MONSANTO, BUSINESS FLORICOLTURA: ARRIVA IL BREVETTO ANTISENESCENZA




 

rose

Rose belle che non appassiscono, l’elisir e la cura di bellezza dei fiori sembra ora una realtà firmata Monsanto, la società biotech già contesta per il mais transgenico che ora torna a far parlare di se, o meglio ad attirare l’attenzione degli ambientalisti e di coloro che si chiedono quanto la natura deve essere manipolata e a che a quale prezzo.

A marzo 2016 ha fatto richiesta di brevetto alla Us Trademarke Office per una tecnologia anti invecchiamento per i fiori, utilizzando una tecnologia genetica che andrebbe ad alimentare le piante attraverso l’acqua in cui sono sistemati una volta recisi.

Lo scopo della Monsanto è inserirsi nel business del mondo della floricoltura, realizzando prodotti bio tecnologici che permetteranno di mantenere fiori recisi nel tempo senza che appassiscano.

IL BREVETTO PER  L’ELISIR PER FERMARE L’INVECCHIAMENTO DEI FIORI RECISI




Il sogno della Monsanto sembra voler attrarre un mercato che a molti sembrerebbe di poca importanza, ma riuscendo a fermare l’invecchiamento dei fiori pregiati e non come rose  e petunie. La Monsanto si andrebbe a collocarsi nel mercato dei fiori recisi che a livello globale delle esportazioni tocca cifre stratosferiche. Il mercato in import ed export è un business internazionale ultra miliardario.

La rivista MIT Technology Review pubblica un rapporto della Rabobank Industry “World Floricolture 2015” in cui il giro d’affari che coinvolge l’Olanda,  l’Ecuador, la Colombia viaggia su 20 miliardi di dollari all’anno.

UN BREVETTO PER UN SOGNO PROIBITO, RITARDARE LA SENESCENZA DEI FIORI

L’obiettivo del procedimento per cui la Monsanto ha chiesto il brevetto, servirà a produrre spray e soluzioni genetiche per ritardare la senescenza dei fiori recisi. Applicando una soluzione topica sulla superficie di una pianta e una composizione con un polinucleotide, che comprende almeno 18 nucleotidi contigui essenzialmente identici o sostanzialmente complementari ad un gene detto “EIN2”, nei fiori recisi riesce a ritardate la senescenza. Tutto ruota intorno alla soppressione del gene EIN2 con un polinucleotide responsabile della  biosintesi endogena dell’etilene che  prolunga la vita vaso di fiori recisi. Il metodo e la tecnologia di bioingegneria del gruppo biotech ritarderebbe la fastidiosa senescenza dei fiori recisi sopprimendo l’espressione genica con un polinucleotide. 

La Monsanto fiuta sempre l’odore dei dollari e in questo business è a molti zeri. 

di Cinzia Marchegiani  


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