Renzi, quello che…Vado a casa se perdo al Referendum: “Radiare dalla politica chi dice no ai vaccini”





 

di Cinzia Marchegiani

Ed ecco che Renzi, quello che non pensava di essere così odiato dagli italiani quando è uscito sconfitto dal Referendum Costituzionale: “Io se perdo vado a casa perchè non resto se gli italiani bocciano la riforma più importante”…insomma quello che non avrebbe fatto più politica, quello che invece in pompa magna ritorna convinto che è  suo il 40% del Referendum, ultimamente ha, con una certa enfasi sottoscritto un’altra battaglia, quella dell’obbligo vaccinale per entrare nelle scuole e così ora interviene in merito alla radiazione del Dottor Gava, decisione presa dall’Ordine dei Medici di Treviso.

“Ci arrabbiamo quando qualcuno ci dice di non vaccinare i nostri figli. Bisognerebbe radiare dalla politica chi dice no ai vaccini, come hanno fatto con i medici”.

Lo ha detto Matteo Renzi parlando a un incontro con i tre candidati del Pd a sindaco di Como, Cantù ed Erba, organizzato a Lomazzo, nel comasco, in vista delle primarie del 30 aprile e delle elezioni amministrative del prossimo 11 giugno.

Chi dice ai tuoi figli di non vaccinarsi – ha aggiunto – sta mettendo a rischio la vita loro e quella dei loro compagni di classe. Hanno fatto bene a Treviso a radiare quel medico, spero che i cittadini abbiano la forza di radiare dalla politica questi aspiranti stregoni”.




RENZI E IL CASO MENARINI PORTATO AL SUMMIT CON LA MERKEL 

Renzi era il premier che aveva incontrato Angela Merkel a Bruxelles con la delegazione degli undici. Nella squadra italiana al summit tedesco oltre i politici del suo governo, Pier Carlo Padoan ministro dell’economia,  Federica Mogherini Ministro degli Affari Esteri, Federica Guidi Ministro dello Sviluppo Economico, Roberta Pinotti Ministro della Difesa, Giuliano Poletti Ministro del Lavoro e Maurizio Lupi Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva giocato anche la carta dei big del patrimonio industriale nostrano. I titolari di questa maglia: Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria, Fulvio Conti dell’Enel, Mario Greco delle Generali e ultimo inserimento, gioco forza dei legami con il gruppo farmaceutico Menarini con la città di Firenze, Lucia Aleotti.

Era stata ricordata come scelta coraggiosa quella del Premier Renzi quella di portare in Europa un colosso farmaceutico italiano sotto l’occhio del ciclone della Magistratura da diversi anni e che poi la Procura di Firenze, aprì un’altra inchiesta a carico sempre della famiglia Aleotti. L’indagine era per verificare l’ipotesi di riciclaggio o reimpiego di denaro da provenienza illecita in attività economiche e finanziarie, con cui la stessa Menarini ha acquistato il 4 percento del capitale della banca Monte Paschi di Siena MPS. A Renzi serviva il via libera dalla Germania affinché il rapporto deficit/pil dell’Italia potesse avvicinarsi alla fatidica soglia del 3%, senza superarla. La delegazione doveva impressionare la cancelliera tedesca.

Sole 24 Ore del 9 settembre 2016: “I vertici del gruppo farmaceutico Menarini, la presidente, Lucia Aleotti, e il vice presidente, Giovanni Alberto Aleotti, sono stati condannati in primo grado dal Tribunale di Firenze per i reati di riciclaggio e corruzione. Dieci anni e sei mesi la condanna per Lucia Aleotti (7 anni e mezzo per frode fiscale e 3 per corruzione) mentre sette anni e sei mesi per il fratello accusato solo di riciclaggio. Confiscati beni per un miliardo e 200 milioni. Lucia e Alberto Giovanni sono i figli di Alberto Aleotti, patron della azienda farmaceutica, morto nel 2014″.

Mi raccomando state attenti agli stregoni!


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