Regione Lazio. Impianti crematori senza il Piano Regionale. E la Giunta dà colpa al Consiglio




 

Ha sollevato un polverone la proposta di realizzazione dei crematori nei Comuni dei Castelli Romani e Colli Prenestini. Impianti che si sarebbero realizzati in assenza di un Piano Regionale di coordinamento. Quest’oggi Silvana Denicolò, consigliera del M5S Lazio, ha rilasciato un comunicato in merito:

“Il Presidente della Regione Lazio ha risposto, attraverso la Direzione regionale ‘Salute e Politiche Sociali’, a due nostre interrogazioni depositate ad aprile e novembre dello scorso anno che, partendo dall’ipotesi di realizzazione di impianti di cremazione in vari comuni dei Castelli Romani, Colli Prenestini e aree limitrofe, chiedevano conto dell’assenza di un Piano regionale di coordinamento per la realizzazione di crematori da parte dei comuni”.

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La Direzione regionale scrive che la Giunta avrebbe pronta una proposta di legge “in materia funeraria e di polizia mortuaria” sin da dicembre 2015, ma che questa è “in attesa di essere esaminata dal Consiglio Regionale”, e che quindi il piano regionale non può essere adottato.

Silvana Denicolò incalza:La risposta traccia un chiaro quadro del modus operandi della Giunta in questi anni, che da una parte fa ricadere le responsabilità dei propri fallimenti sul Consiglio Regionale del Lazio, come se la maggioranza non fosse composta dai compagni di partito del Presidente, e dall’altra continua ad essere inadempiente rispetto alla Legge del 2001, che chiedeva alle regioni di predisporre piani regionali di coordinamento entro sei mesi. Rimaniamo in attesa dell’ importante pronunciamento dell’Assessorato all’Ambiente in merito alla proliferazione di crematori in un territorio ristretto e in gran parte tutelato come parco regionale.


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