Legge Vaccini. Baroni (M5S): “La Lorenzin spieghi il fiume di denaro dall’Italia a Gavi”




 

 

di Cinzia Marchegiani

Il decreto legge 73 del 7 Giugno 2017, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale” è stato convertito in legge grazie al voto di Fiducia della Camera dei Deputati. Nessun  cambiamento rispetto al testo uscito dal Senato, una riforma sanitaria epocale prima nella storia eppure nessun dibattito in aula, troppa fretta, poco tempo, è stato deciso che un provvedimento blindato andava votato e basta.

La Legge Vaccini impone obbligatori ben 10 vaccini (prima solo quattro) soprattutto alle nuove generazione partendo dai bimbi nati dal 2017 per malattie che come la varicella non hanno mai posto problematiche, pena l’esclusione al nido alla materna e sanzioni economiche per i genitori che hanno figli che frequentano la scuola dell’obbligo.

Il decreto proposto dalla Lorenzin ha scoperto zone d’ombra mai analizzate. Diciamo che grazie a questo nuovo provvedimento molte sfaccettature prima assolutamente sconosciute sono emerse lasciando con se troppi interrogativi e ora risposte ancora non pervenute.

A fare l’avvocato del diavolo ci ha pensato il Deputato Massimo Enrico Baroni (M5S) Commissione Affari Sociali che nell’intervento dello scorso 26 luglio, prima che si passasse al voto di Fiducia alla Camera, aveva scoperto intrecci e questioni di fondamentale importanza, aprendo pagine inesplorate su accordi internazionali anche finanziari, politiche sanitarie che sembrano strategie lontane dalla prevenzione e tutela della salute pubblica.

Domande lecite a cui nessuno per onore di trasparenza ha ancora risposto. L’Aula della Camera sembra diventata più un pourparler, poiché sembra (ma si sa si è sempre pronti a accogliere il cambiamento) un vuoto parlare. Il proprietario del dicastero più importante del Governo, quello della salute forse non ha sentito la necessità di rispondere alle accuse e interrogativi seri posti da un deputato che proprio su questa “legge” vaccini ha voluto analizzarne il mercato finanziario, gli intrecci altisonanti cristallizzati in documenti ormai diventati pubblici e che ora pesano come un macigno.

L’On. Baroni iniziava il suo intervento sottolineando come su questo decreto non si doveva intervenire con questa fretta e con questa pressione:Infatti con il mio intervento voglio puntare un faro sull’aspetto oscuro del disegno di legge e della vicenda. L’esame del decreto vaccini al Senato non ha chiarito quali siano i vaghi e aleatori obblighi assunti a livello europeo e internazionale al comma 1 dell’articolo 1. Non vorremmo trovarci per l’ennesima volta nell’ennesimo plateale conflitto di interessi o addirittura interesse privato in un atto pubblico. Ci accusano di applicare la cultura del sospetto: è falso, Presidente, applichiamo semplicemente la cultura dell’indagine applicata agli affari di Stato che da vent’anni mortificano un popolo per trasformare pochi politici e pochi amministratori delegati di multinazionale di questo Paese in persone ricchissime e senza scrupoli. Tutta l’Italia si domanda come è possibile che una grossolana coalizione tra il Partito Democratico e il Nuovo Centrodestra, che ha percentuali di consenso tra lo zero virgola qualcosa e più inquisiti che elettori, possa tollerare un Ministro da pasticciati fertility day mentre ogni anno si aggiunge un milione di persone in più costrette a rinunciare o a rinviare le proprie cure sanitarie a causa di una povertà assoluta che è salita quest’anno a 4,5 milioni e una povertà relativa di oltre 9 milioni di italiani“.

ON. BARONI CHIEDE SENZA AVERE ALCUNA RISPOSTA: “COME E QUANDO IL DECRETO VACCINI E GLI  ACCORDI INTERNAZIONALI DA SALVAGUARDARE HANNO INTERCONNESSIONI CON GAVI, DOCUMENTO DELL’ALLEANZA GLOBALE PER LE VACCINAZIONI?

L’Onorevole Baroni, fa presente un fatto alquanto singolare, vista la fretta del parto di un provvedimento senza alcuna emergenza, e lo testimonia la pubblicazione a Gennaio 2017 del Piano Vaccinazione 2017/2019 dove non emergeva alcuna particolare crisi sanitaria nel nostro Paese.

 

Così il deputato Baroni getta riflettori su scenari che nessuno ancora conosceva:

“È necessario quindi chiarire se, come e quando il decreto vaccini e questi fantastici accordi internazionali da salvaguardare in quest’ambito abbiano e fino a che punto interconnessioni con il documento dell’alleanza globale per le vaccinazioni, il cosiddetto GAVI”

Queste le sue domande:

1. Sarà una coincidenza che il GAVI prevede la somministrazione di dodici vaccini obbligatori nelle proprie conclusioni per quanto riguarda l’Italia esattamente come il decreto originario al Senato?

2. Sarà una coincidenza che il GAVI critica l’Italia per le sue politiche in materia di vaccini troppo orizzontali e basate sulla cooperazione sanitaria e precetta l’Italia nell’usare politiche verticali prescrittive e obbligatorie?

3. Sarà una coincidenza che tra i partner del progetto GAVI troviamo la Banca mondiale e la Bill Gates Foundation?

4. Sarà una coincidenza che – cito testualmente – gli impegni pluriennali dei donatori governativi servano come garanzie per piazzare sul mercato globale dei capitali le proprie obbligazioni finanziarie, i cosiddetti vaccine bonds o IFFIm bonds, come i tecnici anche li chiamano?

Questo, signor Presidente, secondo lei non sarebbe poi un conflitto di interessi? Ma a chi volete farlo credere?”

 

L’Onorevole insiste sui titoli emessi da società o enti pubblici: La legge n. 125 del 2014 all’articolo 22 prevede la strutturazione di prodotti di finanza per lo sviluppo nell’ambito di accordi con organizzazioni finanziarie europee e internazionali. Nel 2015 la conferenza dei donatori del GAVI, a Berlino (immagino che ci fosse lei, signor Ministro), per il periodo 2016-2020 ha impegnato il Governo per altri 120 milioni di dollari (cito testualmente), in aggiunta a quanto già impegnato per un periodo ventennale, ovvero fino al 2034. Peccato che non siamo riusciti a trovare, tra le carte delle istituzioni parlamentari e governative, questo tipo di impegno. Però l’abbiamo trovato nel policy paper del GAVI, di questo accordo di partenariato pubblico-privato per la garanzia dell’immunizzazione. E infatti abbiamo trovato che ben 614 milioni di dollari vengono di fatto garantiti in vent’anni, oltre ai 120 milioni di dollari che nel 2015, signor Ministro, ha impegnato lei stessa con la sua faccia e la sua presenza; in questo minestrone tra controllati e controllori, nel momento in cui si entra nelle istituzioni statali: perché abbiamo Governi, enti non profit, l’Organizzazione mondiale della sanità, che normalmente è un controllore, la Banca Mondiale, la Fondazione Bill Gates. E questa commissione, dal 2006 fino al 2034, prevede uno stanziamento di 23,5 miliardi di dollari, 12 dei quali effettivamente già trasferiti al GAVI al 31 dicembre 2015. Queste sono cifre che farebbero sobbalzare sulla sedia il più fiducioso dei vostri elettori!”




 

IL CUORE DEL PROBLEMA LEGATO ALLA LEGGE VACCINI E VACCINI BONDS: “PER DIMOSTRARE CHE SI È ESENTI DA CONFLITTI DI INTERESSE, OCCORRE MOSTRARLO PER TRASPARENZA”. IL DEPUTATO BARONI PRETENDE RISPOSTA, MA ANCORA CI CONFERMA NON PERVENUTA

L’onorevole Baroni davanti ai deputati della Camera solleva un’importante richiesta: “Vede, signor Ministro, lei sa benissimo che non bisogna solo essere esenti da conflitti di interesse, ma bisogna anche mostrare di essere esenti da conflitti d’interesse. I principali strumenti finanziari previsti dal documento programmatico e da questa partnership pubblico-privata per l’immunizzazione, sono gli AMC gli, advance market commitments, e gli IFIM, international finance facility for immunisation, e GAVI Matching Fund, che – cito testualmente – servono per favorire la disponibilità di fondi e migliorare la prevedibilità; e in Italia la promozione per il finanziamento dello sviluppo di questi meccanismi innovativi sono affidati alla società Cassa depositi e prestiti. Questo è il documento programmatico del GAVI: per avvalersi della Cassa depositi e prestiti e della società da esse partecipate per strutturare prodotti di finanza innovativa, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, l’AICS, possono stipulare, eccetera. Possono, non lo hanno ancora fatto! Questa “tripla A” dei Vaccine Bonds è destinata a salire. Possono stipulare l’apposita convenzione con la CDP. E poi, immaginiamo cosa succede nel mercato finanziario dei capitali, nel momento in cui dovessimo riferire ciò che lei ci ha detto in Commissione, che però non dovevamo dire all’esterno: che la Francia si sta per apprestare a fare un decreto identico a quello dell’Italia, nel momento in cui loro hanno tre vaccini obbligatori, noi ne avevamo quattro. Chissà come mai, anche loro fanno parte dell’Alleanza globale per l’immunizzazione. Ma non è un’alleanza multinazionale e finanziaria, ci mancherebbe!”

ON. BARONI: “DA DE LORENZO CHE AVEVA INSERITO L’OBBLIGAZIONE VACCINALE, CI CHIEDIAMO COME SIA POSSIBILE QUESTA SCHIZOFRENIA DI TIPO LEGISLATIVO”

 

L’On. Baroni ricorda il caso vaccino epatite B e l’ex Ministro De Lorenzo: “E come dimostrato dal corrotto Ministro della Sanità De Lorenzo, guarda caso come premio per aver inserito un’obbligazione vaccinale, noi non possiamo fare altro che continuare a chiederci com’è possibile, come diceva la mia collega Silvia Giordano, questa schizofrenia di tipo legislativo. Cioè noi abbiamo una tradizione culturale della cooperazione, della promozione, del fatto che comunque nella nostra prevenzione primaria non abbiamo mai solo ed esclusivamente incluso i vaccini come obbligatorietà, ma la promozione e un consenso informato al fatto che, in un Paese che comunque ha fatto la seconda guerra mondiale, c’è sempre stato bisogno di convincere i propri pazienti e i propri cittadini anche a prendere un farmaco. E lei, signora Ministra, sta di fatto creando un varco e uno strappo nella nostra cultura di appartenenza, che è la cooperazione“.

CONFERENZA GAVI HA IMPEGNATO IL GOVERNO PER 120 MILIONI DI DOLLARI (CIFRA ENORME) PER LA GARANZIA DELL’IMMUNIZZAZIONE

L’On. Baroni ha documenti…diciamo esplosivi, parlano di accordi, di impegni economici con il GAVI, ma nessuno ha risposto a queste pesanti prove che pongono la legge vaccinale sotto una luce diversa, lontana dalle tante problematiche inerenti alla sanità pubblica:

“Torniamo ai titoli di debito emessi da società o da enti pubblici. La legge n. 125 del 2014 all’articolo 22 prevede la strutturazione di prodotti di finanza per lo sviluppo nell’ambito di accordi con organizzazioni finanziarie europee e internazionali. Nel 2015 la conferenza dei donatori del GAVI, a Berlino (immagino che ci fosse lei, signor Ministro), per il periodo 2016-2020 ha impegnato il Governo per altri 120 milioni di dollari (cito testualmente), in aggiunta a quanto già impegnato per un periodo ventennale, ovvero fino al 2034. Peccato che non siamo riusciti a trovare, tra le carte delle istituzioni parlamentari e governative, questo tipo di impegno. Però l’abbiamo trovato nel policy paper del GAVI, di questo accordo di partenariato pubblico-privato per la garanzia dell’immunizzazione”.

 


BARONI INCHIODA ALLE RESPONSABILITÀ DELLA LORENZIN: “ABBIAMO TROVATO CHE 614 MILIONI DI DOLLARI VENGONO GARANTITI IN VENT’ANNI OLTRE I 120 MILIONI CHE IL MINISTRO HA IMPEGNATO”

Il deputato Baroni sa che ha trovato un documento importante che inchioda il Ministro Lorenzin: “E infatti abbiamo trovato che ben 614 milioni di dollari vengono di fatto garantiti in vent’anni, oltre ai 120 milioni di dollari che nel 2015, signor Ministro, ha impegnato lei stessa con la sua faccia e la sua presenza; in questo minestrone tra controllati e controllori, nel momento in cui si entra nelle istituzioni statali: perché abbiamo Governi, enti non profit, l’Organizzazione mondiale della sanità, che normalmente è un controllore, la Banca Mondiale, la Fondazione Bill Gates. E questa commissione, dal 2006 fino al 2034, prevede uno stanziamento di 23,5 miliardi di dollari, 12 dei quali effettivamente già trasferiti al GAVI al 31 dicembre 2015. Queste sono cifre che farebbero sobbalzare sulla sedia il più fiducioso dei vostri elettori!

Al termine dell’intervento l’On. Baroni invita alla lettura del suo documento che “ovviamente ci riporta la fondazione dell’IFIM, che è della Goldman Sachs; e c’è la citazione di quanti prima di lei hanno portato avanti questo tipo di possibilità da parte dei Governi di riuscire a finanziare, pur non finanziando, degli strumenti che in realtà dovrebbero essere messi un pochino a latere, visto che l’Italia finanzia questi strumenti finanziari per il 48 per cento delle proprie erogazioni”.

Importanti domande a cui nessuno, l’intervento documentale dell’On. Baroni illustra pesanti intrecci economici e presunti conflitti d’interessi in questi accordi internazionali come lo stesso deputato sottolinea: “L’Italia e l’Alleanza Globale per le Vaccinazioni – Verso un nuovo approccio per la partecipazione italiana al GAVI, la partnership pubblico privata per l’immunizzazione“.

Senza alcuna presa di volontà di rispondere a domande preoccupanti, solo il tempo deciderà se questa legge vaccini è nata per il benessere della salute pubblica o, come per lo scandalo che ha coinvolto l’ex ministro della salute De Lorenzo, per meri accordi economici e in questo caso i legami sarebbero con accordi internazionali, la Banca Mondiale e altri enti che operano già da tempo sul “Business Vaccines”. Basterebbe avere risposte affinché diventino memoria storica, l’On. Baroni afferma che ancora non sono pervenute.

Video dell’Intervento On. Massimo Enrico Baroni

 

Il mio intervento sul Decreto Vaccini, buona visione!

Pubblicato da Massimo Enrico Baroni portavoce M5S alla Camera dei Deputati su Lunedì 7 agosto 2017

 

Per ingrandire le foto basta cliccarci sopra.

Potete seguirci su Facebook cliccando QUI e mettendo Mi piace


© Riproduzione riservata





You must be logged in to post a comment Login