Video Denuncia. #RomaBrucia, roghi tossici in periferia. I comitati chiedono stato di emergenza




 

di Mario Galli

Da fine giugno imperversano a Roma una serie di roghi di carattere straordinario. Da Ponte di Nona a Torre Spaccata, da Casal Lumbroso a Castel Fusano, da Centocelle a To Sapienza, i comitati di quartiere chiedono a gran voce lo stato di emergenza per i roghi che in questi mesi hanno messo a “ferro e fuoco” la periferia della Capitale (e non solo, se si considerano i numerosi roghi che stanno devastando la Provincia).

NON SOLO ROGHI, I TERRENI CHE BRUCIANO SEMBREREBBERO PIENI DI SVERSAMENTI SOTTERRANEI DI RIFIUTI

Sono stati i comitati di Ponte di Nona, Colle degli Abeti e Centocelle a chiedere a gran voce al prefetto Basilone, al sindaco Raggi un intervento concreto. Soprattutto per le gravi conseguenze che, specialmente a Ponte di Nona e Villaggio Prenestino, hanno avuto e stanno avendo i roghi: gran parte dei terreni andati a fuoco sembrerebbero pieni di sversamenti sotterranei di rifuti che, nei giorni successivi, hanno esalato (e stanno esalando) odori nuaseabondi di plastica bruciata.

 

 

 

In data 20 Giugno, ho inviato una PEC all’ufficio di gabinetto del sindaco Virginia Raggi. Nella missiva, un esposto sulla grave situazione dei roghi tossici nella zona di Roma est.

Gent.ssimo Sindaco di Roma,

mi chiamo Mario Galli e sono un cittadino residente nel quartiere di Colle degli Abeti. Collaboro con la testata www.FreedomPress.cc.

Un grosso incendio è divampato in serata nel quartiere
. A fuoco sono andati alcuni rifiuti accumulati in una discarica a cielo aperto in via Puglisi e in pochi minuti, alimentate dal vento, le fiamme hanno preso piede. Nel cielo si è levata una densa nube di fumo nero che ha avvolto i quartieri del quadrante Est: Ponte di Nona e Villaggio Prenestino fino a Lunghezza e Castelverde.

I residenti sono molto preoccupati e sui social è stato lanciato l’allarme della possibile presenza di lastre di eternit nella discarica, più volte segnalata dai cittadini e dai comitati di quartiere, dove sono presenti numerosi scarti di lavorazione edile. Allertati da decine di chiamate dei residenti, che hanno chiuso le finestre delle proprie abitazioni, sono arrivati sul posto i vigili del fuoco.

Questo l’antefatto, poi la lettera prosegue.

Non le nascondo che anche il sottoscritto si è preoccupato, ma fino ad ora non Le ho mai scritto perché avevo fiducia nel suo operato ed in quello della sua squadra di governo. Ma ad oggi, a seguito dell’ennesimo rogo, mi sento in dovere di segnalarle quanto segue.

Nel ricordarle il pericolo per l’igiene pubblica di cui IL SINDACO è IL PRIMO RESPONSABILE, o almeno dovrebbe esserlo, in quanto autorità sanitaria locale, mi preme rammentarle che, in questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D. Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

Mi piacerebbe conoscere, a questo punto, il suo operato in quanto Sindaco di Roma, circa l’urgente necessità di misure straordinarie ed indifferibili atte a garantire la tutela dell’igiene pubblica.

Le faccio presente che particolarmente a rischio può essere la salute dei più piccoli, sia in età pediatrica e pediatrico-adolescenziale, sia nel periodo prenatale. Da avvocato e donna, non pensa di dover garantire alle donne in gravidanza un ambiente sicuro, secondo le più recenti raccomandazioni?

Non si sente responsabile, almeno indirettamente, di eventuali danni fisici a chi ha inalato (e continua ad inalare costantemente) sostanze di questo tipo?

Per dovere, mi sento di inviare la presente a tutte le Ill.me Autorità in indirizzo, alle quali vorrei chiedere di porre in essere ogni azione utile a tutela della salute e della civile convivenza.

 

Successivamente, in data 10 luglio, inviavo al commissiario europeo per l’ambiente, Karmenu Vella (e ad alcune testate giornlistiche romane ed europee), un esposto circa il grave problema relativo ai roghi tossici della capitale.

Di seguito il testo inviato (in lingua inglese) ed il contatto del commissario europeo.

L’invito per tutti è di inondiare la sua casella di posta.

Each evening, looking out of our terraces, we see the black smoke of fires rising to the sky and scattering in the neighborhood. It is no coincidence to see the streets of nearby neighborhoods of garbage dumps. 




We ask the authorities to intervene and put an end to these toxic fires.

In every neighborhood of  the eastern part of Rome  there are continuous columns of acrid smoke rising almost daily and flooding houses and lungs of so many Romans. They told us all about the reasons why these blazes are generated: illegal waste traffic, abusive disposal of special waste, stolen copper being melted, juvenile arsonists not legally persecutable. The only reality facing so many words and facts is that plastic combustion  produces dioxin, and this organic compound is carcinogenic and has persistent, not easily biodegradable, high toxicity that is particularly accumulable in the food chain. Real poisons that spread in the air we breathe and on crops.

It’s time to say enough! Neighborhood associations and committees moved to every institutional level (town hall, police station, prosecutor’s office, mayor) without anything concrete being done to protect young and old. We ask the authorities to intervene and put an end to the population breathing the result of these toxic fires.

Please help us!

At link there is an interactive map where can be viewed the situation. The map is constantly updated.

COME FARE PER INVIARLA

1) Copiate il testo in inglese per intero

2) Aprite il vostro account di posta elettronica: Gmail, Outlook, Libero, Virgilio, Alice, Email ecc. ecc.

3) Incollate il testo nel corpo del messaggio

4) Nell’oggetto copiate ed incollate questo: Stop toxic fire waste in Rome

5) Nel campo “A:” inserite il destinatario copiando e incollando questo indirizzo:
cab-karmenu-vella-contact@ec.europa.eu

6) INVIATE

Più siamo, più speranza abbiamo che ci ascoltino

LA LOTTA SUI SOCIAL

Sui social network è divampata la lotta ai roghi. Se da un lato molti sono i gruppi su facebook che raccontano quasi quotidianamente la situazione, dall’altro si eleva a gran voce la necessità di un coordinamento unico delle lotte di quartiere.

Si tratta di una situazione, quella del quadrante est di Roma (ma non solo) alquanto tragica. Non passa giorno che, uscendo di casa, ci si imbatta in sterpaglie bruciate, cassonetti stracolmi o, peggio, immondizia bruciata.

Ci dispiace dover evidenziare tutto ciò. Il quartiere di Ponte di Nona e gli altri limitrofi, grazie a tanti volontari ed associazioni, stanno pian piano assumendo una loro ben precisa identità di quartiere (ne abbiamo già parlato) ma purtroppo siamo costretti invece a parlare nuovamente di “terra dei fuochi” alle porte di Roma.

Che qualcuno abbia promesso al sindaco Raggi di mettere a ferro e fuoco la città? Oppure c’è dell’altro?

Nel frattempo ho creato questa mappa interattiva aperta al contributo di tutti.
A cosa serve?
Può servire a mappare i roghi per rendere l’idea della gravità della situazione anche a chi non vive direttamente questo problema, ma che può comunque agire per prevenirlo.

Se riuscissimo ad aggiornarla anche in tempo reale potrebbe diventare utile ai fini del pronto intervento.

PER SAPERE COME FARE AD AGGIORNARLA CLICCA QUI

Certamente non è più procrastinabile un intervento risoluto, forse non risolutivo, ma certamente utile a prevenire altri roghi tossici.

Attendiamo fiduciosi la risposta del Sindaco Raggi e l’intervento delle Autorità adite:

Il 27 giugno l’Assemblea di Roma Capitale ha approvato una mozione per impegnare il Sindaco a “sollecitare il Governo Nazionale e il Prefetto di Roma a predisporre interventi necessari a tutela della salute pubblica”.
Purtroppo anche nei giorni successivi e probabilmente anche mentre pubblicheremo questo articolo, i roghi tossici continuano a danno e discapito della salute di centinaia di migliaia di cittadini.
Salute sulla quale certa politica continua a speculare invece di trovare soluzioni. Ne è dimostrazione il comportamento delle opposizioni in consiglio comunale a Roma.
DALLA BARBUTA A TORRE SPACCATA, IL PROBLEMA DEI CAMPI NOMADI A ROMA
Un altro problema, non certamente collegato, ma contiguo a quello dei roghi è la presenza a Roma di numerosi campi nomadi. Tema su cui, la Comunità Europea ha più volte minacciato di sanzionare il comune di Roma.
Per questo il Sindaco Raggi sta tentando di avviare, anche grazie a stanziamenti europei, una procedura per il superamento dei campi nomadi dai quali, stando alle testimonianze di numerosi comitati e cittadini, spesso si levano fumi tossici.
Ma ogni sforzo sarà vano se non tutte le autorità metteranno in campo quanto di loro competenza: dalla Prefettura alla Regione Lazio, passando per la Comunità Europea.
Sui Facebook, esiste un gruppo chiamato “QUELLI CHE DICONO STOP AI ROGHI TOSSICI” arrivato ormai a circa 1400 membri ed in costante ascesa. Il gruppo non persegue nessun fine politico e si prefigge di fare tutto il necessario per cambiare questo scempio.


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