 miliardi, non ci saranno tagli; staremo a vedere, l’importante è che non ci siano giochi di parole: quest’anno il Fondo sanitario deve crescere di 2 miliardi, è una cifra appena sufficiente per coprire le spese dei nuovi Livelli essenziali di assistenza e il resto, diversamente saranno reali tagli al sistema sanitario nazionale”.

CAMPAGNA PUBBLICITARIA… UN ERRORE TECNICO, LEI NON C’ENTRA

La Lorenzin ritorna a palare del grave pasticcio creato con la campagna di informazione lanciata dal suo dicastero, definendolo errore tecnico:il motivo per cui ho rimosso il direttore è che la foto che ho autorizzato non era quella poi passata. Credo ci sia stato un errore tecnico: ci hanno portato un documento cartaceo, che poi a livello digitale era diverso. Io mi prendo carico di tutto, purché lo abbia deciso io. In questo caso non è stato così. Ognuno si prenda le sue responsabilità. Io mi occupo di fare il ministro. Al di là di tutto – ha aggiunto rispendendo al mittente le accuse di razzismo – nessuno aveva intenzioni razziste, e non si può accusare il ministero di questo sapendo quanto lavoriamo tutti i giorni a favore della salute per tutti“.

 

LA NORMALITA’: LA FAMIGLIA DI ALCUNI DECENNI FA, GENITORI GIOVANI E ALMENO DUE BAMBINI

Come riferimento di normalità è stata ricordata  la famiglia di molti decenni fa, dove i genitori erano giovani e c’erano almeno due bambini a famiglia.

Il Fertility Day è un’ottima opportunità all’educazione alla prevenzione, diagnosi precoci, stili di vita salutari ma va anche ricordato il problema essenziale delle giovani coppie. La salute riproduttiva, come è stato detto, rientra tra i diritti umani… bene allora questa campagna di informazione che vorrebbe abbassare l’età troppo tardiva con cui uomini e donne decidono di affrontare la gravidanza,  andrebbe elaborata con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e quello dell’Economia, perché se le giovani coppie non decidono di creare una nuova famiglia è nel problema concreto su cui la famiglia si poggia, il diritto al lavoro.

Uno schiaffo per molte giovani coppie che non essendo economicamente autonomi, devono anche mettere in considerazione di posticipare una futura gravidanza e rimandare i propri sogni da mulino bianco. E allora andrebbe riformata questa campagna, “Si al diritto alla riproduttiva ma anche il diritto al lavoro“. In fondo si parlerebbe di equità dei diritti.


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