OSTIA, OPERAZIONE ULTIMA SPIAGGIA: SEQUESTRATI 450 MILIONI DI EURO, STABILIMENTI E PORTO




 

ostia

di Cinzia Marchegiani

Ostia (Roma) – Scoppia il caso Porto di Ostia anche in Regione Lazio. Ma veniamo alla notizia principale.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato un patrimonio mobiliare e immobiliare, del valore stimato di circa 450 milioni di euro, nei confronti di B. M. imprenditore di Ostia già noto alle cronache per essere stato coinvolto, nell’estate del 2015, in un’indagine coordinata dalla Procura di Roma e condotta dal Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e trasferimento fraudolento di valori (operazione “PORTUS ROMAE”).

La misura di prevenzione, assunta dal Tribunale di Roma – Sezione Specializzata per le Misure di Prevenzione – ed eseguita dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, basate anche sulle evidenze acquisite nel corso di altre investigazioni, concernenti i più insidiosi fenomeni criminali che hanno interessato, nel recente passato, il litorale romano e la municipalità di Ostia.

Ci si riferisce agli approfondimenti correlati alla nota operazione “TRAMONTO”, condotta – sempre dal G.I.C.O.nei confronti del potente clan criminale  egemone a Ostia, che ha portato, nel marzo 2014, all’esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare e al sequestro di beni per oltre 6 milioni di euro.

A ciò si sono aggiunte le evidenze acquisite nel corso dell’operazione “NUOVA ALBA”, condotta dalla Polizia di Stato, nel cui contesto sono emerse le connivenze dell’imprenditore con esponenti delle organizzazioni malavitose interessate al litorale di Ostia.

INTERCETTAZIONI TELEFONICHE

Dalle intercettazioni telefoniche eseguite a suo tempo è emerso che proprio dal mondo degli affari “nella fase dell’ipotizzato rinnovo, per la riforma normativa, degli assetti concessori, che proviene il riscontro delle egemonie di strada createsi in Ostia”. In tale contesto, relativamente ai referenti criminali dell’imprenditore, si legge nel comunicato delle Fiamme Gialle –  figura di primo piano è quella di un pregiudicato narcotrafficante di elevato calibro, al quale l’imprenditore aveva concesso, ad un prezzo irrisorio, attraverso una società assegnataria della relativa concessione demaniale, la gestione del chiosco – bar all’interno di una spiaggia attrezzata di Ostia, oggi sequestrata. Inoltre, il pregiudicato narcotrafficante  curava, per conto dell’imprenditore i servizi di sicurezza e vigilanza all’interno del porto turistico, oltre ad abitare in un appartamento all’interno dello stesso.

PORTO DI OSTIA IL CENTRO DI AFFARI DELL’IMPRENDITORE




Ed è proprio il porto turistico di Ostia, insieme ad alcuni stabilimenti balneari, il centro degli affari gestiti dall’imprenditore, attraverso una serie di società, da oggi affidate agli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale.

L’odierna operazione, denominata “ULTIMA SPIAGGIA”, ha consentito di accertare come l’imprenditore sia soggetto “socialmente pericoloso” e titolare, direttamente e/o indirettamente, attraverso familiari conviventi e non, nonché “prestanome”, di una serie di cespiti di ingente valore, assolutamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Tale sproporzione, unita alla citata pericolosità sociale, ha permesso di richiedere, ai sensi del “Codice Antimafia”, il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio al medesimo direttamente o indirettamente riconducibile.

Le risultanze delle investigazioni esperite sono state partecipate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia al Tribunale di Roma – Sezione Specializzata per le Misure di Prevenzione che, con proprio provvedimento, ha disposto il sequestro di:

  • patrimonio aziendale e relativi beni di 12 società di capitali;
  • patrimonio aziendale e relativi beni di 2 società estere;
  • 1 impresa individuale;
  • quote societarie di 4 persone giuridiche;
  • 531 unità immobiliari;
  • 11 auto/motoveicoli;
  • 1 imbarcazione;
  • rapporti finanziari

per un valore complessivo di stima di circa 450 milioni di euro. L’operazione, eseguita con il supporto del II Gruppo e del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Roma, costituisce l’ennesimo intervento del Corpo e della locale Autorità Giudiziaria finalizzato all’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti “socialmente pericolosi”, che sono dediti abitualmente a traffici illeciti e vivono con i proventi di tali traffici.

IN REGIONE LAZIO IL M5S AVEVA GIÀ FATTO UN’INTERROGAZIONE 

Interviene Davide Barillari, Consigliere M5S alla Regione Lazio contestando come la stessa regione, dopo la loro interrogazione non abbia sortito alcuna presa di posizione: “Esattamente un anno fa il M5S Lazio presentava un’interrogazione sull’AMPLIAMENTO E RINNOVO DELLA CONCESSIONE DEMANIALE DEL PORTO TURISTICO DI OSTIA…segnalando tutte le irregolarità. Chiedevamo anche COME MAI la Regione Lazio avesse rinnovato la concessione per ben 18 anni (!!!!!!!) e chiedevamo la sospensione cautelativa dell’ampliamento del porto stesso, considerati tutti gli interessi “sporchi” in gioco. La risposta, leggetela, era assolutamente insoddisfacente. Fortunatamente un anno dopo dalla nostra interrogazione, e’ arrivata la Guardia di Finanza…e almeno loro ci hanno dato tutte le risposte che ci aspettavamo”.

Barillari poi conclude con un Post Scriptum: “Dalla commissione ‘antimafia regionale’ un altro assordante silenzio”.

 


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