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Come lavare un neonato

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Come lavare un neonato

Avere un figlio è il momento più bello nella vita di una donna. Un neonato cambia completamente l’approccio con la vita e risveglia l’istinto materno. Tuttavia, per quanto il sesto senso aiuti una neomamma, al contempo esistono delle regole da seguire, come ad esempio quelle che concernono il bagnetto.

L’igiene del neonato prima di tutto

Se a volte si utilizzata la metafora “fagottino profumato” per rappresentare un bambino, di sicuro c’è un motivo. Ovvero che tenendo stretto quel piccolino sentiamo le nostre narici riempirsi di un profumo, quello tipico dei neonati: un profumo, cioè, di pulito. Questo significa che l’igiene viene al primo posto quando abbiamo un figlio. Una mamma sa che la pulizia non solo è indice di piacere, ma anche di freschezza per il bimbo stesso.

Tra l’altro, il momento del bagnetto, che si può tranquillamente affrontare anche durante i primi giorni di vita del piccolo, si potrebbe vivere come un modo diverso e particolare di coccolare il proprio figlio. Motivo per cui si dovrebbe dedicare al momento del bagno del tempi sufficiente, nonché tutta l’attenzione possibile. Per ogni gesto di pulizia, si dovrebbe avere una relazione con il bambino: bisogna parlargli, giocarci, sorridergli, attirare la sua attenzione in base ai sensi che ha già sviluppato.

Sono molte le domande che una mamma alle prime armi si pone per la fase del bagnetto, ma c’è una cosa fondamentale da tenere presente. Per quanto possano esistere consigli e regole, più o meno oggettive, solo noi sappiamo cosa è meglio per il piccolo. Basta solo sviluppare la giusta esperienza. Ecco come.

A che ora lavare il piccolo

Prima cosa da tenere conto è l’orario entro cui immergere il piccolo nell’acqua. Di solito sarebbe meglio lavarlo a ridosso del penultimo o ultimo pasto, ovvero nella prima serata (rispettando anche le nostre abitudini di cena, o familiari in generale). La sera c’è la giusta atmosfera, dopo cena non si è presi con il resto della casa, non rischiamo di distrarci con altro. C’è, cioè, quella pace giusta per vivere in silenzio e con tranquillità un momento così delicato con il proprio figlio. Questo vuol dire che tra le 20 e le 22 è l’orario migliore per lavare il neonato.

Nell’evento sarà importante coinvolgere anche il papà, così che il piccolo prenda la giusta familiarità con tutti i componenti della famiglia. Ma soprattutto con l’acqua. Bisogna infatti considerare che l’acqua dovrà essere il calmante per il bambino, deve cioè fungere da fase relax prima di affrontare una notte e un sonno, che siano quantomeno sereni. Prima di immergerlo servirà avere a portata di mano tutto l’occorrente, telo, sapone, accappatoio, talco, crema. Ogni accessorio possibile e immaginabile utile al bagnetto. Se abbiamo bisogno di qualche delucidazione in merito agli accessori utili, possiamo dare un’occhiata su amisuradimamma.it

Dove fare il bagno al neonato

E arriviamo alla domanda clou: dove è meglio fare il bagno al neonato? La risposta è semplice e cambia a seconda delle esigenze domestiche e del tipo di apprensione che abbiamo noi. Più nello specifico, il piccolo può essere lavato sia nella vasca da bagno per adulti, sia nel lavandino. O ancora si può scegliere di acquistare le classiche vaschette per neonato. L’unica regola da seguire è che il piccolo non va mai lasciato, nemmeno per un attimo. Non solo infatti si può rischiare l’annegamento, ma se il bambino s’impaurisce può dimenarsi e cadere. Quindi occhio a tenergli sempre la manina o il braccio intorno la vita, anche se magari ha qualche mese di vita e ha già l’autonomia di reggersi seduto.

Prima di spogliarlo e immergerlo, si dovrebbe scaldare il bagno (o la stanza a seconda di dove lo laviamo) con una stufetta per raggiungere una temperatura ideale, tenendo le finestre chiuse. Per quanto concerne invece la temperatura dell’acqua deve essere compresa tra i 32 e 35 gradi.

Qualora decidessimo di lavarlo nella vasca grande, questa non solo va disinfettata ma bisogna riempirla anche della quantità di acqua ideale per la grandezza del neonato. Se rassicuriamo con la nostra presenza il piccolo, accarezzandolo, automaticamente si calmerà.

Il momento dell’immersione

Il bambino va messo in acqua lentamente, tenendolo per il  braccio sinistro, la nostra mano atto la sua ascella e il pollice sulla sua spalla. In questo modo la testa non andrà a penzoloni e sarà poggiata al nostro avambraccio.

Il viso va lavato con molta delicatezza e senza sapone, mentre il corpo va insaponato e poi ben risciacquato. In farmacia o in commercio si trovano molte linee di prodotti detergenti adeguati al bisogno del piccolo. Consideriamo infatti che la sua pelle è delicata, e che quindi il sapone migliore è quello dal pH neutro.

Una volta tolto dall’acqua, il piccolo va subito avvolto nel telo, che potremo previamente riscaldare su di un termosifone. Ogni residuo di acqua va assorbito, prestando più attenzione alle pieghe inguinali e a quelle ascellari. Mai strofinare ma semplicemente tamponare, così da non irritare la pelle e soprattutto da non avvilire il piccolo.

Per le parti intime, si potrebbe mettere un po’ di pomata protettiva, per evitare irritazione da pannolino. Severamente vietato usare profumi e acque profumate che contengano alcool. Volendo lo si può invece massaggiare aiutandosi con un olio, della stessa linea del profumo. In questo modo il piccolo si rilassa e si predispone al sonno. Tuttavia bisogna sempre ricordare che il piccolo deve poter respirare il profumo della mamma: non c’è lenitivo e calmante migliore di quello.