PSICOFARMACI, BAMBINI: L’ON PEDICINI RICHIAMA LA LORENZIN




 

Bruxelles – Quanto ancora occorre attendere affinché le istituzioni sanitarie e il governo prendano decisioni per la tutela dei piccoli pazienti?

“Aumentano ancora le evidenze scientifiche sulla pericolosità degli psicofarmaci antidepressivi somministrati ai minori”, questo e’ l’annuncio che il Comitato “Giù le mani dai bambini”nella persona di Luca Poma ha rotto il silenzio dopo molti mesi di attesa squarciando l’imperante silenzio delle istituzioni: “Nel novembre 2015 il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin aveva annunciato l’apertura di un tavolo tecnico di consultazione per valutare l’eventuale stesura di linee guida più stringenti sulla somministrazione di queste molecole a bambini e adolescenti: ad oggi, ancora un nulla di fatto… mentre i più piccoli continuano ad essere colpevolmente esposti al rischio di effetti collaterali potenzialmente pericolosi, inclusa l’induzione al suicidio!

GRAVI DANNI ALLA SALUTE DEI BAMBINI, L’ON PEDICINI RICHIAMA LA LORENZIN

Ora l’on Pierniciola Pedicini, capo delegazione del M5S Europa e coordinatore del gruppo EFDD-M5S nella Commissione ambiente e sanità del Parlamento europeo, ha dovuto inviare una seconda lettera al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per sollecitare di nuovo una presa di posizione nel rispetto della tutela dei minori, che trattati con questi psicofarmaci, antidepressivi a base di paroxetina subiscono gravi danni alla salute

Il portavoce del M5S tramite la seconda missiva, che per conoscenza è stata inviata anche al Direttore generale dell’AIFA Luca Pani, chiede al ministro Lorenzin di far sapere quali siano stati i risultati e le conclusioni raggiunte dal tavolo tecnico di monitoraggio sull’uso degli psicofarmaci contenenti paroxetina, attivato presso il Ministero a seguito delle precedenti e numerose segnalazioni.

PREOCCUPAZIONI SULLA PERICOLOSITA’ E DANNI AI BAMBINI TRATTATI

Piernicola-Pedicini-3-EurodL’On Pedicini fa presente che lo scorso 6 Novembre 2015 aveva inviato una missiva segnalando pubblicamente la pericolosità della somministrazione dell’antidepressivo Paroxetina: “Le mie preoccupazioni e quelle delle tante famiglie, nascevano dal significativo aumento clinico di comportamenti violenti, inclusa l’ideazione suicidaria, il comportamento suicida ed altro eventi avversi, negli adolescenti in cura. L’aumento clinico degli eventi avversi è stato altresì evidenziato dallo studio Pubblicato sul British Medical Journal dal titolo “Restoring study 329: efficacy and harms of paroxetine and imipramine in treatment of major depression in adolescence”. A riprova di queste gravi affermazioni, l’on Pedicini riporta anche una ricerca scientifica più recente prodotta dal Nordic Cochrane Centre di Copenaghen. Il team di ricercatori ha analizzato diversi studi clinici e trials delle Agenzie regolatorie dei farmaci europee e britanniche al fine di ottenere maggiori informazioni circa le evidenze di casi di morte e di violenza associati agli antidepressivi.

RISCHIO DEL SUICIDIO, STUDIO SU 18.526 PAZIENTI




I 68 report di studi clinici per la fluoxetina, la paroxetina, la sertalina e la venlafaxina presi in esame, che hanno coinvolto 18.526 pazienti, hanno evidenziato che il rischio del suicidio e di comportamenti aggressivi nei bambini è molto più alto rispetto a quanto sostenuto fino ad oggi.

Il capodelegazione del M5S Europa, ha ora riproposto alla Lorenzin la necessità che il Ministero si attivi su tre specifici aspetti:

  1. la predisposizione di controlli sui titolari delle autorizzazioni per la commercializzazione di farmaci a base di paroxetina, delle quali, alla luce di quanto sopra esposto, sarebbero venuti meno i presupposti;
  2. la comunicazione di tutti i dati relativi alla spesa sanitaria sostenuta dallo Stato italiano negli ultimi 5 anni per il rimborso di farmaci a base di paroxetina;
  3. la presa in carico di questo delicato problema, con un’immediata e incisiva iniziativa da parte dell’Agenzia italiana del farmaco, volta a informare i medici italiani circa l’inopportunità di prescrivere anche solo ‘off-label’ il principio attivo in questione, sia nelle formulazioni a marchio che in quelle generiche.

L’on Pedicini vuole mettere in luce anche il caso della casa farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK).  L’Autority britannica per la concorrenza e il mercato (CMA) proprio lo scorso 12 febbraio 2016 ha comminato una multa di 45 milioni di sterline ad una serie di case farmaceutiche, tra cui la GSK, per aver infranto le leggi sulla concorrenza in merito agli accordi di fornitura della paroxetina. “Fatto, sottolinea l’on Pedicini, che si aggiunge alle molteplici preoccupazioni, avvalorate da una parte della comunità scientifica, sulla reale efficacia di queste sostanze, commercializzate principalmente per perseguire logiche del profitto a discapito invece della salute del paziente“.

FOCUS, LO SCANDALO PAROXETINA

Va ricordato anche lo scandalo che emerse con la revisione sistematica promossa dalla più autorevole rivista medica del mondo che dimostrò come  i dati che fino ad allora avevano giustificato la prescrizione a bambini e adolescenti del potente antidepressivo a base di paroxetina, risultavano falsati dal produttore, la multinazionale farmaceutica GSK  GlaxoSmithKline.

LO STUDIO FALSATO SVELATO EMERSE SOLO DOPO 14 ANNI LO RICORDAVA LUCA POMA

Poma,  membro dell’Unione Nazionale Medico-Scientifica d’Informazione e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai Bambini” spiegava questo scandalo vergognoso, e lo studio cosiddetto “329” che era stato pubblicato nel 2001, a firma di 22 ricercatori, e originariamente pareva confermare l’appropriatezza d’uso per questa molecola nei casi di depressione:”In realtà la ricerca fu redatta da Sally K. Laden, una ghostwriter pagata dalla casa farmaceutica che aveva finanziato la ricerca allo scopo di dimostrare l’efficacia della molecola. Ci sono voluti poi 14 anni – e la tenacia di validi ricercatori – per ribaltare i risultati dello studio, e dimostrare che la paroxetina aumenta il rischio di suicidio per i minori che la assumono”.

UN BUSINESS A DANNO DEI MINORI?

Di certo non fu secondario l’effetto dello studio falsato n 329 che permise la vendita massiccia grazie anche alle prescrizione dei medici e pediatri con il risultato che molti adolescenti subirono effetti negativi e alcuni morirono. “La paroxetina divenne l’antidepressivo più venduto, con guadagni per centinaia di milioni di dollari e più di due milioni di ricette emesse ogni anno per i soli bambini e adolescenti” spiegava Paolo Migone, Medico specializzato in Psichiatria in Italia e in USA.

L’on Pedicini richiama la Lorenzin con questa seconda lettera e la invita con urgenza ad occuparsi con determinazione dell’intera problematica.

di Cinzia Marchegiani


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