Palestrina. Paziente dimesso dall’ospedale per bronchite acuta morì a casa. Cittadinanzattiva Lazio: “Commissariare la Asl RM5”





 

Malasanità Lazio

di Cinzia Marchegiani

Palestrina (Roma) – Sanità del Lazio che miete ancora vittime? A lanciare l’allarme e a fare precise accuse è Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato del Lazio.

IL FATTO.  Il 1° giugno 2016 il signor Giovanni, preoccupato per i suoi  sintomi (forti dolori al petto, febbre e una strana tosse) e i suoi cinque bypass cardiaci, si reca al pronto soccorso dell’ospedale Palestrina. Qui gli verrà diagnosticato una bronchite acuta da curare a casa con l’antibiotico prescrittogli. Giovanni morirà poche ore dopo a casa, ischemia acuta. Il dramma affonda le sue radici nel fatto che al signor Giovanni era stato fatto un elettrocardiogramma che fu refertato come anormale, ma il medico di turno non ne avrebbe tenuto conto, nonostante il paziente avesse una storia clinica delicata con i suoi 5 bypass, diverse operazioni subite e i sintomi preoccupanti.

Cittadinanzattiva Lazio è fortemente provata da questa notizia, che pur risalendo al 2016, conferma e dà forza alla denuncia fatta dalla stessa associazione in tempi precedenti, addirittura nel 2015, sulla situazione critica sanitaria di questo territorio.




Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato del Lazio dichiara: “A fronte dell’ultima notizia apparsa ieri ( 3 ottobre 2017, NdR) su Il Messsagero della morte di una persona con problemi cardiaci che si è visto diagnosticare una bronchite è deceduto poi a casa chiediamo il Commissariamento della Asl Rm 5 e invio contestuale ispettori della salute“.
CITTADINANZATTIVA-TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO DEL LAZIO GIA’ NEL 2015 AVEVA ESPOSTO, SENZA ALCUNA PRESA DI COSCIENZA, LA SITUAZIONE CRITICA DI CARENZE STRUTTURALI E DI PERSONALE NEL TERRITORIO
Quanto evidenziato dalla stampa“, ha aggiunto Rosati, “era già stato esposto dalla nostra organizzazione nel 2015, purtroppo senza risultati evidenti. Carenze strutturali e di personale in quel territorio sono inaccettabili, come dimostrano i fatti più che le nostre parole“.

Il caso del signor Giovanni finisce in Procura. La diagnosi errata avrebbe provocato il decesso del paziente. Per gli inquirenti, il medico avrebbe “escluso l’esistenza di un evento ischemico acuto a carico del cuore e omesso di fare eseguire al paziente un controllo specialistico cardiologico e un esame ecocardiografico“. Per l’accusa, il medico avrebbe indotto il malato a “sottovalutare il rischio, rifiutare l’attesa per la ripetizione degli enzimi cardiaci e ad allontanarsi volontariamente dal pronto soccorso”, così il giornale evidenzia le scritture negli atti del pubblico ministero. “Gli inquirenti – spiega ancora il giornale- sostengono che il dottore, ‘per imprudenza, negligenza e imperizia e con plurime condotte omissive’ avrebbe provocato la morte del paziente”.

CITTADINANZATTIVA-TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO DEL LAZIO SI COSTITUISCE PARTE CIVILE NEL PROCESSO E CHIEDE L’IMMEDIATO COMMISSARIAMENTO DELLA ASL RM5 E INVIO ISPETTORI A PALESTRINA

Cittadinanzattiva-Lazio, impotente davanti alla loro denuncia già presentata nel lontano 2015, ha deciso che si costituirà parte civile dopo aver appreso che vi è stata la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura di questo caso e ora la decisione passa nelle mani del GUP. Il giudice infatti si esprimerà nel corso dell’udienza preliminare fissata il prossimo 17 novembre.
Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato del Lazio incalza:
“È necessario rimettere al vento dell’azione politica le persone per questo ci costituiremo parte civile nel processo, e chiediamo l’immediato Commissariamento dell Asl Rm 5 alla Regione Lazio, e l’invio di ispettori della salute a Palestrina. Questo senza dimenticare la situazione di incertezza sul futuro dell’Ospedale di Colleferro. Morire così non è accettabile. Mai. La salute non è un gioco”.
Foto di repertorio
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