Obbligo Vaccini Scuola: il decreto machiavellico della Lorenzin lascia senza parole




 

di Mario Galli

Impazza ormai da tempo la questione della correlazione tra vaccini ed autismo. Tra i lettori ci sarà chi si avvicina a questo problema per la prima volta; chi, cercando notizie, si è imbattuto in questo sito; chi ci conosce e segue le inchieste di FreedomPress.

Da molto tempo sto acquisendo informazioni circa la grave questione che mette in correlazione autismo e vaccini. Premesso che non sono un medico e non posso quindi dare risposte certe su questo tema, vorrei soltanto basarmi sull’esperienza personale e su quello che è possibile collazionare girando su Internet e cercando di scremare, per quanto possibile.

Esistono molti siti che trattano questo argomento e che vedono in prima linea associazioni e genitori. Due siti su tutti: COMILVA, Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà delle Vaccinazioni e AUTISMO E VACCINI.

Il COMILVA – riporto testualmente dal loro sito – nasce ufficialmente il 10 luglio ‘93 a Brescia raccogliendo progressivamente la maggior parte delle persone ed esperienze della ALV – Associazione per la Libertà delle Vaccinazioni e per il Risarcimento delle Vittime da Vaccino, e si articola da subito su una base federale. Ma il movimento che si batte contro le leggi dell’obbligo nasce molti anni prima e raccoglie inizialmente le esperienze di singoli individui e famiglie che sono stati i precursori di quello che oggi possiamo definire un movimento e un fenomeno molto diffuso sul nostro territorio. Ci riferiamo a personalità come Giorgio Tremante come rappresentante emblematico delle famiglie colpite da lutti e infermità causate dalle vaccinazioni, ma anche a medici coraggiosi e intellettualmente onesti come il dott. Dario Miedico di Medicina Democratica.

AUTISMO E VACCINI invece è più un portale di informazione riguardo casi di autismo, i cui autori sono esponenti del mondo della medicina, della farmaceutica e del giornalismo.

La pubblicistica è piena di casi di autismo, se non derivato, immediatamente apparso dopo le vaccinazioni dei primi tre anni.

I casi sono spesso analoghi e seguono tutti un filo costante: nascita del bambino, inizio delle vaccinazioni, ultima vaccinazione all’età di tre anni e successivamente inizio di perdita delle abilità acquisite nella prima infanzia fino alla regressione totale ed alla diagnosi di autismo con alterazione dei metalli nel sangue.

Ripeto, non sono un medico e non sta a me dare giudizi, anzi questo articolo vuole essere un grido per chiedere aiuto, per cercare di capire. I vaccini sono stati uno strumento importante per la nostra società. Attraverso di loro è stato possibile debellare alcune tra le malattie più pericolose e dannose. Ma mi colpiva l’esempio fatto in un commento sul Fatto Quotidiano: un martello si usa per mettere i chiodi, se viene usato per darlo in testa qualcuno, è usato nel modo sbagliato. Esiste anche un articolo de “Il Giornale – La bufala del vaccino che causa l’autismo“.

Mi trovo d’accordo con l’articolo quando spiega che

Tutti cerchiamo una risposta ai grandi perché della medicina. L’uomo in quanto tale si pone delle domande e si illude dell’eventuale semplicità delle proprie scoperte. Creare allarmismi o false speranze, e speculare su una tragedia come l’autismo è di uno squallore unico. Se davvero fosse stata provata la responsabilità del Thimerosal  nello sviluppo di questo disturbo, indipendentemente dai problemi neurologici, questa sarebbe stata una scoperta da premio Nobel. Cause genetiche, età dei genitori, infezioni materne, diabete in gravidanza, pesticidi e tetraogeni, stress, testosterone fetale, tante ipotesi e nessuna certezza“.

Aggiungo che l’autismo è una vera e propria pandemia. Lo dicono i numeri che scoppiano tra le mani in più parti del mondo. Nessuno sa più giustificarli con ricerche scientifiche appropriate.

Credo fermamente che vada comunque fatta chiarezza oltre che per poter aiutare migliaia di famiglie colpite dall’autismo, anche per evitare danni futuri. La legge italiana, 25 febbraio 1992, n. 210 – Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati – prevede che “Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge”.




Ma ciò non può certamente bastare alle famiglie che si trovano nelle condizioni di accudire un figlio disabile o autistico.

La politica, se intesa come la forma più alta di carità, dovrebbe intervenire in questi casi a dirimere ogni controversia.

Ma in Italia, fin dai tempi di Machiavelli, la politica è stata intesa come l’arte della dissimulazione. Se il prius scienziato della politica elogiava la spregiudicatezza del Principe, prendendo ad esempio, tra gli altri, Caterina de’ Medici, la quale durante un assedio e con i figli presi in ostaggio dalla folla osò rispondere che era giovane e di figli ne avrebbe potuti fare altri, ben si comprende quanto la cultura politica italiana sia imperniata alla conquista ed al mantenimento del potere, piuttosto che alla soluzione dei problemi che, inevitabilmente, creano estremismi ed estremizzazioni.

Su un tema scottante come quello della salute dei nostri figli non dovrebbe esserci estremizzazione alcuna, ma pacato e serio confronto tra parti che ispirano fiducia reciproca.

Se un Ministro della Salute arriva ad imporre per legge ciò che dovrebbe essere lapalissiano per buon senso, che ognuno dovrebbe sentire obbligatorio dapprima per se stesso e poi nei confronti della società, allora è un ministro che ha miseramente fallito la sua missione.

D’altro canto, se le famiglie ed i genitori vedono la totale chiusura al confronto da parte delle istituzioni; la mancanza di umanità da parte delle strutture pubbliche; il totale abbandono di chi successivamente si trova a subire le conseguenze di una invalidità permanente; ecco che dunque nasce la sfiducia, alimentata da casi di corruzione sempre più dilaganti (avete notato che non fanno nemmeno più notizia?).

Se il finanziamento ai partiti fosse reso pubblico e ad esempio si sapesse pubblicamente che Big Pharma, o Sanofi, oppure altre compagnie farmaceutiche finanziano questo o quel partito, questo o quel candidato, quanti voti verrebbero espressi con maggiore coscienza rispetto alle promesse ed ai bei discorsi?

Ma veniamo al decreto vaccini.

Le vaccinazioni obbligatorie, in coerenza con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale, salgono a 12:

  1. anti-poliomelitica;
  2. anti-difterica;
  3. anti-tetanica;
  4. anti-epatitica B;
  5. anti-pertossica;
  6. anti Haemophilus influenzae tipo B;
  7. anti-meningoccocica B;
  8. anti-meningoccocica C;
  9. anti-morbillosa;
  10. anti-rosolia;
  11. anti-parotite;
  12. anti-varicella.

Il Codacons è in prima linea nella contestazione del decreto ritenuto anti-costituzionale e contrario alla Convenzione delle Nazioni Unite.

Come riposta il sito del Codacons “continuano ad arrivare segnalazioni di reazioni avverse ai vaccini non segnalate all’Agenzia Italiana del Farmaco e segnalaizoni di inviti a vaccinare i bambini anche se appena terminate cure antibiotiche o non in uno stato perfetto di salute. Come fossero dei numeri e basta”.

“I cittadini, secondo il Codacons, chiedono programmi personalizzati, aziende farmaceutiche serie, ricerca seria, vaccini singoli, vaccini sicuri, collaborazione e informazione a 360° oltre a un aiuto e un supporto ai genitori prima e dopo il vaccino”.

Quindi non si tratta di non vole vaccinare i propri figli, si tratta di vaccinarli in modo consapevole.

Chi alimenta notizie errate e bufale sul web è proprio chi invece non vuole un reale confronto. Forse perché investito del dovere di contribuire al mero profitto privato, piuttosto che alla salute pubblica? Il profitto privato se ne può fregare della salute pubblica, l’obiettivo è fare cassa; ma la salute pubblica non può essere messa al servizio della tesoreria di questa o quella casa farmaceutica.

Ma un dubbio sorge ancora più potente.

Se anche tutta questa polemica fosse creata ad arte? Vi ho già parlato del gioco azione-reazione-soluzione, applicabile anche in questo caso.

Azione: influencer e finti freelancer della stampa di regime iniziano a diffondere la notizia della correlazione tra autismo e vaccini.

Reazione: gran parte della popolazione non si vaccina più. Iniziano a diffondersi i germi di malattie virali. Magari si diffondevano anche prima e nella stessa misura, ma adesso ne va data notizia.

Soluzione: lo Stato è costretto (??) ad intervenire con leggi urgenti per contrastare l’emergenza. Leggi che, in condizioni normali e precedenti all’azione, nessuno avrebbe accettato perché non avrebbero avuto motivo d’essere.

Il dubbio resta. Come resta la necessità di una vaccinazione consapevole. Se la vaccinazione è consapevole allora non   una legge per renderla obbligatoria. Ma soprattutto chi puo’ pagare non sara’ inghiottito dai tribunali dell’Inquisizione…se fosse confermato questo passaggio oltre allo smarrimento dei valori di equita’ occorrerebbe chiederci se davvero questo decreto sia nato per la tutela della salute. Domande per ora sospese in attesa  di una chiara posizione dei partiti che combattono per un Paese civile non solo sulla carta.


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