Saviano contro Salvini per la maglia della Polizia: quando si guarda il dito e non la luna?




 

SALVINIdi Cinzia Marchegiani

Il Ferragosto di Matteo Salvini finisce sulla bacheca di Roberto Saviano, ma non solo. La maglia della polizia indossata a Ponte di Legno diventa un motivo di forte critica nei confronti del segretario federale della Lega Nord.

Matteo Salvini si toglie qualche sassolino, e lo fa con un video che rimanda a chi lo accusa di promuovere libertà di tortura della polizia,  di strumentalizzare problemi pesanti che  stanno fagocitando la quotidianità degli italiani, invero una fotografia di una società “attrice”, che promuove solidarietà e accoglienza, solo quando non va a ledere i confini della propria casa o delle vacanze,  sia mai che si intromettano nella loro vita reale.

Tutto è un reality show? 

Da una parte c’è Salvini, che non dimentica mai un giorno di documentare cosa siano diventate le città della falsa accoglienza, una verità che per i toni, per il modo dà fastidio a chi cerca di smorzare fatti di cronaca, gli attriti di una società che è completamente cambiata, ma spesso ci si dimentica che mettere troppi veli alla verità, si rischia di ottenere l’effetto contrario.

Ma in Italia la verità non ha mai un faro, piuttosto personaggi politici e “non” che hanno individuato sacche consistenti di seguaci che promuovono pro e contro verso un’idea, un diritto, una persona. Non si riesce mai a trovare un terreno di confronto, come se tutto ciò che si sta vivendo viene visto semplicemente e solo come bianco o come nero. Nessun punto in comune, nessuna riflessione, nessun confronto può essere intavolato, gli altri sono intellettuali, chic, o taluni sono cafoni, buzzurri e pleonastici, con un elettorato ignorante. Eppure basta leggere i commenti delle varie bacheche che ci si rende conto che le persone reali denunciano problemi mai ascoltati, anzi spesso vengono ridicolizzati alimentando altra rabbia.

Non ci sono più diritti, lavoro, tutele, tutto è stato divorato con una strategia machiavellica e le persone sono davvero stanche. Ed ecco che va in scena la critica, quella che alimenta commenti, scontri…ma mai un confronto concreto.

QUERELLE SULLA FORMA, I POLIZIOTTI DIMENTICATI

Roberto-SavianoRoberto Saviano dal suo Facebook accusa Salvini: “Vedere politici italiani in divisa fa sempre ridere. Sembrano bambini che si vestono da Zorro per Carnevale. Questa volta a provare a diventare Zorro è Salvini, che indossa una maglietta della Polizia con le mostrine. Non essendo un poliziotto, a indossare una maglia con le mostrine commette reato, ma al di là di questo, promette ‘mano libera a poliziotti e carabinieri’. Quel ‘mano libera’ significa insinuare che sarà tollerato andare ‘oltre la legge’, che ci sarà diritto alla tortura e copertura di ogni abuso e ogni violenza. Qualsiasi poliziotto onesto proverebbe vergogna per questa insinuazione. Il disperato Salvini alla ricerca di voti rovista negli istinti più bassi e nelle sacche disperate d’ignoranza dove si crede che un poliziotto violento e con un potere incontrollato sia maggiormente in grado di tenere ordine e ottenere giustizia. Nulla di più ingenuo e sbagliato. Poliziotti violenti generano corruzione, disordine e allontanano ogni possibilità di giustizia“.




Matteo Salvini risponde con poche parole scritte, il resto lo lascia in un messaggio video: “Mi fanno sorridere gli insulti di Roberto Saviano. Sulla sua pagina FB scrive che io vorrei un’Italia dove ci siano libertà di TORTURA, di abuso e di violenza, scrive che la Lega prende voti ‘nelle sacche disperate di ignoranza’ e che io commetto un reato, scrive che ‘poliziotti violenti’ generano corruzione e disordine. Fra le guardie e i ladri, io sto con le guardie. Saluti al ricco scrittore, scortato da tanti pazienti Poliziotti“.

SPESSO SI GUARDA IL DITO E NON LA LUNA?

UGL e LES (Libertà e Sicurezza) smorzano le polemiche su Salvini, un po’ come dire “si guarda il dito e non la luna”, poiché Salvini farebbe emergere le criticità e le difficoltà che gli agenti di polizia  stanno sostenendo nelle loro attività quotidiane, tra tagli, mancanza di attrezzature, munizioni, etc.

CLAUDIO-BIANCOLILLO1Claudio Biancolillo, segretario regionale del sindacato di Polizia “LeS” (Libertà e Sicurezza) la nuova voce dell’UGL nella Polizia di Stato interviene ad Agenparl:La circostanza che Matteo Salvini abbia indossato la polo della divisa estiva della Polizia di Stato e le conseguenti discussioni sorte in merito, mi offrono la possibilità di evidenziare come spesso si ignori la gravità di situazioni con le quali uomini e donne della Polizia di Stato siano costretti a convivere, ormai quotidianamente. I problemi  sono altri e ben più gravi. Partiamo proprio dal vestiario, partiamo proprio da quella polo, partiamo dalla nuova divisa operativa. Una divisa che avrebbero dovuto indossare tutti i colleghi impiegati in servizi operativi e che, invece, è stata distribuita solo ad alcuni. È per questo – spiega il sindacalista – che vi capita di vedere pattuglie composte da un collega che indossa la polo e da un collega che indossa la camicia a maniche corte. Un problema grave sia perché crea confusione nei cittadini, spesso ‘confusi’ nel cercare di comprendere che si tratti di poliziotti o no, sia perché manifesta la poca attenzione nei confronti degli approvvigionamenti”. Biancolillo incalza e aggiunge: “I problemi veri sono quelli che riguardano il vestiario, i mezzi in dotazione, armi e munizioni, giubbotti antiproiettile, addestramento, aggiornamento professionale, condizioni lavorative, condizione dei luoghi di lavoro, vacanza contrattuale e, soprattutto, stress da lavoro. Quello stress – evidenzia Biancolillo – che potrebbe essere proprio una delle cause che ha provocato, qualche giorno fa, la morte di un collega del Reparto Mobile di Genova. Ed è proprio questo che mi fa rabbia. Perché, oggi, chi fa polemica su Matteo Salvini, sembra aver dimenticato quelle che sono le nostre reali problematiche. Quelle problematiche sulle quali bisogna intervenire con urgenza”.

L’Italia sta morendo, non solo economicamente, ma per mancanza di forza, vitalità e onestà intellettuale, quella che orgogliosamente è solo di appartenenza di una frangia, quando l’altra ne chiede la paternità.


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