“Ulisse” snobba Amatrice? La rabbia di Pirozzi: “Caro Alberto Angela, indossa gli scarponi e vieni a trovarci”




 

di Cinzia Marchegiani

Amatrice (Rieti) –  La trasmissione Ulisse con il suo reportage sul terremoto e il patrimonio delle le chiese sembra proprio aver snobbato Amatrice.

Una dimenticanza? Tanto è bastato però per aver destato il malcontento di Sergio Pirozzi, Sindaco di questo Comune ferocemente colpito dal terremoto del 2016. Pirozzi ha voluto rendere pubblica la lettera che ha inviato ad Alberto Angela e alla redazione stessa di Ulisse.

Con la lettera Pirozzi invita Alberto Angela ad Amatrice, “La città delle cento chiese”, ma c’è già chi ironizza sulla pagina del Sindaco: “Caro Pirozzi….preparati mentalmente al fatto che hanno usato il vs. Palcoscenico di dolore fin quando serviva a fare passerella e siccome la rinascita di zone terremotate non porta voti e popolarità nell’immediato sarete abbandonati al vs. destino. ….Forse la mia è una visione troppo pessimistica non so ma mi sembra di rivedere i comportamenti tenuti per L’Aquila

“CARO ALBERTO ANGELA, INDOSSA GLI SCARPONI E VIENI A SCOPRIRCI”




Caro Alberto,
ho visto il tuo speciale dedicato alle meraviglie recuperate dalle chiese che hanno subito i terremoti degli ultimi mesi e con un misto di stupore e rabbia ho notato che non è stato fatto alcun passaggio su Amatrice, su Accumoli, su Arquata del Tronto. Ne sono rimasto sconcertato, visto l’immenso patrimonio artistico, storico, culturale, sociale, tradizionale che abbiamo in gran parte perduto. Non è semplicemente una questione di tutela, cura, amore dei nostri beni. Si tratta dei simboli di una comunità ferita. Sono le bandiere che non sono state ammainate nonostante i quattro sismi che ci hanno portato via le nostre sorelle, i nostri fratelli, i nostri genitori. I nostri figli. Ma non il nostro spirito, forgiato come acciaio dalle asperità delle nostre montagne.
Forse non sai che il nostro territorio – Amatrice è una cittadina di poco più di 2000 abitanti, 69 frazioni, esteso 174 kmq – possedeva oltre cento chiese, la maggior parte delle quali di epoca medievale e rinascimentale, ricche di affreschi e opere d’arte.
Forse non sai che la Città dell’Amatrice ottenne il diritto di battere moneta, ai tempi delle guerre tra Angioini e Aragonesi. Forse non sai che questa terra ha partorito personaggi del calibro di Cola Filotesio, il nostro “Cola dell’Amatrice”. Vittorio Sgarbi si è immediatamente occupato di questi temi, definendo Amatrice, insieme ad Arquata e Accumoli, “centri essenziali per l’arte italiana. Per il Medioevo e il Rinascimento”. Sottolineando che “non dovranno restare rovine abbandonate”.
Forse non sai della bella Chiesa di Santa Maria della Misericordia o di San Francesco ad Accumoli, dove pare che addirittura il Patrono d’Italia si sia recato intorno al 1215, e dove si recò anche San Bernardino da Siena, nel corso del suo pellegrinaggio nella Valle del Tronto.
Forse non conosci le meravigliose chiese della Santissima Annunziata di Arquata, col suo portale di arenaria e gli altari: il suo Crocifisso ligneo del XIII secolo è considerato il più antico delle Marche; e la sua chiesa di San Francesco conserva una copia della Sindone e tanti tesori inestimabili appartenenti ai secoli XVI e XVII.
Ma tante, tantissime sono le meraviglie spesso sconosciute di questo nostro territorio, e forse non sai quanto coraggio ha dimostrato la gente di questa terra, difendendo (spesso da sola) i suoi tesori dai danni del tempo e pure degli uomini.
Forse non sai del lavoro svolto dal Nucleo Tutela dei Carabinieri dalle nostre parti, del personale del Ministero per i beni culturali, dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri della nostra Forestale e delle persone incaricate dal Sindaco di vigilare sulle operazioni di recupero e di tutela di tutti questi tesori.
Forse non sai di quanta gente si è sporcata le mani, con fatica, con gli scarponi ai piedi, per Amatrice. Per salvare i beni contenuti dentro le nostre chiese.
Ecco, è stato commovente e appassionante il tuo speciale, ci siamo commossi tutti nel corso del tuo servizio, perché in quelle immagini e nelle tue parole, abbiamo ritrovato anche la nostra storia. Ma avremmo voluto vedere anche gli affreschi del nostro Santuario dell’Icona Passatora, o quelli della nostra Patrona, Santa Maria di Filetta. Avremmo avuto piacere di vedere le immagini della nostra chiesa di Sant’Agostino, della nostra basilica di San Francesco, della nostra chiesa del Purgatorio che, nonostante le tante scosse e la devastazione che ci circonda, ancora conserva un Fedri originale del 1777.
Però crediamo che tu sia ancora in tempo. Tra le nostre montagne, sotto il nostro cielo, ti accompagneremmo volentieri. E chiesa dopo chiesa, ti mostreremmo quanti tesori possiede la nostra terra, conservati oggi al deposito di Cittaducale.
Caro Alberto, aspettiamo di riceverti, presto, con le tue telecamere e la tua troupe di Ulisse. Perché i nostri tesori probabilmente non li conosce nessuno, e vuoi mettere… “il piacere della scoperta”?

Con l’auspicio di vederti presto ad Amatrice ti saluto, Alberto.
Ho un paio di scarponi pronti anche per te.

Sergio Pirozzi, si firma “Sindaco di Amatrice, Città delle cento chiese”


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