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Ipossia nel neonato: Cosa è, cause e cura

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ipossia nei neonati

Purtroppo tra tutti i bambini che nascono ogni giorno, in alcuni casi, per fortuna pochi, si verificano dei danni causati da asfissia del bambino. In alcuni di questi si tratta di “incidenti da parto” ovvero di eventi imprevisti o anche prevedibili ma trascurati dal personale ospedaliero che comporta una significativa riduzione di afflusso di ossigeno al cervello, in altri casi si tratta di eventi pre e post parto.

Cosa è l’Ipossia nel neonato

L’ipossia indica un ridotto apporto di ossigeno ai tessuti dell’organismo, ci riferiamo in questo articolo all’ipossia ai tessuti cerebrali che talvolta si realizza in occasione del parto, talvolta prima del parto altre volte dopo, portando a danni gravi a livello cerebrale.

Occorre fare una distinzione che sembra puramente tecnica ma è sostanziale tra Ipossia e quello che è chiamato EII. Il primo è chiamato più propriamente ischemia ipossica e indica la privazione di ossigeno ai tessuti cerebrali, l’evento che porta a conseguenze, a prescindere dalle cause.

Con EII, invece, si indica il danno che si origina per via dell’ipossia che conduce spesso a paralisi cerebrale e disabilità conseguenti nel bambino. I danni possono essere di diversa entità e si possono evidenziare con diversi deficit in base al tessuto cerebrale danneggiato.

La Sindrome Ipossica porta con se manifestazioni cliniche che comprendono convulsioni, epilessia, ipotonia, scarsa alimentazione e coscienza depressa per un periodo di almeno 7-14 giorni dopo l’evento, dopodiché si valutano i reali danni cerebrali provocati dall’ipossia.

Cause del Danno Cerebrale (EII)  

Chiarito che l’ipossia è la causa del danno cerebrale mentre l’EII è la conseguenza, l’effetto in pratica, occorre andare a vedere quali sono le cause che portano all’EII, al danno cerebrale, in altre parole il motivo per cui si realizza l’ipossia.

Nella fase pre parto, il bambino riceve ossigeno e nutrimento attraverso la placenta e il cordone ombelicale. Problemi alla placenta possono ridurre l’afflusso di sangue al bambino e provocare come conseguenza un’ipossia.

Tra i problemi della placenta ricordiamo tra i più frequenti preeclampsia, distacco parziale della placenta, sanguinamento della stessa, problemi di flusso derivanti da presenza di coaguli mentre anche problemi al cordone ombelicale, pur in presenza di un perfetto funzionamento della placente possono causare ipossia nel feto.

L’ipossia e la conseguente EII possono anche essere provocati da malattie della mamma, l’uso di droghe, traumi, travaglio eccessivamente prolungato. Talvolta l’ipossia trova causa in problemi del feto come anomalie genetiche, infezioni e posizione fetale.

Altre cause di ipossia

Nonostante il profuso impegno del personale medico, le malattie si possono presentare in maniera estemporanea e non sempre immediatamente rilevate e trattate. Chiaramente l’intervento tempestivo e il trattamento delle malattie rappresentano un elemento importante nell’evitare l’insorgenza dell’ipossia.

Purtroppo in altri casi tutta la gravidanza va bene senza problemi ma durante il parto si verificano incidenti come il cordone ombelicale corto e avvolto al collo del bambino che di fatto Strozza il bambino e provoca ipossia, uno degli incidenti più frequenti nel parto.

Purtroppo non sempre l’ostetrica si avvede in tempo di questo problema ma occorre anche dire che in rari casi ci si trova di fronte ad una vera imperizia del personale, provocando danni colposi al bambino.

La Cura

Una volta realizzato il danno cerebrale si può sol,o tentare di limitarlo somministrando ossigeno, supportando l’attività cardiaca e il flusso sanguigno mentre successivamente, determinato il tipo di danno e l’entità, si possono mettere in atto interventi di riabilitazione neonatale.

Da studi recenti è emersa la notevole utilità di sottoporre il neonato ad ipotermia, a 33,5°C, per un periodo di 72 ore. Sembra che questo metodo sia efficace nel ridurre il rischio di morte e di invalidità del bambino.