Il leone e la bestemmia del cucciolo gnu





 

 

di Felice Massaro

On.le Ettore Rosato (PD), va tutto bene ma lasci perdere Nilde Iotti. Non giustifichi la legittimità del voto di fiducia lasciando intendere che Nilde Iotti non fosse contraria a tale esercizio.

Nel 1990 Nilde Iotti, presidente della Camera, evidenziò che solo una esplicita modificazione del quarto comma dell’articolo 116 “potrebbe consentire di limitare l’esercizio di quella che, attraverso una consolidata consuetudine, si è affermata come prerogativa del Governo”, ossia la questione di fiducia. In quella circostanza, comunque, venivano approvate leggi elettorali per livelli secondari (comuni, ecc.).




Video: Intervento On. Rosato Discussione del testo Unificato PDL 2352

 

 

Lei, on.le Rosato, avrebbe dovuto dirla tutta per non offuscare, rectius “sporcare”, il riconosciuto impegno di Nilde Iotti volto a una strenua difesa del parlamentarismo pur coniugandolo alla guida imparziale della Camera.

Non avrebbe dovuto ignorare che nel dicembre 1952, quando si stava votando la “legge truffa”, la stessa esplicitò il suo pensiero in merito:
Si è detto giustamente che su una legge elettorale il Governo bene avrebbe fatto se non avesse posto la fiducia, poiché la legge elettorale, dopo la Costituzione della Repubblica, è la più importante e la più delicata ed in essa si esprime più che in ogni altra il regime democratico di una nazione….
Questo è senza dubbio il diritto fondamentale di un’assemblea legislativa come la nostra, quando questo diritto viene violato, come qui è stato violato, noi abbiamo il diritto e il dovere di dubitare della sorte della democrazia nel nostro Paese; noi abbiamo il diritto e il dovere di lottare perché al nostro Paese non si apra un periodo troppo triste e duro”. (Nilde Iotti, 22 dicembre 1952, pag. 3).

Potete leggere l’intervento di Nilde Iotti cliccando    QUI 

La “fiducia” sulla legge elettorale è quindi un ricorso poco onorevole che desta non poche perplessità in una prospettiva costituzionale. Ma non è questo, qui mi preme che Lei rettifichi, onorevole. Restituisca l’onore al leone.

 

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