SARDEGNA. Il Blitz della Commissione d’inchiesta “Uranio Impoverito” finisce con la censura




 

URANIO IMPOVERITO

di Cinzia Marchegiani

Sardegna – È impossibile per i giornalisti seguire i parlamentari della Commissione Uranio durante la missione sarda. E lo è per una precisa volontà del ministero della Difesa. È la denuncia del deputato M5S in Commissione Uranio Gianluca Rizzo che in questi giorni è in Sardegna in missione.
«Mi hanno comunicato il diniego, da parte del ministero della Difesa, di far accedere i giornalisti insieme ai commissari, ai sopralluoghi che andremo a svolgere. I giornalisti sono stati mandati via anche dall’Auditorium della scuola militare della Maddalena. Di cosa si ha paura? Ecco come si comporta questo governo: dice di voler tutelare la stampa e la libera informazione e alla prima occasione mette il bavaglio ai cronisti».
«Andremo fino in fondo – conclude Rizzo – per sapere chi ha dato l’ordine e per quale motivo. Così facendo il ministro della Difesa Pinotti nega la trasparenza necessaria e indispensabile per una vicenda come questa che è stata sempre ammantata da ambiguità e poca chiarezza».

Eppure il Presidente della Commissione, onorevole Gian Piero Scanu, anticipando il blitz sull’isola aveva spiegato in che modalità sarebbero state visitate le servitù militari di La Maddalena, ed i poligoni di tiro del Salto di Quirra, di Capo Frasca e di Capo Teulada: “Ci accompagneranno numerosi esperti della Commissione, dell’ARPAS e della Regione Sarda. Sarà con noi anche una importante rappresentanza della stampa regionale. Verranno audite numerose persone, del mondo militare, della ricerca, del sindacato e della politica. Alcuni di loro verranno sentiti mediante l’esercizio dei poteri della Magistratura, in qualità di testimoni o persone comunque a conoscenza di fatti ritenuti utili ai fini dell’inchiesta. Con le verifiche, gli accertamenti e le audizioni, cercheremo di acclarare quanto sia stata garantita la salute delle persone, militari e non; la dignità dei lavoratori oltrechè la loro sicurezza; la tutela integrale dell’ambiente; la piena trasparenza nella gestione sanitaria di ciascuno dei vari siti. Posso assicurare che verrà svolto un lavoro di assoluto rigore, all’insegna della leale collaborazione fra il Parlamento, il Governo e la Regione. E, naturalmente, in un rapporto di sereno e reciproco rispetto con le Forze Armate. Non sarà una passeggiata, ed io sento tutto il peso della responsabilità con cui dovrò operare. Sono sicuro che faremo tutti il nostro dovere”.




Questa è la quarta commissione nominata dal Parlamento per far luce sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici, con particolare attenzione all’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e alla dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti. A spiegarlo è il deputato Luigi Lacquaniti che specificava prima del bliz la motivazione: “Sono oltre 3.600 i nostri militari che si sono ammalati dopo aver operato in missioni nei Balcani, in Iraq, e in Afghanistan e, di questi, più di 300 sono morti. A questi cittadini italiani, che hanno servito il Paese, dobbiamo verità e vicinanza da parte delle Stato. Investiti di poteri inquirenti siamo alla ricerca di fatti e riscontri in merito alle vittime dell’uranio impoverito, in modo da poter dimostrare in maniera incontrovertibile il nesso di casualità fra l’esposizione dei militari italiani ai proiettili all’uranio impoverito e i casi di tumore“.

L’On Mauro Pili che è stato denunciato per aver pubblicato le foto del reportage prodotte dopo un’ispezione all’interno del comando del poligono di Teulada in un’area riservata in cui verrebbero conservate scorie radioattive in un deposito fatiscente, di presunta violazione di segreto di Stato e procurato allarme, informava stamattina le polemiche che questa mission della Commissione d’inchiesta stava partorendo: “Scontro totale con il ministro della difesa: vietato l’accesso della stampa anche nella scuola della Marina. La commissione abbandona il plesso militare e si sposta nel comune di La Maddalena per le audizioni”.


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