Roma emergenza casa. 8 ore sotto il Campidoglio per due famiglie sfrattate e senza risposte. Casapound risponde a FreedomPress




 

roma SGOMBERO

di Cinzia Marchegiani

Roma. Giornata pesante e critica per due famiglie italiane che sono state sgomberate nell’abitazione in cui avevano vissuto da anni e che vi erano ritornate dopo che erano state sfrattate dall’amministrazione capitolina di Ignazio Marino con la promessa di regolarizzare la loro posizione. Ad ora il bollettino di Casapound che sta presidiando il Campidoglio spiega che Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound, arrestato stamattina assieme ad un componente della famiglia sfrattata resterà in carcere questa notte:

Notte in carcere per Simone Di Stefano, il vicepresidente di CasaPound arrestato questa mattina a Roma mentre resisteva pacificamente all’ingiusto e violento tentativo di sgombero di due famiglie italiane in situazione di grave indigenza e con anziani e disabili da una palazzina di via del Colosseo 73. Con lui potrebbero essere processati altri tre dei militanti arrestati, mentre i restanti 12 sono stati rimessi in libertà. Simone Di Stefano e gli altri 3 militanti in stato di fermo trascorreranno in carcere sicuramente anche tutta la giornata di domani e la notte di venerdì.




“Quando ci sarà la direttissima, saremo a piazzale Clodio per chiedere libertà e giustizia per Simone e gli altri, arrestati per aver pacificamente difeso il diritto di due famiglie italiane“, afferma il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone, che aggiunge:Per questa notte abbiamo intanto trovato una sistemazione provvisoria per la signora Laura e la famiglia di Massimo, che il sindaco Raggi, la sua giunta e il consiglio comunale hanno lasciato aspettare per ore sotto il Campidoglio senza degnarli di una risposta. Ma non finisce qui. torneremo in Campidoglio a esigere una soluzione anche per loro come ogni giorno la trova per immigrati e rom‘”.

CASAPOUND RISPONDE A FREEDOMPRESS RIGUARDO I SOSPETTI SULLA INDIGENZA DI QUESTE FAMIGLIE

FreedomPress chiede ragguagli sulle famiglie coinvolte, poichè in merito allo stato di indigenza erano stati sollevati sospetti sulla veridicità in cui versano queste persone…“che d’altronde avevano goduto di una casa occupandola per tanti anni al centro di Roma”. Casapound rimanda al mittente i sospetti spiegando nel dettaglio chi sono queste famiglie: “Le due famiglie sono realmente indigenti, la signora anziana è diabetica, il figlio più piccolo della seconda famiglia ha una disabilità mentale. I due appartamenti sono di proprietà del comune, non di un privato, e le famiglie pagavano un canone di occupazione ed erano in attesa di regolarizzazione e di una soluzione alternativa. I due appartamenti hanno una metratura di circa 30 mq, non agevoli, tanto più per un’anziana. Il comune da aveva promesso una soluzione alternativa che non è mai arrivata. Il fatto che gli appartamenti facessero parte di un lotto comunale localizzato nel centro di Roma, non significa che non possano essere assegnati a famiglie indigenti: Roma e anche il centro appartengono anche a chi non ha redditi alti“.

A volte si guardano le persone con sospetto e si giudicano dall’aspetto e si finisce per fare il processo all’intenzione.


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