Toscana. Vaccini, caos esclusione bambini nidi e materna, ma non solo. Il C.Li.Va. scrive al Presidente Rossi




 

di Cinzia Marchegiani

Regione Toscana – Manca poco al suono della campanella che a settembre darà inizio ad un controverso sistema di iscrizione e di conseguenza accesso ai nidi e alle materne per i bambini da 0 a 6 anni non in regola con i vaccini resi obbligatori con la conversione in legge del decreto legge 73 del 7 Giugno 2017, recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”.

Ed è già caos.

La Legge Vaccini impone obbligatori ben 10 vaccini (prima solo quattro) soprattutto alle nuove generazione partendo dai bimbi nati dal 2017 per malattie che come la varicella non hanno mai posto problematiche, pena l’esclusione al nido alla materna e sanzioni solo economiche per i genitori che hanno figli che frequentano la scuola dell’obbligo.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha inviato lo scorso 17 agosto 2017 alle scuole la circolare che contiene le prime indicazioni operative per l’attuazione del decreto-legge n.73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge n. 119 del 31 luglio 2017, in materia di prevenzione vaccinale. La stessa circolare si apre con una premessa sulla legge e sulle sue finalità e prosegue con le indicazioni per le istituzioni scolastiche, a partire da quelle per la gestione della fase transitoria prevista per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019. (1)

Il C.Li.Va. – Comitato per la Libertà di Scelta Vaccinale – Toscana – che conta 1600 genitori ha ritenuto indispensabile affrontare la difficile gestione che si sta delineando anche grazie alle stesse circolari che sono state inviate alle scuole e chiede un incontro urgente con il Governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Lo stesso C.Li.Va. farà emergere molti vuoti legislativi, questa è la loro lettera:

Gentile Presidente Rossi,

le scriviamo per portare nuovamente alla sua attenzione lo spinoso tema del diritto alla libertà di scelta terapeutica e all’inclusione scolastica per tutti i bambini toscani. Un tema che come genitori, può ben immaginare, ci angoscia e ci tiene costantemente impegnati e concentrati ormai da mesi.

Le chiediamo la disponibilità per un incontro, per poterle esprimere di persona le considerazioni e le proposte che per il momento sintetizziamo qui di seguito.

L’approvazione definitiva della Legge 119 del 31/07/2017 ci vedrà tornare ancora in Regione Toscana – dopo i moltissimi colloqui avuti con i Consiglieri questa primavera, le audizioni in Commissione Sanità, le manifestazioni, le fiaccolate in tutte le città toscane in questa calda estate –  con ancora maggiore determinazione e consapevolezza, per difendere i diritti dei nostri figli, di fronte a quelle che dal nostro punto di vista rappresentano gravi lesioni di troppi diritti e principi fondamentali, quali:

–     la libertà di scelta terapeutica,

–     il diritto all’educazione,

–     il diritto alla non discriminazione delle minoranze.

Sono i temi e le azioni su cui oggi chiediamo un serio e concreto impegno da parte della Regione, nell’ambito e nei limiti della propria autonomia, cercando di assicurare almeno ai bambini toscani, alcuni di quei diritti che il DL Lorenzin ha voluto toglierci.

Come tutti ormai sappiamo, molte delle vaccinazioni richieste dal DL non hanno nessun effetto di immunizzazione collettiva o non rispondono a particolari rischi sanitari collettivi (l’unico motivo che potrebbe legittimare un trattamento sanitario collettivo imposto per legge). Infatti:

  • il tetano non è contagioso;
  • per l’epatite B non abbiamo casi di trasmissione a scuola (inoltre, paradossalmente, i bambini malati possono andare a scuola mentre i non vaccinati no);
  • il vaccino per difterite e pertosse non protegge dalla trasmissione del germe tra le persone;
  • morbillo, parotite, rosolia e varicella sono vaccini a virus vivi attenuati per i quali dopo la vaccinazione si può essere contagiosi (i neo-vaccinati vanno a scuola, mentre i sani non vaccinati no?);
  • sui meningococchi non sono note evidenze scientifiche che consentano di ipotizzare un effetto gregge, data la rarità della malattia e la contagiosità non stimabile (scientificamente non si può calcolare la soglia dell’effetto gregge, è un farmaco di protezione individuale).

Viste le conoscenze scientifiche disponibili in materia, non ci sono evidenze che giustifichino la scelta politica dell’esclusione da scuola dei bambini 0-6 anni che seguano calendari vaccinali differenti da quello raccomandato e che fin’ora non hanno arrecato nessun danno ai loro compagni; pertanto, quali diritti inalienabili,

CHIEDIAMO

– che nessun bambino già inserito nel percorso 0-6 venga improvvisamente escluso dalla frequenza, onde evitare effetti retroattivi della legge, che certamente produrrebbe incalcolabili traumi a quei bimbi che fossero obbligati a lasciare i compagni e gli educatori senza motivo di pericolo sanitario alcuno;




– che in assoluto nessuna famiglia venga discriminata e ghettizzata attraverso il divieto di accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia, primi tasselli fondamentali, insostituibili e propedeutici per un percorso di crescita armonioso e integrato verso il mondo della “scuola dei grandi”. Ribadiamo, in assenza di alcun rischio e pericolo per la salute pubblica.

– che la Regione metta in pratica con la serietà dovuta tutti i buoni propositi sbandierati con la recente riforma della “Buona Scuola”: quali il diritto allo studio, la lotta alle disuguaglianze e alla dispersione, la continuità didattica.. che in un colpo solo verrebbero ignorati con l’applicazione della L.119, che esclude migliaia di bambini da percorsi formativi fondamentali senza reali motivazioni sanitarie e crea disparità irragionevoli tra famiglie.

Inoltre, stante la piena autonomia delle Regioni in ordine alle sanzioni (richiamata dallo stesso DL) vi invitiamo a disapplicare completamente la norma in questione, evitando qualsiasi tipo di sanzione per le famiglie che in coscienza, assunte tutte le informazioni del caso, abbiano comunque deciso di non procedere con le vaccinazioni dei propri figli (in linea con quanto già previsto a suo tempo egregiamente dalla Regione con la delibera n.369/2006, nella vigenza delle 4 precedenti vaccinazioni obbligatorie, in una situazione epidemiologica che oltretutto dal 2006 ad oggi non è minimamente variata) o comunque a limitare l’applicazione della sanzione alla misura minima prevista dalla legge (ovvero € 100,00).

Riterremmo inoltre doveroso (stante l’introduzione della obbligatorietà) che con Legge Regionale si andassero a disciplinare espressamente anche:

  • lesenzione dai ticket sanitari per le analisi pre-vaccinali di ricerca di titoli anticorpali (in applicazione del D.Lgs. 124/1998, art. 1 comma 4, lett. b), che esenterebbero il minore dal dover ricevere una vaccinazione inutile rischiando fenomeni di iperimmunizzazione, nonché i test allergologici o altri esami pre-vaccinali che possano concorrere ad escludere rischi di reazioni avverse;

 

  • la piena attuazione, in tutte le comunità scolastiche, delle raccomandazioni e precauzioni riportate nelle schede tecniche dei vaccini con virus vivi attenuati, al fine di attuare una concreta tutela dei soggetti immunodepressi; ovvero il divieto di accesso ai locali scolastici a tutti i soggetti (alunni, insegnanti, operatori, fornitori, accompagnatori) sottoposti a vaccinazione MPR-V, per le 6 settimane successive all’inoculazione al fine di evitare la possibilità di trasmissione dei virus ai non vaccinati.

 

  • la corretta applicazione delle norme contenute nella L.n 210/1992, nonché del comma 13, Art.1 della L. n.238 del 25 Luglio 1997 che reca “Alla presente legge sarà data la massima pubblicità a cura degli assessorati alla sanità delle regioni e delle province autonome tramite affissione di copia della medesima presso ogni ufficio delle prefetture e delle aziende unita’ sanitarie locali competente in materia di invalidi civili, presso ogni caserma militare, presso gli uffici delle aziende unità sanitarie locali competenti in materia di vaccinazioni, presso tutti i consolati all’estero della Repubblica italiana, presso tutti i reparti degli ospedali e delle case di cura private, nonché nei locali adibiti al servizio trasfusionale. Essa sarà altresì pubblicata nel Bollettino ufficiale del Ministero della sanità.”

In conclusione, certi del fatto che ne sia comunque già a conoscenza, ci teniamo a portare alla Sua attenzione, la posizione presa in merito alla Legge, da alcune Regioni italiane, quali:

il Veneto, che ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale per l’illegittimità del DL ed ha annunciato che non applicherà le norme previste per l’esclusione dai percorsi formativi;

la Liguria, che ha dichiarato che nessun bambino verrà escluso dal percorso 0-6, predisponendo per i suoi cittadini la modulistica che permetterà ai bambini stessi di accedere a scuola;

la Lombardia, che ha recentemente affermato che seguirà l’esempio ligure per promuovere la corretta informazione prima di tutto.

Riterremmo che, con gli accorgimenti di cui sopra, la nostra Regione potrebbe distinguersi per senso civico e rispetto del principio di precauzione e di salute, pur sempre nell’ambito dell’obbligatorietà imposta.

Presidente Rossi, la ringraziamo per l’attenzione e confidiamo nell’opportunità di poterla incontrare presto per un confronto ed un ulteriore approfondimento su questi temi.

 

Confidando in un Suo positivo riscontro.

Distinti saluti

per i 1600 genitori del C.Li.Va.

Comitato per la Libertà di Scelta Vaccinale – Toscana

vacciniliberascelta@gmail.com

 

Fonte

(1) Vaccini, inviata alle scuole la circolare operativa con procedure e scadenze, legge QUI

 

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