Firenze, tutto pronto per il Convegno Nazionale e la manifestazione: “Libertà terapeutica e obbligo vaccinale”




 

Evento a carattere nazionale

Riceviamo da CLiVa – Comitato per la Libertà di scelta Vaccinale e pubblichiamo

Firenze (Toscana)  – Oggi 3 Giugno a Firenze si terrà un convegno nazionale dal titolo “Libertà di cura: una scelta europea”, organizzato da AsSIS – Associazione Studi e Informazioni sulla Salute, con la collaborazione di Terra Nuova Edizioni.

LIBERTÀ DI SCELTA TERAPEUTICA e OBBLIGO VACCINALE. Un convegno e una manifestazione a Firenze il 3 Giugno. Il convegno avrà luogo presso il cinema Odeon di Piazza Strozzi dalle ore 14:00 alle ore 19.30 ed è a ingresso libero e gratuito (programma su http://www.assis.it/event/ liberta-cura-scelta-europea/).All’evento prenderanno parte medici, epidemiologi, giornalisti, filosofi e sociologi di spicco nei rispettivi campi di competenza, per capire e spiegare ai presenti qual è la situazione attuale in Italia rispetto alla libertà di cura e quali sono le prospettive.

La Manifestazione. In concomitanza con l’evento, il Comitato per la Libertà di scelta Vaccinale ha organizzato a Firenze una manifestazione a carattere nazionale. Il ritrovo è previsto per le ore 13:00 in Piazza San Lorenzo, da cui partirà un corteo, che si trasformerà poi in presidio stabile in Piazza Strozzi fino alle 18:00.

Centinaia di genitori informati scenderanno ancora una volta in piazza per rivendicare la libertà di scelta in ambito sanitario, per se stessi ed i loro figli, contestando il recente Decreto Legislativo del Ministero della Salute che prevede l’obbligo a 12 vaccinazioni per i bambini da 0 a 16 anni, pena l’esclusione dalle scuole pubbliche e private.

Il provvedimento piazza l’Italia al primo posto in Europa per numero di vaccinazioni obbligatorie, in netto contrasto con la politica di raccomandazione adottata dalla maggioranza dei paesi europei.

L’ATTACCO ALLA LIBERTÀ DI CURA. L’inalienabile diritto democratico alla scelta terapeutica risulta oggi sotto palese attacco da parte di coloro che, ergendosi a difesa del “bene comune”, vogliono impedire un pensiero critico non solo sui vaccini, ma su tutti gli aspetti riguardanti l’autodeterminazione in materia di salute, impedendo un sereno confronto tra cittadini e comunità scientifica e arrivando persino a radiare medici molto qualificati che, toccando con mano alcuni limiti delle attuali politiche vaccinali, hanno “osato” proporre un miglioramento dei tempi e modi in cui e con cui i vaccini possono essere inoculati. Lo scenario che si va delineando fa riferimento a un pensiero unico, dogmatico, di valore assoluto ed eterno che determina confini rigidi oltre i quali il pensiero, la riflessione, le idee, il confronto non potranno spingersi.

Tale imperativo categorico diventa ancora più preoccupante quando si parla della salute dei bambini, ai quali viene oggi proposto un numero di vaccinazioni senza precedenti in Europa, non fornendo sufficienti certezze sugli e#etti a lungo termine di un programma così esteso e precoce di vaccinazioni. Sul tema delle vaccinazioni, in particolare, è in atto una vera e propria battaglia politica e mediatica, in un contesto ideologizzato in cui si è chiamati a schierarsi o del tutto a favore oppure contro “i vaccini”.

Questo tema, strumentalizzato anche in ambito politico, è diventato così delicato che anche chi tenta di esprimersi in maniera non ideologica o strumentale, e con riferimento a prove scientifiche, rischia di venire tacciato di essere “anti-vaccinista” e posto sul banco degli imputati. Inoltre, sono stati portati avanti provvedimenti legislativi e decisioni che rischiano seriamente di comprimere le libertà individuali e di confliggere con altri diritti garantiti dalla Costituzione, come quello all’istruzione. Non dimentichiamo, infatti, che i vaccini sono dei farmaci, i quali, a differenza dei farmaci “classici”, vengono utilizzati in assenza di patologia al fine di cercare di evitare il contagio di malattie infettive, siano esse batteriche o virali. Come tutti i farmaci presentano delle indicazioni e delle controindicazioni per cui la loro somministrazione deve essere effettuata dopo consulto medico. Deve essere cioè il medico a valutare se, nei singoli casi, il rischio derivante dalle controindicazioni sia inferiore al rischio di avere quella determinata patologia.




Il soggetto ricevente la vaccinazione – o i genitori in caso di minorenni o i tutori in caso di interdetti – devono essere informati correttamente sia delle finalità che si intendono perseguire attraverso la somministrazione del vaccino, sia degli effetti collaterali previsti e prevedibili, in modo che la scelta del soggetto sia perfettamente consapevole e soprattutto, in assenza di emergenze sanitarie che mettano in pericolo la collettività, libera.

LA GIORNATA EUROPEA DEI DANNEGGIATI. La scelta della data del 3 Giugno si deve anche alla ricorrenza, indetta nel 2016 dall’European Forum for Vaccine Vigilance (EFVV) della “Giornata internazionale di sensibilizzazione per i danneggiati da vaccino”.

Questo evento vuole portare all’attenzione di tutti il fatto che la vaccinazione non è un atto innocuo e privo di effetti negativi, al contrario di ciò che invece viene spesso affermato dalle autorità sanitarie e funzionari statali di tutto il mondo; l’iniziativa simbolica della Giornata è quella di accendere una candela, che sia simbolica o reale, in casa propria o in una piazza gremita di persone, in ricordo di tutti quegli adulti e bambini che abbiano loro malgrado subito un danno da vaccino.

INTERVERRANNO

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Inizio con i saluti del presidente di Assis dottor Eugenio Serravalle.

Introduzione di Claudia Benatti, giornalista del mensile Terra Nuova: “Discutere di scienza e medicina è esercitare democrazia e fare informazione”.

Prof.ssa Roberta Lanfredini, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università di Firenze: “Dogma contro critica. Alcune riflessioni epistemologiche”.

Avv. Fausto Gianelli, Associazione Nazionale Giuristi Democratici: “Dal diritto alla salute all’obbligo di cura – L’art. 32 e i principi costituzionali in materia di libera scelta sanitaria”.

Prof. Luca Poma, giornalista e portavoce della Campagna Giù le mani dai bambini: “Le pressioni del marketing pharma e la libertà di scelta terapeutica: l’EBM è il verbo…? ”.

Prof. Piergiorgio Duca, docente di Statistica Medica e Biometria Università di Milano e presidente di Medicina Democratica: “Medicina Democratica 1976-2017: promuovere la partecipazione per promuovere la salute”.

Dottor Roberto Volpi, epidemiologo e statistico sanitario: “Neppure i dati epidemiologici sono un’opinione.Tra dati ignorati, non detti, camuffati si drammatizza una realtà che non ha niente di drammatico”.

Prof. Ivan Cavicchi, docente di sociologia dell’organizzazione sanitaria alla facoltà di medicina di Tor Vergata: “La deontologia medica tra politiche economiche e cambiamenti sociali ”. Seguirà il dibattito con le domande del pubblico.

Dettagli alla pagina www.lighacandle.eu


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