ODIO MORTALE




 

Omar Mateen americano di origini afghane, vigilantes entra in un locale gay di Orlando, Florida durante un tranquillo sabato sera ed  inizia a  sparare all’impazzata, per ora si contano 50 morti e 53 feriti. Il vigilantes viene ucciso dalla polizia, suo padre ipotizza come causa dell’atto un forte odio contro gli omosessuali.  All’Isis questa azione è così piaciuta che già rivendica..

Possibile che l’odio verso orientamenti sessuali, etnie diverse, religioni differenti  possa scatenare una follia omicida di queste proporzioni? Purtroppo per l’animale uomo “SI”. 

Siamo capaci di compiere azioni aberranti, perché  ormai siamo tutti etichettati come cattolici, cristiani, musulmani, protestanti, gay, lesbiche, vegani, democratici, leghisti, terroni, polentoni, etc etc. Queste suddivisioni dell’uomo in categorie “miniaturizza l’umanità” per citare il grande filosofo ed economista indiano Amartya Sen, poiché queste identità etichettate in modo deviante  alimentano violenza incanalata in odi settari verso altri gruppi, così come il 22 luglio del 2011 tale Anders Breivk, (parlando per etichette) un fondamentalista cristiano di estrema destra uccide sull’Isola di Utoya 69 ragazzi , tra i 14 ed i 20 anni  facenti parte del partito laburista norvegese e ferendone 110, al processo dichiara: “L’ho fatto per mandare un messaggio forte al popolo, per fermare i danni del partito laburista e per fermare una decostruzione della cultura norvegese per via dell’immigrazione in massa dei musulmani“.




Sulla stessa scia la strage del Bataclan di Parigi, 89 persone morte anche loro in luogo di movida “neutrale” per mano di terroristi francesi  legati all’islamismo radicale…sempre per citare Sen”L’idea che le persone possano essere classificate unicamente sulla base della religione o della cultura è un’importante fonte di conflitto potenziale nel mondo contemporaneo“.

Un forte sentimento di appartenenza ad un gruppo, ad un credo come purtroppo la Storia ci ha mostrato porta a  voler un distacco anche mortale con le persone che si percepiscono  essere lontano da noi perché aderenti ad altre religioni, partiti o stili di vita, come la maggior parte delle stragi scolastiche avvenute in America a come quella alla Columbine  nel 1999, 13 morti, nel 2007 al Virginia Tech 33 morti, tutti per mano di studenti a loro volta suicidatisi.

In ambito criminologico questi reati sono definiti “mass shooting” ossia sparatorie di massa «quattro o più persone colpite da proiettili, in un solo luogo e in un breve lasso di tempo. Nel computo può essere incluso lo sparatore, o le persone ferite dalla polizia nel tentativo di fermare lo sparatore o anche “mass murder” il  killer o i killers uccidono o tentano di uccidere  più persone, contestualmente e nello stesso luogo.

Il killer non conosce le sue vittime, il crimine si manifesta con una furia distruttiva, caratterizzati da rabbia, ostilità e frustrazione incontenibile, spesso segue il suicidio del carnefice .

La maggior parte di queste sparatorie avviene in America…forse perché lì puoi comprare un fucile con la stessa facilità con cui compri una spazzolino da denti…

 

di Maria Elena Masciello

Criminologa

Foto “L’odio” con Vincent Cassel


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