VACCINO MPR E REAZIONI AVVERSE: LA STORIA DRAMMATICA DEL PICCOLO NICOLA




 

Nicola è un bambino di cinque anni e mezzo. È nato a novembre 2010. Sano come un pesce. Il suo indice Apgar era 10 su 10. L’indice di Apgar (dal nome dell’anestesista statunitense che lo introdusse negli anni 50, Virginie Apgar) consiste nel risultato di una serie di test effettuati di routine al bambino appena nato per valutare la vitalità e l’efficienza delle funzioni primarie dell’organismo.

A due mesi, come da protocollo, Nicola viene sottoposto al primo vaccino esavalente + meningococco.

Poi tre richiami; due mesi, quattro mesi e un anno. Ed è proprio ad un anno di età che quest’ultimo vaccino MPR (Morbillo, Parotite e Rosolia) scatena importanti reazioni.

Federica, la mamma di Nicola, ci racconta la sua storia.

Federica, com’era Nicola nei primi mesi di vita?

Fino a tredici mesi Nicola era un bambino che cresceva regolarmente sia fisicamente che a livello cognitivo, imparava vocaboli in modo rapido, giocava, era un bambino interessato.

Quando avete cominciato a vedere i primi cambiamenti nel comportamento di Nicola?

Già dalla prima somministrazione vaccinale, Nicola ha cominciato ad evidenziare problemi gastrointestinali (vomito a getto). La pediatra ci diceva di non preoccuparci attribuendo la cosa ai classici rigurgiti infantili.

In realtà Nicola vomitava in maniera importante, ma passato il sintomo tornava ad essere un bambino normale. Con un po’ di ingenuità ci siamo affidati a ciò che diceva la pediatra e siamo andati avanti. Abbiamo continuato a vaccinarlo seguendo le scadenze, anche se oggi sappiamo che queste vaccinazioni avrebbero dovuto essere posticipate o eliminate temporaneamente. Ma non avendo le giuste cognizioni e affidandoci al medico abbiamo continuato con le vaccinazioni. Tanto più che Nicola non aveva febbre e la ASL continuava ad invitarci a vaccinare il bambino.

Come sono peggiorati i disturbi di Nicola?

A distanza di mesi, Nicola, continuava ad avere questi disturbi.

Le prime avvisaglie del comportamento anomalo lo abbiamo avuto in seguito al vaccino MPR a tredici mesi. In seguito a questo vaccino i disturbi gastrointestinali si intensificarono.

A ventidue mesi Nicola ha avuto una regressione repentina psicomotoria e del linguaggio.

Come si comportava Nicola?

Aveva smesso di interagire sia verbalmente che fisicamente. Non cercava la comunicazione se non per i bisogni primari. Intanto era nato il fratellino di Nicola e la concomitanza dei fatti ci aveva spinto a pensare che fosse una “regressione” data dalla nascita del fratello.

Anche la pediatra attribuiva ai comportamenti di Nicola “una gelosia” data dal nuovo arrivato.

I medici quando parlano di reazioni avverse si riferiscono a reazioni immediate. Dopo quanto tempo Nicola ha cominciato a stare male davvero?

Abbiamo saputo che il nesso temporale fra la vaccinazione e la reazione avversa è determinate per identificare le eventuali reazioni, quindi, all’inizio non abbiamo attribuito lo strano comportamento di Nicola al vaccino, visto era passato del tempo. In realtà abbiamo scoperto, in un secondo momento, che le reazioni ai vaccini possono avvenire anche a distanza di mesi.

Quando avete collegato i problemi di Nicola al vaccino?

Nicola a due anni e tre mesi rifiutava il cibo. Beveva solo latte vaccino ed era come se fosse un bambino spento. A quel punto ci siamo preoccupati notevolmente. Non poteva essere una reazione alla nascita del fratellino.

A due anni e mezzo abbiamo ipotizzato il danno da vaccino.

A chi vi siete rivolti?

Ci siamo recati all’ospedale pediatrico della nostra città (Gorizia) per via dei disturbi intestinali di Nicola, peggiorati notevolmente.

La dottoressa, visitandolo, ci ha detto che si trattava di gastroenterite ma ha aggiunto che secondo lei il bambino aveva un disturbo del comportamento. Non rispondeva alle richieste, alle domande facili per la sua età, mancava il contatto oculare, era assente.

Ci è caduto il mondo addosso.

Così siamo andati all’Ospedale Infantile Burlo di Trieste, reparto di neuropsichiatria, ma la lista d’attesa era lunga mesi.

Allora ci siamo rivolti ad una nostra amica che lavora a Gorizia in un centro per bambini con lo spettro autistico. Ha preso subito in carico Nicola e ha fissato un appuntamento con un neuropsichiatra infantile che qualche giorno dopo ha visitato nostro figlio diagnosticando la sindrome autistica. La diagnosi ufficiale però la poteva fare solo l’ospedale, così siamo tornati al Burlo per una serie di test per la valutazione dello sviluppo psicomotorio di Nicola e dopo un primo colloquio conoscitivo hanno sottoposto Nicola ad alcuni test e anche qui hanno valutato nostro figlio come bambino autistico con una diagnosi ufficiale. Era ottobre 2013.

Come avete proceduto?

Siamo stati mandati alla commissione Inps per la procedura di invalidità. Abbiamo chiesto l’educatrice a casa per la scuola materna e l’indennità di frequenza.

Nonostante fosse stata riconosciuta la gravità della situazione e la sicura diagnosi, a Nicola, è stata data solo la pensione minima.

Avete cominciato delle terapie?

La terapia che hanno proposto per Nicola prevedeva una collaborazione in tutti gli ambiti. Familiare, scolastico e nelle strutture sanitarie. Il problema fondamentale era soprattutto per la famiglia. Non essendo previsto nessun supporto esterno, in casa le cose si complicavano notevolmente.

Come avete avuto la certezza del danno da vaccino?

A tre mesi dalla diagnosi proseguendo con le terapie scopriamo Comilva e veniamo a conoscenza del Dr. Eugenio Serravalle specializzato in danni da vaccino.

Era Gennaio 2014. Abbiamo portato Nicola dal Dr. Serravalle che dopo una visita accuratissima e vari esami, valutando il problema persistente gastrointestinale di Nicola, ci consiglia di eliminare dalla sua dieta glutine e caseina.

Qui la svolta.

Dopo un mese, semplicemente levando questi due ingredienti, Nicola ricomincia a parlare.




Avete fatto degli esami particolari?

Si. Il Dr. Serravalle ci ha prescritto due esami: peptidi oppioidi per rilevare nelle urine le sostanze oppiacee e Mineralogramma tramite esame del capello per rilevare l’intossicazione dai metalli pesanti. Nostro figlio era positivo all’alluminio, al piombo e al mercurio.

Abbiamo, così, cominciato delle cure omeopatiche disintossicanti.

L’organismo di Nicola rispondeva bene alla disintossicazione e cominciava a acquisire le competenze perdute.

Avete una relazione ufficiale che indica il disturbo di Nicola causato dal vaccino?

Abbiamo una relazione del Dottor Serravalle che non rileva segni, sintomi e altri elementi che possano collegare la patologia di Nicola all’epoca precedente la somministrazione dei vaccini. Si legge: “Dall’anamnesi si evince chiaramente che il danno si è instaurato nei primi mesi di vita e si è palesato con la crescita del bimbo. Si è verificata una forma di sindrome autistica regressiva non presente nei primi mesi di vita. In Nicola è evidente un parziale deficit immunitario che ha portato ad anomala reazione ai vaccini somministrati”

Quali sono state le cause di questo danno?

In questo percorso terapeutico abbiamo cercato di individuarle. Il Dr. Serravalle ci ha illuminati sul fatto che i disturbi gastrointestinale erano collegati con i disturbi neurologici.

E qui entra in campo la CEASE Therapy.

Abbiamo cominciato questo percorso molto dispendioso e difficoltoso ma ci era stata consigliata questa cura come unica per riavere indietro nostro figlio.

La terapia è stata chiamata CEASE che letteralmente significa: Completa Eliminazione delle Espressioni dello Spettro Autistico (ndr traduzione letterale).Questa terapia è il risultato ottenuto dopo aver curato negli ultimi tre anni oltre trecento bambini e adulti affetti da autismo. Passo dopo passo tutti i fattori considerati cause dell’autismo (vaccini, medicine somministrate regolarmente, esposizione ad ambienti tossici, conseguenze di malattie) vengono resi a-tossici (metodo di disintossicazione). Questo è possibile grazie all’utilizzo”di medicine omeopatiche i cui principi attivi derivano dalle sostanze che hanno provocato l’autismo. Tali sostanze vengono diluite, o potenziate. Al momento utilizziamo i seguenti dosaggi 30 C, 200C, 1M e 10M di “potenziali” per pulire il  campo di energia del paziente da tutte le tracce che hanno lasciato le sostanze tossiche, e le  malattie.  (1)

Quali effetti ha avuto la CEASE Therapy su Nicola??

Praticamente è una cura disintossicante.

Nella fase di disintossicazione si vede se l’organismo reagisce.  La reazione può essere sia comportamentale che fisica (con febbre ad esempio).

Noi abbiamo cominciato con l’antidoto del paracetamolo. Fin da subito nostro figlio ha avuto una reazione fisica. Poi siamo passati all’antidoto del trivalente MPR per nove mesi. La cura prevede delle regressioni e Nicola ha perso nuovamente il linguaggio, ma l’intervento precoce dà i risultati migliori e la prospettiva è quella della guarigione, nostro figlio potrà essere un bambino come tutti gli altri.

Come sta ora Nicola?

Dalla diagnosi sono passati tre anni e Nicola purtroppo ha smesso di parlare da qualche mese, ma comunica con altri mezzi. Cammina, mangia e svolge le sue attività di gioco, è curioso e interessato. Continua la CEASE Therapy, ma senza l’antidoto (che può dare regressioni ad esempio il linguaggio), e si cura con l’omeopatia.

Quanto costa il problema di Nicola?

Paghiamo tutto. Avendo scelto di affidarci a medici privati e all’omeopatia non ci è rimborsato nulla.

 Avete fatto causa?

Si. Abbiamo fatto causa allo Stato perché esiste una legge 210 del 1992 per risarcire le persone danneggiate da vaccini o trasfusione: “Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni”.

L’articolo 1 specifica che “Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge” (2)

Federica Santi è una scrittrice. Il suo ultimo libro “Non vivo in una bolla” racconta la storia della sua famiglia, una famiglia danneggiata.

Una famiglia unita, ma colpita dal danno da vaccino che ha comportato cambiamenti enormi all’interno della vita dei suoi componenti. Federica ha trovato il coraggio di scrivere questa storia perché non esiste un libro che parla delle famiglie dei danneggiati. E le famiglie spesso non hanno voce in capitolo, non vengono ascoltate. Solo chi vive l’autismo come ospite indesiderato può capire davvero quanto è difficile e drammaticamente in salita questo percorso.

La collaborazione della famiglia per affrontare la cura è fondamentale. È la famiglia che, anche se disastrata dal dolore, anche se provata nella sua dignità,affronta la vita quotidianamente. Dopo la prima fase di domande e depressione e stati emotivi altalenanti Federica e la sua famiglia si sono ritrovati a dover vivere situazioni che richiedevano forza emotiva e fisica. E ce la stanno mettendo tutta. Il libro non solo è d’aiuto per  tutte le persone che vivono la stessa situazione, ma è d’aiuto a Nicola, perché i proventi delle vendite servono per le sue cure.

di Alessandra Aureli

(1) fonte: http://italia.cease-therapy.com/

(2) Fonte:  http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1556_allegato.pdf


© Riproduzione riservata





You must be logged in to post a comment Login