Dalla Pannella alla brace (mancata)




 

 

di Daniel Prosperi

Piccoli “Pannelli” crescono. Come ogni degno periodo elettorale che si rispetti, escono fuori le plance elettorali. E con loro, le facce di Picasso un po’ stonate che si premurano di risolvere problemi, senza citare nemmeno una soluzione, relegando tutto ad un “ci sta il programma” e sottintendendo “leggetevelo“.

In tutto il marasma e la rincorsa ad una cadrega sicura (altro che Italia Sicura!), quella che non cadrà mai nemmeno se sul terremoto ci si specula mentre si balla, ci sono i geni politici del nostro tempo, quelli dell’emulazione.




Ad esempio, 90 parlamentari che fanno lo sciopero della fame. Facile farlo dopo aver mangiato per sette generazioni di falliti. Una volta lo faceva il grande Marco, l’emblema del rivoluzionario “cortese”.

Pannella è stato antesignano su tante cose per il nostro Paese, un padre fondatore di plusvalori umani. Ed oggi, invece, abbiamo i Pannelli appunto.

Semplici volti rassomiglianti a luoghi oscuri del corpo umano che cercano di ribadire la loro verità con la medesima teatralità grazie alla quale si sono fatti eleggere.

La notizia, quando è stata battuta dai giornali, sembrava fatta da “Lercio”.

Invece no. Tutto per lo ius soli, per un Diritto con meno diritti perché concepita senza alcuna ratio legis. La conquista delle libertà individuali viene ancora messa a dura prova da quattro sciacalli strumentalizzatori delle disgrazie di chi vive sul territorio italiano, di chi già ha accesso alle cure e all’istruzione, sfruttando le loro immagini nitide ad appannaggio di quelle sporche di chi riesce a rendere ideologia la regolamentazione dettata dal buon senso.

L’umanità perde giorno dopo giorno la sua essenza, il suo stesso significato etimologico. E il popolo osserva, in attesa non si sa di cosa. Forse spera che il nostro attuale regime, lo diventi veramente con un uomo solo al comando. Al comando dei potenti, dei poteri “deboli”, delle banche. A riveder il sole!

 

Foto: Opera di Picasso “Ritratto di Nush Éluard”

 

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