Sanità Lazio, smantellamento PPI ed Emergenza Pronto Soccorso. Santori (FdI) chiede chiarezza




 

 

ZINGARETTI

Roma – Sanità laziale a rischio tutela cittadini e pazienti. Una strategia quella messa in atto da Zingaretti che ora sembra produrre gli annunciati problemi in tutto il territorio della regione Lazio, Roma capitale e provincia. Uno smantellamento del sistema sanitario che i cittadini pagano sulla propria pelle e soprattutto salute, basta leggere gli articoli di cronaca sui quotidiani per comprendere la reale portata di questa gestione.

Domani in Commissione Politiche sociali e salute, il direttore della sanità regionale dott. Panella relazionerà sulla situazione dei Punti di Primo soccorso e sui Pronto soccorso del Lazio, anche dopo la tragica e nota vicenda della morte di un malato di tumore al San Camillo proprio negli spazi del Ps.




Fabrizio SantoriFabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, che già aveva presentato un’interrogazione urgente a Bicola Zingaretti ora interviene in merito e chiede subito chiarezza: “Ascolteremo con attenzione quanto avrà da dire il Direttore e a lui porremo le questioni che abbiamo già illustrato in una interrogazione urgente al presidente della Regione Lazio Zingaretti sulla soppressione dei punti di primo intervento sul territorio regionale. Lo smantellamento dei PPI, infatti, sguarnisce interi territori dei presidi sanitari d’emergenza e mette così a rischio la vita dei cittadini. La disattivazione di ben 13 PPI, Montefiascone, Ronciglione, Cisterna, Cori, Priverno, Sezze, Sabaudia, Gaeta, Minturno, Pontecorvo, Ladispoli e alcuni PPI romani, tra cui quello del CTO della Garbatella, spoglia interi chilometri di territorio laziale di un presidio sanitario fisso, affidando la gestione delle emergenze al solo 118.  E’ intollerabile che questo smantellamento stia passando sotto silenzio e che i cittadini si troveranno costretti a percorrere decine di chilometri per raggiungere il primo centro in grado di fornire loro le cure in caso di urgenze. E’ il caso, emblematico, della chiusura prevista del centro di Ladispoli, che lascerà sguarnita un’area che si estende da Civitavecchia all’Aurelia Hospital e che in estate arriva a servire 250mila persone”.

Conclude l’onorevole Santori: “Ascolteremo la relazione di Panella e spero sia sensibile alle perplessità e ai timori che i cittadini ci segnalano rispetto a un taglio indecente dei servizi sanitari essenziali effettuati dalla Giunta Zingaretti e dal Ministro Lorenzin che porta a  vergognosi episodi come quelli del San Camillo dove viene calpestata la dignità del malato e offesi i suoi diritti più elementari”.


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