Monogamia e poligamia dei paesi tuoi: i cambiamenti nel nuovo millennio




 

 

di Romeo Cartaginese

Siamo monogami o poligami? È un dilemma al quale una risposta certa non può essere data, ma, nell’era tecnologica del social network, la tendenza alla “poligamia mascherata” sta crescendo esponenzialmente, stimolata da canali di comunicazione e interazione più estesi e immediati rispetto a due sole decine di anni fa. La monogamia, ossia la relazione affettivo-sessuale esclusiva fra due esseri umani, a prescindere dall’unione matrimoniale o civile, sta diventando una promessa non rispettata su una curva in crescita. Si fa spazio, fra la quotidianità delle relazioni stabili e la forza di volontà alla costruzione di un futuro di coppia, la poligamia del mondo occidentale.

La consuetudine socialmente riconosciuta ad avere più mogli è stata perpetrata nel corso dei millenni da diversi popoli e, secondo uno studio condotto dall’Università dell’Arizona, ha lasciato tracce nel DNA delle generazioni odierne di tali popolazioni propense all’harem. Sebbene, in tal caso, le pulsioni sessuali siano impregnate delle antiche abitudini sociali, nell’Occidente, invece, è diventata abitudine la ricerca di sensazioni che violano la norma sociale alla monogamia e che accendono la propulsione alla poligamia. Il piacere tende a cibarsi di più pietanze su un tavolo imbandito e sponsorizzato, soprattutto sulla rete globale, sul quale la voracità s’inorgoglisce della capacità di conquista. I rapporti sessuali extra-coniugali “trasgrediscono” dal contesto sociale e dall’ambiente familiare “tradizionale”, ancorato ai valori cattolici del Novecento, e rappresentano quella valvola di sfogo per raggiungere un piacere intenso che va oltre la quotidianità del gradimento del rapporto stabile.

Il piacere si configura come la ricerca del “nuovo”, del brivido delle emozioni vigorose che avvolge l’individuo quando non rispetta le regole che egli stesso si è prefissato di rispettare nel patto affettivo che la coppia instaura con il passare del tempo. Si tratta di situazioni che si sviluppano dagli istinti incontrollabili della fame sessuale che diventa una condizione nervosa quando si cerca di chiudere il boccaporto del piacere per il senso di peccato che le consuetudini sociali hanno imposto. Su questo spesso strato delle pulsioni contro la morale, nascono le violazioni di una notte, su cui l’essere umano contemporaneo ha iniziato a camminarci sopra, inciampando su sassi sui quali la parola “rispetto” è incisa, liberandosi dai retaggi bigotti dei secoli precedenti per dar sfogo, così, alla libertà personale del piacere senza l’amore.




È inevitabile, essendo probabilmente poligami per istinti e monogami per convenzioni culturali e sociali, negare l’apertura della coppia a distanza di qualche tempo dalle prime passioni della relazione stabile. Accade spesso che una sola metà della mela apra gli orizzonti alla caccia, mentre l’altra mezza parte non ne è a conoscenza, innescando una disparità nel duro lavoro di mantenimento della fedeltà. La maggior parte delle coppie nega e reprime gli istinti al piacere rivolti all’esterno, per confermare purezza e rispetto, ingabbiata in congetture che prevedono l’amore e il sesso come unica immagine. Chi non ha mai vissuto una lunga relazione tende a condannare le imprevedibili rotte di libertà delle coppie, a causa della mancata esperienza sentimentale e, soprattutto, delle aspettative da film Disneyano che non rispecchiano la realtà. Scindere l’amore dal sesso è la conquista della maturità e dell’esperienza per vivere più sereni, senza costrizioni e pulsioni represse. Indossare le proprie scarpe preferite per molto tempo fa nascere, inevitabilmente, la curiosità di provare a calzare le altre nella scarpiera, in una continua lotta in cui la tentazione ad afferrarle si scontra con la morale che fa chiudere le ante del desiderio.

La curiosità che sfora i confini della coppia non è soltanto lo sfogo del piacere su corpi attraenti, ma scaturisce anche da componenti come il potere, il denaro e la ricchezza, i quali possono essere ben distanti dall’esclusiva bellezza. Le coppie non ancora convolate a nozze che guardano al di là delle frontiere della relazione sono in percentuale più elevata rispetto ai coniugati legalmente e, nello specifico, le donne tendono a non confessare le avventure occasionali, rispetto agli uomini, a causa delle aspre critiche sociali che mirano a condannare maggiormente la donna rispetto all’uomo. Sebbene i tradimenti, o la consenziente apertura della coppia, siano fenomeni in costante crescita, nella società occidentale è la monogamia il modello che prevale, o meglio, è la tacita forma di relazione che nella maggior parte dei casi permette di indossare la maschera del rispetto offuscando gli occhi dalla realtà.

A causa della proliferazione della poligamia o, forse, della libertà di pensiero fuori da dogmi millenari e stereotipi sociali, lo sforzo di instaurare relazioni stabili e, in alcuni casi, il passo successivo alle unioni sancite dalla legge, slittano negli anni provocando anche un calo delle promesse all’altare per quella fetta di coppie cattoliche. Il Censis preannuncia uno scenario apocalittico per il matrimonio religioso a causa della rivoluzione ateo-agnostica registrata dai primi anni del nuovo millennio, tanto che nel profondo Nord europeo sono molte le Chiese trasformate in biblioteche o sale culturali. Laddove un tempo si giuravano solenni promesse pubbliche di amore eterno su strutture sintattiche reiterate dalla ferrea liturgia cattolica, ora le parole della cultura riecheggiano nelle ali maestose delle mura ecclesiastiche decretando il 2031 come l’anno zero, ossia l’apocalisse del rito matrimoniale. È la fine di una consuetudine dittatoriale della civiltà della monogamia forzata, l’epilogo di un capitolo troppo desueto per trovare posto nella realtà dei tanti rapporti-lampo e delle passioni stagionali, in cui l’amore è un bella favola cinematografica che si contrappone all’affetto fra gli individui fuori dallo schermo, concreto e cosciente dell’ipotetico cambio di direzione. La consapevolezza dell’impossibilità dell’amore eterno sigillato dal “sì, lo voglio” si configura come la presa di coscienza dell’ipocrisia novecentesca, lasciando spazio alla libertà che non s’imprigiona spontaneamente in due celle indistruttibili alle cui porte sono incise le parole “monogamia” e “poligamia”.

Foto serie film BIG LOVE


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