Finisce l’incubo. La piccola Emma, sottratta dal padre siriano, riabbraccia mamma Alice dopo 5 lunghi anni





 

Italia – Finisce con un lieto fine una storia di grande paura e dolore per una mamma italiana a cui era stata rapita sua figlia da suo padre, cittadino siriano che aveva deciso di portarla nel suo Paese natale per farla crescere ed educarla in quella nazione.

Il dramma della piccola Emma era emersa grazie ai servizi de “Le iene” che avevano raccontato tutta la storia.  Dopo 5 anni per il grandissimo impegno e professionalità uomini dello Scip, il lieto fine, mamma Alice (Rossini) ha potuto riabbracciare sua figlia.

L’uomo era riuscito ad eludere i controlli di frontiera ed era scappato dall’Italia, nel dicembre del 2011, portando con se la figlia Emma che oggi ha 7 anni.




Gli uomini del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) della Direzione centrale della Polizia criminale dopo un lungo lavoro con le autorità turche, quelle siriane e grazie all’impegno dell’ Ambasciata italiana ad Ankara, hanno preso in consegna, al confine turco-siriano, la piccola; a consegnarla i familiari del padre che, nel frattempo, era stato arrestato in Turchia ed estradato in Italia da un mese.

Nei prossimi giorni la piccola verrà sottoposta ad un prelievo di Dna per confermare l’identità ma nel frattempo Alice Rossini, all’aeroporto di Milano Malpensa, lo scorso 9 marzo 2017 grazie agli uomini della Polizia di Stato ha potuto finalmente metter la parola fine ad un incubo stringendo tra le braccia la piccola Emma.

Sono straordinariamente felice del ritorno di Emma, risultato di un impegno che dura da anni ha dichiarato Gennaro Capoluongo, direttore dello Scip per il quale ci siamo spesi tutti per la soluzione di una dolorosa storia familiare. Dopo l’estradizione in Italia del padre Kharat Mohamed, lo scorso 10 febbraio – ha spiegato Capoluongo – i contatti e l’attività di mediazione sostenuti da noi, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, con le forze di polizia siriane e turche hanno avuto un’accelerazione, essendo stato scongiurato il timore di ritorsioni dirette sulla piccola. Seppure in territorio di guerra, la bambina è stata rintracciata ed al confine turco/siriano è stata presa in consegna dalla Polizia di Stato italiana“.


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