LATTE ARTIFICIALE: MAMMELLE D’ORO SU REC RAI3




 

Prescrivere una marca di latte artificiale alle dimissioni di un neonato è vietato dalla legge. Ma non esiste una sanzione che punisca il medico che lo fa.

Ieri sera, a parlarne è stato il nuovo programma dei Rai 3 Rec, una sorta di spin-off di Report e PresaDiretta. Parte in quarta la trasmissione Rec e lo fa sul business del latte articiale, o in polvere. A produrre per le multinazionali unico in Italia è Angelo Mastrolia. Una vera lente d’ingrandimento di taglio d’inchiesta giornalistica la puntata andata in onda ieri sera alle ore 21,45 su Rai3 che mette a nudo il mondo del latte artificiale e  la “facilità” con cui viene prescritto in alcuni ospedali e gli interessi di alcuni pediatri nel consigliare una marca. 

“Il latte non è un alimento , ma un tessuto vivo, il latte contiene i batteri buoni che contribuisco a costruire il microbioma umano che protegge dalle infezioni e dalle malattie autoimmuni. Nel latte ci sono anche le cellule staminali pluripotenti che si ipotizza migrino negli organi”. Sono queste le parole con cui la ricercatrice Angela Giusti  dell’Istituto Superiore di Sanità spiega alla giornalista, il valore unico del latte materno. L’allattamento materno è una scelta che va incidere anche sulla salute pubblica, chiosa la dottoressa Giusti.

Il video denuncia ad opera di Lucina Paternesi con la collaborazione di Michela Mancini e Alessia Marzi spiega l’emergenza italiana di una cultura che vede le donne che allattano esclusivamente al seno il proprio bambino, nei primi sei mesi di vita, essere solo circa il 42%.




Nonostante l’allattamento al seno sia il primo passo per garantire la salute pubblica, ricorrere al latte artificiale, alle prime difficoltà, è diventata una prassi. Ma non solo! Il documentario fa emergere come  le ditte produttrici di latte artificiale, in Italia, sponsorizzano anche i corsi di aggiornamento dei pediatri, i cosiddetti Ecm, (Educazione Continua in Medicina). Inoltre, la base della Società Italiana di Pediatria è nella stessa sede di Biomedia, uno dei più importanti organizzatori di convegni pediatrici: nelle sue casse finiscono i soldi delle ditte di latte artificiale che finanziano. Il latte artificiale, che ha un costo di produzione tra gli 8 e i 9 euro a barattolo, arriva poi a costare più del doppio, si dice costi logistici e di produzione. Tra i costi di commercializzazione, dove sembrerebbero pesare anche le regalie fatte ai pediatri da parte degli informatori scientifici delle multinazionali del latte, nella speranza di essere ricambiati.

Un viaggio quello su Rec che mostra come molti genitori intervistati confermino l’iter delle dimissioni pediatriche, dove alle mamme vengono addirittura consigliate le marche del latte artificiale Mellin. Ma soprattutto l’inchiesta spiega come recentemente in Inghilterra la Royal College of Paediatrics, ovvero la più importante società scientifica pediatrica inglese, ha approvato una mozione con la quale abolisce ogni tipo di finanziamento da parte delle multinazionali del latte artificiale.

In Italia? In Italia Rec denuncia: “i rapporti tra i medici e le ditte non sono un mistero. La base della Società Italiana di Pediatria è nella stessa sede di Biomedia, uno dei più importanti organizzatori di convegni pediatrici: nelle sue casse finiscono i soldi delle ditte di latte artificiale che finanziano gli eventi. Perché mentre i pediatri anglosassoni decidono di staccarsi dalla mammella dello sponsor, i nostri ci rimangono attaccati?”

 

di Cinzia Marchegiani


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